Le origini del Foot-ball #10 – Perché è stato inventato il calcio di rigore?

Per capire come si è arrivati all’introduzione del calcio di rigore, bisogna ricordare un aneddoto risalente addirittura al 1891. Allo stadio Trent Bridge di Nottingham si fronteggiavano, per i quarti di finale di FA Cup, Notts County e Stoke City. I padroni di casa stavano vincendo per 1-0 quando Lewis Ballham, attaccante dello Stoke, ebbe una ghiottissima occasione per pareggiare i conti. Il portiere era caduto e aveva la porta spalancata davanti a sé, sembrava un gol fatto, ma all’ultimo John Hendry, terzino del Notts, intervenne con la mano e respinse il tiro a botta sicura.

I giocatori del Notts chiesero che gli venisse concesso il gol, visto che senza quell’intervento irregolare la palla sarebbe finita senz’altro in rete. Ma l’arbitro, regolamento alla mano, fischiò solo un calcio di punizione ad alcuni centimetri dalla porta. Il tentativo di segnare fallì, il risultato rimase invariato e fu così il Notts County a qualificarsi per le semifinali di FA Cup. Alcuni giorni dopo la gara, i giocatori dello Stoke si lamentarono dell’accaduto alla Football Association. I rappresentanti della federazione calcistica ammisero che a Nottingham era stato commessa una grave ingiustizia, anche se ammessa dalle regole, e furono d’accordo che dovesse essere fatto qualcosa per evitare la ripetizione di un simile evento.

Dopo numerose discussioni, la Football Association accettò la proposta di un delegato irlandese, William McCrum, che giocava come portiere. Questi propose l’introduzione del rigore, un calcio di punizione diretto da una distanza di dodici yarde (10 metri e 97 centimetri, arrotondati poi a 11 metri), senza l’interferenza di altri giocatori che non fossero il portiere, in caso di infrazione grave.

Sembrava che il problema fosse risolto una volta per tutte, ma si verificò nuovamente pochi mesi più tardi. E fu nuovamente penalizzato lo Stoke! Allo scadere della sfida contro l’Aston Villa l’arbitro concesse un rigore che, se segnato, avrebbe riportato in parità l’incontro. Si trattava di una potenziale rivincita per Ballham, involontario protagonista della sfida contro il Notts. Ma Jimmy Warner, portiere dei padroni di casa, prese il pallone e lo scagliò lontano, fuori dallo stadio. All’epoca non era previsto un recupero per perdita di tempo e venne decretata la fine della partita, tra la delusione dei giocatori dello Stoke.

Tre ulteriori curiosità. La prima: la squadra amatoriale Corinthians di Londra si dimostrò contraria all’introduzione del calcio di rigore e decise di non tirare (e non parare) quelli eventualmente assegnati dall’arbitro. La seconda: fino al 1902 i rigori non si tiravano da un punto specifico, ma da una posizione – scelta dal giocatore – su una linea immaginaria parallela alla porta, a undici metri da questa. La terza: la regola del rigore permetteva ai portieri di avvicinarsi fino a cinque metri prima che l’avversario colpisse il pallone. E se pensiamo alle ultime disposizioni, che prevedono che il portiere non possa uscire con due piedi dalla linea di porta, pena l’ammonizione e l’eventuale ripetizione del penalty, quest’ultima regola sembra davvero appartenere a un altro mondo.

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.