Pallone in Soffitta – Ravanelli, Zola & Co. : cannonieri (e bidoni) in England

C’è stato un periodo, nella seconda metà degli anni Novanta, in cui il campionato inglese si popolò di attaccanti italiani: da Ravanelli a Zola, passando per Branca, Carbone, Di Canio… protagonisti di un’epoca dorata ma purtroppo lontana .

Francesco Baiano (Derby County, 1997-2000) – L’attaccante di Baiano (Avellino), classe 1968, era reduce dai migliori anni della carriera in Serie A con Foggia, Fiorentina e 2 presenze azzurre all’inizio dell’era Sacchi. Arrivato al Derby nel 1997 insieme al connazionale Eranio, collezionò 16 reti prima di rientrare in Italia nel 2000. Tuttora considerato dai tifosi del club tra gli stranieri migliori di sempre.

Marco Branca (Middlesbrough, 1998-99) – Una storia a due facce, quella di Branca con il Boro. Iniziata benissimo, con l’arrivo nel febbraio ’98 e 9 reti (in 11 gare) importanti per il ritorno del Middlesbrough in massima serie. Poi il crac al ginocchio: due operazioni al menisco e il club che sentenzia, dopo controllo medico, la sua inabilità all’agonismo. Branca non molla, guarisce e porta gli inglesi davanti alla Fifa. Vince su tutta la linea, tornando a giocare in Svizzera dopo il contenzioso.

Benito Carbone (Sheffield Wednesday 1996-99, Aston Villa 1999-00, Bradford City 2000-02, Derby County 2001-02, Middlesbrough 2002) – Il folletto di Bagnara Calabra viene acquistato dal Wednesday nel 1996 per 3 milioni di sterline, diventando in breve tempo un beniamino della tifoseria. Tre stagioni condite da 25 reti, poi le parentesi con Aston Villa, Bradford City, Derby County e Middlesbrough, fino al giugno 2002.

Pierluigi Casiraghi (Chelsea, 1998-2000) – Il poderoso centravanti della Nazionale, dopo essere stato escluso da Maldini per il Mondiale in Francia, lascia l’Italia e firma con il Chelsea. La sua avventura finisce nel peggiore dei modi: il portiere Hislop gli frantuma un ginocchio e lo costringe al ritiro dopo diverse operazioni chirurgiche, purtroppo inefficaci per restituirlo all’agonismo.

Paolo Di Canio (Sheffield Wednesday, 1997-99, West Ham United 1999-2003, Charlton Athletic 2003-04) – Il verace romano fa più volte notizia in Inghilterra, grazie alle prodezze sul campo – tra cui un celebre gol in acrobazia – e per il clamoroso spintone all’arbitro che gli procura una lunga squalifica. Ma pure per l’apprezzatissimo gesto di fair play che lo vede bloccare un azione da gol e favorire il soccorso a un avversario.

Stefano Gioacchini (Coventry City, 1999) – Attaccante dal fiuto del gol poco sviluppato, Gioacchini approdò in modo abbastanza sorprendente in Premier League nel 1999 dopo la militanza nel Venezia, contrassegnata da un solo gol. La miseria di 3 apparizioni contro Arsenal, Southampton e Leicester rappresenta il succo della sua comparsata nel massimo campionato inglese.

Michele Padovano (Crystal Palace, 1997-98) – Una comparsata veloce, quella del torinese, ceduto dalla Juventus dopo un serio infortunio al ginocchio nel novembre 1997. La storia con il sodalizio inglese viene contraddistinta da guai fisici e forma non ottimale, con l’unico momento positivo grazie al gol rifilato al Leicester. Padovano va via senza lasciare troppi rimpianti, accasandosi in Francia a fine stagione dopo 12 presenze.

Fabrizio Ravanelli (Middlesbrough 1996-97, Derby County 2001-03) – Campione d’Europa in carica con la Juventus e reduce dalla rassegna continentale con la Nazionale, viene subito ribattezzato “Silver Fox” dopo aver bagnato il debutto in Premier con una tripletta alla prima giornata. Buone cose in coppia con il piccolo brasiliano Juninho Paulista, perde due finali di Coppa e lascia dopo la retrocessione: da sottolineare l’ottimo bottino di 17 reti ma pure lo scarso ambientamento con città e tifosi.

Francesco Sanetti (Sheffield Wednesday, 1998-99) – Romano classe 1979, esordì nel Ferentino prima di essere acquistato dal Genoa dove non giocò mai. Da lì il passaggio a parametro zero allo Sheffield, 5 presenze e 1 rete (bellissima, al debutto da sostituto contro l’Aston Villa con gli abbracci di Di Canio e Carbone) nella Premier League 1997-98. Sparì subito dai radar, rientrando in patria per militare nelle serie minori.

Andrea Silenzi (Nottingham Forest 1995-96) – Il primo calciatore italiano a giocare in Premier League e, purtroppo, il flop più clamoroso. 10 apparizioni in campionato nel 1995-96 e appena 2 nel successivo, antipasto del mesto ritorno in Italia da lì a poco. Tuttora viene considerato dalla stampa inglese uno dei peggiori acquisti della storia.

Gianluca Vialli (Chelsea, 1996-99) – In Inghilterra spara le ultime cartucce della carriera, accordandosi con i Blues a parametro zero. Il rapporto con l’allenatore Gullit non è dei migliori e Vialli ne prende il posto come player-manager nel febbraio 1998. Vince Coppa delle Coppe, Coppa di Lega e Supercoppa Europea, appende gli scarpini al chiodo e conquistando inoltre una FA Cup e il Charity Shield. Esonerato dopo 5 gare del campionato 2000-01, allena in seguito il Watford per una stagione.

Gianfranco Zola (Chelsea, 1996-2003) – Il sensazionale “Magic Box” dipinge a Londra una seconda giovinezza sportiva. Idolatrato dai suoi tifosi e ammirato ovunque da campione trasversale, viene eletto miglior giocatore di sempre dal suo club e introdotto nella Hall of Fame del calcio inglese nel 2006. Senza dimenticarsi il titolo di Membro dell’Impero Britannico, conferitogli nel 2004.

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.