Pallone in Soffitta – Un incantesimo dorato di nome Malines

Una squadra belga, fuori fino a quel momento dalle gerarchie di vertice del calcio nazionale, visse il suo travolgente momento di gloria alla fine degli anni Ottanta. Conquistando l’Europa: il suo declino fu altrettanto rapido.

Il KV Mechelen (nome completo Yellow Red Koninklijke Voetbalclub Mechelen), in francese Malinois e nella versione italiana Malines, non rientrava nel ristretto gruppo dei più importanti club belgi. Una lunga storia iniziata nel 1904, che lo aveva visto alternarsi per periodi più o meno lunghi tra la prima e la seconda divisione, e vincere tre campionati negli anni Quaranta. Finché, dal 1983, decise di abolire la discesa al piano inferiore… per vivere la parentesi più bella e luccicante della sua avventura calcistica.

DE MOS. Subito un sesto posto a soli due punti dalla qualificazione in Uefa. Il salto di qualità, inatteso, arriva con l’approdo in panchina di un certo Aad de Mos. Il tecnico baffuto reduce dai successi con l’Ajax viene convinto dal progetto giallorosso: è la svolta. De Mos porta alcuni connazionali olandesi in rosa, integrandoli con lo zoccolo duro locale e acquisendo sempre maggiori certezze. Rutjes, Erwin Koeman e il lungo den Boer affiancano gli esperti belgi Preud’homme (che molti considerano il miglior portiere di sempre nel Paese), Clijsters e Martens. I risultati non tardano ad arrivare. Il 14 giugno 1987 arriva la vittoria in Coppa del Belgio, grazie all’1-0 contro l’RFC Liegi di Waseige firmata dal gol di den Boer al Constant Vanden Stock. Arriva un altro straniero, il talentuoso attaccante israeliano Eli Ohana.

Aad de Mos, il tecnico artefice del miracolo Malines

 

 

 

 

 

EUROPA. Il successo porta al debutto assoluto nelle competizioni europee, con la partecipazione in Coppa delle Coppe. Una cavalcata vincente, lasciando alle spalle Dinamo Bucarest (Romania), St. Mirren (Scozia), Dinamo Minsk (Unione Sovietica) e gli italiani dell’Atalanta, questi ultimi con un doppio 2-1. Ecco la seconda giornata di gloria, il 1° maggio 1988 allo stadio La Meinau di Strasburgo. L’uomo della provvidenza, contro l’Ajax, si dimostra di nuovo il biondo Piet den Boer, il quale al 53° insacca la rete che scrive una pagina incredibile del calcio continentale.

La finalissima di Coppa delle Coppe 1987-88 vinta contro l’Ajax

L’incantesimo continua nella conseguente doppia finale di Supercoppa europea, opposto al PSV Eindhoven. Il Malines si dimostra ancora una chirurgica “ammazza olandesi”, imponendosi 3-0 in casa (doppietta di Bosman e gol di De Wilde) e limitando i danni (0-1) al ritorno.

Il Malines campione nazionale 1988-89 nelle figurine Panini. Da sinistra a destra, in piedi: Sanders, den Boer, Bosman, Preud’homme, Rutjes, E. Koeman. Accosciati: Versavel, Clijsters, Hofkens, De Wilde, Emmers.

 

 

 

 

 

 

L’INCANTESIMO PROSEGUE. Non è finita. Il campionato belga 1988-89 vede ai nastri di partenza un Malines in prima fila per fare ancora la storia. E così, 41 anni dopo l’ultima volta, i giallorossi chiudono al primo posto con 4 punti di vantaggio sull’Anderlecht della prolifica coppia Bosman-Krncevic. Dal canto suo, la squadra di de Mos vanta la migliore difesa con appena 20 gol al passivo. Un trionfo, che chiude idealmente un ciclo fantastico di trofei e sancisce il canto del cigno per il club. Ok, ci sarà modo di acciuffare altri ottimi piazzamenti, rivivere notti europee grazie a sei annate consecutive. L’avventura nella Coppa dei Campioni 1989-90 stoppata dal Milan ai quarti, poi sempre Coppa Uefa. L’ultima pagina continentale scritta finora dal Malines vede l’eliminazione nel 1993-94 ad opera del Cagliari negli ottavi di finale.

CADUTA. Poi il declino: nel 1997 arriva la mesta retrocessione, di nuovo il sali-scendi tra prima e seconda divisione culminati in serie difficoltà finanziarie. Quando nel 2002 cominciano a non essere saldati gli stipendi, si spengono le luci sul glorioso Achter de Kazerne che aveva fatto da teatro a tanti giorni felici. Il 7 dicembre dello stesso anno il Malines viene messo in liquidazione. Il glorioso bomber di un tempo Piet den Boer e altri si rimboccano le maniche per salvare la società. Il Malines non sparirà, ricominciando dalla terza serie 2003-04 e cambiando il nome in Yellow-Red KV Mechelen. Nel giro di poche stagioni i giallorossi ritornano prima in seconda divisione e poi al piano più alto della piramide calcistica belga.

RIPRESA E CHOC. Nel 2019 viene riaperta pure quella bacheca prestigiosa ma impolverata, grazie al successo in Coppa del Belgio e nella successiva Supercoppa. Il ritorno in Europa resterà per ora una chimera, a causa del coinvolgimento del club in alcuni deprecabili fatti della stagione 2017-18: avrebbe infatti truccato alcuni incontri allo scopo di mantenere la categoria. Le conseguenze vengono attenuate da un vizio di forma nelle aule di tribunale. Retrocessione scongiurata, ma non la restituzione della Coppa del Belgio e la partecipazione all’Europa League. Il Malines ora ripartirà cercando di rivivere, stavolta in modo corretto e inattaccabile, i fasti del passato.

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.