Storie di outsider vincenti #19 – La pallanuoto italiana scopre Paolo De Crescenzo e il suo Posillipo

Tra gli allenatori di pallanuoto più vincenti di sempre c’è il compianto Paolo De Crescenzo, scomparso nel 2017 a causa di un male incurabile. La sua storia si intreccia a doppio filo con quella del Circolo Nautico Posillipo, divenuto in pochi anni la seconda formazione più vincente in Italia dopo l’irraggiungibile Pro Recco. Da giocatore De Crescenzo aveva legato la sua carriera al Canottieri Napoli, tra le cui fila aveva militato dal 1965 al 1980, ottenendo quattro scudetti e una Coppa Campioni. Nel 1983, tre anni dopo aver appeso la calottina al chiodo, era passato “al di là della barricata” divenendo il tecnico del Posillipo.

A quel tempo i partenopei non erano una formazione di primo piano. Avevano raggiunto la Serie A nel 1980, dopo una lunga gavetta nelle serie minori. Rimasti orfani dello storico coach Mino Marsili, in sella per sei stagioni, avevano scelto proprio il 33enne De Crescenzo. La squadra scala ben presto le classifiche, piazzandosi seconda nel 1984. I tempi sembrano maturi per un’ulteriore salto di qualità, soprattutto perché in rosa ci sono pallanuotisti di grande avvenire come Stefano Postiglione, Franco e Giuseppe Porzio, Mario Fiorillo e l’ungherese Attila Sudár. Il Posillipo chiude la stagione regolare al primo posto, davanti a Savona e Canottieri Napoli, ma è nei playoff che compie la vera impresa.

Batte ai quarti il Pescara, non facendosi innervosire dal risultato di parità (9-9) della gara di andata e vincendo tra le mura amiche per 10-8. In semifinale non lascia scampo ai liguri del Camogli, battuti fin troppo facilmente (8-9 fuori e 8-5 in casa). In finale i partenopei trovano l’ex squadra di De Crescenzo, i Canottieri Napoli, ed è subito battaglia. Il Posillipo vince gara-1 di misura (6-5), ma concede la rivincita agli avversari, che si impongono in gara-2 con l’eloquente risultato di 11-8. Il derby si deciderà all’ultimo tuffo. Gara-3 è un susseguirsi di emozioni tumultuose e di grandi occasioni sprecate. Il 3-2 finale (risultato atipico per una partita di pallanuoto) regala il successo al Posillipo, che ottiene la prima gioia della sua storia.

Rafforzato dalla vittoria, il Posillipo adesso è pienamente consapevole dei propri mezzi. E affronta la stagione 1985/86 con il piglio della grande squadra. Lascia per strada solo due punti, poi le vince tutte. E si presenta ai playoff con i gradi di favorito. Il primo turno è abbastanza agevole, le Fiamme Oro vengono sconfitte in due soli match. Le difficoltà aumentano in semifinale: contro l’Ortigia il Posillipo perde il primo incontro per 9-6, ma è abile a ribaltare le sorti della sfida accaparrandosi le altre due partite. Si aprono, per la seconda volta consecutiva, le porte della finale. Stavolta a contendergli il titolo sarà il Pescara. Ancora una volta i napoletani partono ad handicap, perdendo la prima partita in Abruzzo. Ma il fattore campo è decisivo nelle due successive: 8-7 e 12-9, e il Posillipo può tornare a festeggiare.

Da quel momento, da quei due scudetti conquistati, il Posillipo diventa una solida realtà della pallanuoto italiana. Sotto la guida di coach De Crescenzo vincerà tutto: altri otto scudetti, una Coppa Italia, due Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe. Da semplici comparse i partenopei divengono i protagonisti di una nuova era. E danno una spinta decisiva alla pallanuoto italiana, che di lì a poco vincerà tutto anche a livello di Nazionale.

Le altre puntate:

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  2. L’ascesa di Guga Kuerten, da carneade a vincitore del Roland Garros 1997 (18 marzo 2020)
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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.