Pallone in Soffitta – Bayer Uerdingen, fiammata e declino inesorabile

Negli anni Ottanta, il calcio tedesco occidentale – e non solo – assistette all’exploit di una realtà minore, supportata da una celebre casa farmaceutica. Venuto poi a mancare il sostegno della Bayer, l’Uerdingen ha iniziato nel giro di qualche anno la propria amara discesa agli inferi.

RINCORSA. Nato nel 1905 come Füssball-Club Uerdingen 05, il maggior sodalizio calcistico del distretto della cittadina di Krefeld (nell’attuale stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia) ha visto un momento fondamentale della propria storia nel 1953. La fusione con la squadra dei lavoratori della Bayer, la celebre casa farmaceutica, si rivelerà decisivo anche se i frutti arriveranno parecchio più avanti. L’FC Bayer 05 Uerdingen arriva per la prima volta in Bundesliga nel 1975, chiudendo malinconicamente all’ultimo posto al debutto in massima divisione. Nel 1979 il ritorno, con la prima salvezza della storia e una nuova retrocessione. Fino al momento della svolta: è il 1983.

FIAMMATA. Il Bayer Uerdingen ritorna in Bundesliga ma non vuole accontentarsi di vivacchiare. In panchina arriva l’occhialuto Timo Konietzka e la classifica recita un crescendo: 10°, 7° e addirittura 3° nel campionato 1985-86, miglior risultato di sempre nella storia della società. Esplode il libero – originario della Germania Est – e capitano Matthias Herget, ex centrocampista con il vizietto del gol. Nel 1983, era diventato il primo giocatore del Bayer Uerdingen nella Nazionale tedesca (parteciperà al Mondiale 1986 e a Euro ’88). Nel 1985 ecco lo storico trionfo in Coppa di Germania, nella finalissima contro il Bayern Monaco all’Olympiastadion di Berlino, che significa l’approdo in Europa. In Coppa delle Coppe si spinge fino alle semifinali, superando in maniera spettacolare ai quarti i cugini orientali della Dinamo Dresda arrendendosi però all’Atlético Madrid. Il Bayer tocca quindi il punto più alto in quel periodo, partecipando inoltre alla Coppa Uefa 1986-87: proprio in quell’annata europea – l’ultima per il club – debutta da professionista un diciottenne che farà strada. Il suo nome è Oliver Bierhoff.

DECLINO. Nell’epoca più significativa del Bayer Uerdingen vestono la casacca rossoblù diversi giocatori di livello internazionale: i danesi Bartram e Brian Laudrup, il russo Gorlukovich, il bulgaro Yankov, lo svedese Prytz, i rumeni Timofte e Klein (che perderà la vita per attacco cardiaco nel 1993, durante un allenamento con il Bayer), un giovane Stéphane Chapuisat, gli islandesi Edvaldsson e Gudmundsson. Nella Germania Ovest, oltre a Herget, qualche presenza anche per Holger Fach e Wolfgang Funkel. Il sodalizio di Krefeld si attesta stabilmente nella seconda metà della classifica per il resto del decennio, peggiorando via via i propri piazzamenti. Finché, nel 1991, ritorna in cadetteria iniziando per qualche anno un’altalena continua tra le prime due categorie del calcio tedesco. A metà dei Novanta l’evento che sancisce il declino del club in modo inesorabile. La Bayer abbandona la squadra, rimasta così senza un sostegno di vitale importanza per battersi a certi livelli. La discesa è ormai tracciata: la partecipazione alla Bundesliga 1995-96 resterà l’ultima. Inoltre, cosa ancora peggiore, nel giro di appena nove anni la squadra precipita rovinosamente in sesta serie (Verbandsliga Niederrhein). Per fortuna, le ultime campagne hanno riportato la compagine – rinominata Krefelder Fussball-Club (KFC) Uerdingen 05 dopo l’addio della Bayer – in terza divisione, dove milita tuttora. Tra i principali giocatori attuali figurano il campione del mondo 2014 Kevin Grosskreutz, l’ex Novara Roberto Rodríguez e il centrocampista Adam Matuszczyk, già nazionale polacco.

 

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.