Storie di outsider vincenti #1 – Il Nottingham Forest e la conquista della Coppa Campioni 1978/79 da esordienti

La Coppa dei Campioni, prima dell’avvento della moderna Champions League, prevedeva la partecipazione delle squadre che avevano vinto i rispettivi campionati nazionali. A queste si aggiungeva la detentrice del trofeo. Accadde così anche nella stagione 1978/79, un’edizione che si rivelò ricca di sorprese e colpi di scena, a partire dall’eliminazione dei campioni in carica del Liverpool già al primo turno. Ma andiamo con ordine.

Le partecipanti erano 33, per cui fu necessario svolgere un turno preliminare, che vide l’affermazione del Monaco sullo Steaua Bucarest. Si completò così il tabellone principale e avvenne il sorteggio, a quel tempo integrale. Il destino volle far incontrare Liverpool e Nottingham Forest: un derby inglese che, alla stregua degli accadimenti successivi, avrebbe rappresentato un ideale passaggio di consegne. Passò il turno il Forest di Brian Clough, assoluto esordiente in Coppa dei Campioni, che l’anno precedente aveva conquistato lo scudetto da neopromossa.

Ma il Liverpool non fu l’unica delusa. L’Italia era rappresentata dalla Juventus, che finì immediatamente la sua corsa contro i Rangers. Al ritorno a Ibrox, infatti, gli scozzesi riuscirono a ribaltare l’1-0 dell’andata e condannarono gli uomini di Trapattoni all’eliminazione. Agli ottavi le sorprese negative furono Real Madrid e PSV Eindhoven: gli spagnoli si fecero sorprendere dagli svizzeri del Grasshoppers, mentre gli olandesi seguirono la scia della Juve, eliminati dai Rangers. Giocoforza, con le big già fuori, la griglia dei quarti di finale comprendeva numerose sorprese (gli svedesi del Malmö, i polacchi del Wisla Cracovia, gli austriaci dell’Austria Vienna, i tedeschi orientali della Dinamo Dresda, gli scozzesi dei Rangers, gli svizzeri del Grasshoppers, i tedeschi occidentali del Colonia e gli inglesi del Nottingham Forest).

Le semifinali misero di fronte Nottingham Forest e Colonia da una parte e Malmö e Austria Vienna dall’altra. Un ulteriore scherzo del destino, che accoppiò le due favorite per la vittoria finale. La sfida tra inglesi e tedeschi fu altamente spettacolare: dopo il 3-3 dell’andata, il Nottingham Forest fece il colpaccio esterno, grazie a una rete del centrocampista Bowyer. Nell’altra semifinale prevalse il Malmö, grazie allo 1-0 casalingo firmato da Hansson, dopo il pareggio a reti bianche in terra austriaca.

La finale di Monaco di Baviera era naturalmente inedita. L’incertezza e l’importanza della posta in palio si tradussero in una partita molto tattica e poco spettacolare. Da una parte il Nottingham Forest, che che fino a due anni prima militava in Second Division; dall’altra il Malmö, molto più titolata a livello nazionale ma ugualmente esordiente. Allo scadere del primo tempo, grazie a un colpo di testa di Trevor Francis (futuro calciatore di Sampdoria e Atalanta), gli inglesi passarono in vantaggio e non si fecero più riprendere. Quando il capitano McGovern alzò la Coppa dei Campioni al cielo, nessuno era a conoscenza del futuro che avrebbe atteso i Forest. Nessuno sapeva che quella squadra, considerata una meteora, avrebbe concesso il bis l’anno seguente, entrando di diritto nella storia del calcio internazionale.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.