Pallone in Soffitta – 1992: l’ultima Jugoslavia mancata

Molti appassionati di calcio e addetti ai lavori si sono chiesti almeno una volta cosa avrebbe potuto fare la Jugoslavia all’Europeo del 1992: una squadra fortissima, ricca di talento, che però non poté vivere la sua recita finale.

Qualificazioni alla fase finale dell’Europeo 1992. La rassegna si disputerà in Svezia, ammessa di diritto. Per l’ultima volta, la rassegna continentale avrebbe visto appena otto squadre al via. Per l’Italia si rivelò un autentico fiasco quella campagna eliminatoria, al tramonto della gestione Vicini reduce dalla delusione di Italia ’90. Formula semplice: sette gironi, passa solo la prima. Si vive un’epoca di cambiamento, in quelle qualificazioni europee. La Germania si è unificata, nessuna ulteriore distinzione tra i campioni dell’ovest e i cugini orientali. La dissoluzione dell’Unione Sovietica partorì la rappresentativa della CIS (Comunità Stati Indipendenti), un unicum di quell’Europeo ’92. Si ripropose alla grande la Francia del selezionatore Michel Platini e del bomber Jean-Pierre Papin, che soprattutto grazie alla fantastica campagna di qualificazione conquistò il Pallone d’Oro 1991. Uscirono dagli altri gironi l’Inghilterra di Graham Taylor, i campioni uscenti dell’Olanda, la storica prima volta della Scozia. Ma fu nel gruppo 4 che avvenne l’impensabile.

Galleria dei talenti jugoslavi

 

La Jugoslavia si misurò con Austria, Danimarca, Irlanda del Nord e Fär Øer. Un raggruppamento tutto sommato non proibitivo: ad esempio i bianconeri erano reduci da Italia ’90, erano comunque usciti al primo turno. I danesi dal canto loro non erano più da un pezzo la “Danish Dynamite”, immersi tra l’altro in un complesso ricambio generazionale. La selezione jugoslava aveva fatto molto bene nella rassegna iridata nostrana – mancando ai rigori l’accesso in semifinale – e poteva contare in quel biennio 1990-91 un micidiale mix di giovani talentuosi, diversi di loro laureatisi campioni del mondo Under 20 nel 1987. Li avremmo visti praticamente tutti in Italia: dai serbi Stojkovic, Jugovic, Mijatovic e Mihajlovic ai croati Prosinecki, Boban, Suker, Jarni e Boksic, fino al montenegrino Savicevic e al macedone Pancev, micidiale bomber che avrebbe poi fallito all’Inter, ma che realizzò ben 10 gol durante le eliminatorie. La Nazionale poteva contare anche su alcuni protagonisti navigati come il difensore Hadzibegic e il centrocampista Bazdarevic, trascinatori di quel gruppo. Era un momento anche piuttosto propizio per il calcio a quelle latitudini: la Stella Rossa di Belgrado conquistò la Coppa dei Campioni a Bari contro l’Olympique Marsiglia e poi la Coppa Intercontinentale, molti elementi della Jugoslavia giocavano proprio in biancorosso. Il girone vide prevalere la Jugoslavia con 14 punti in 8 gare, con 7 successi e l’unico tonfo in casa contro la Danimarca il 1° maggio 1991. Proprio gli scandinavi vengono staccati da un solo punto in classifica, consegnando primo posto e pass europeo agli slavi. Quelle qualificazioni terminano nel novembre 1991: la Jugoslavia cova giustificate aspirazioni per l’estate successiva. Ma il destino è in agguato.

La Stella Rossa vincitrice della Coppa dei Campioni 1991

La guerra civile devasta quei territori, scrive pagine tragiche e dolorose per migliaia di persone proprio in quei mesi. Lo sport passa giustamente in secondo piano e si arriva alla fatidica data del 30 maggio 1992. Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sanziona ufficialmente la Jugoslavia dopo lo scoppio del conflitto e così il giorno seguente Fifa e Uefa sospendono la Federazione da qualsiasi attività. La Nazionale, già qualificata per l’Europeo che prenderà il via il 10 giugno, non può più prendere parte alla rassegna guadagnata sul campo. Un evento inevitabile, che ha privato quel fantastico gruppo di talenti di recitare un ruolo da protagonista e non ha avuto una seconda possibilità. Poi sappiamo cosa è accaduto alla Danimarca, ripescata in extremis per sostituire gli esclusi… Altro elemento che acuisce se possibile il rimpianto per quella generazione e per tutti gli appassionati di calcio che almeno una volta si saranno chiesti: “Cosa avrebbe potuto fare quella Jugoslavia?”. Per la cronaca, quella squadra disputò la sua ultima partita il 25 marzo 1992, contro l’Olanda in amichevole. Riprenderà l’attività ben due anni e nove mesi dopo. Ma la magia, purtroppo, era svanita.

La Jugoslavia che giocò contro l’Olanda il 25 marzo 1992. Da sinistra a destra, in piedi: Hadzibegic, Kodro, Vujacic, Stanojkovic, Omerovic, Najdoski. Accosciati: Bazdarevic, Brnovic, Stojkovic, Savicevic, Jugovic.

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.