L’inestimabile eredità di Gigi Riva, destinata all’oblio

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Cagliari, mercoledì 24 gennaio. Scende il sole sul mare, sulla città. In quelle ultime luci del giorno, all’esterno del Santuario di Nostra Signora di Bonaria, si sta consumando l’ultimo saluto all’unica personalità capace di muovere migliaia di persone nel capoluogo sardo. Una partecipazione, nei confronti di un uomo solo, mai accaduta prima e che mai accadrà nel futuro sul suolo cagliaritano. Addio, Gigi Riva.

Siamo prossimi al tramonto. Si cristallizza davanti agli occhi una scena cinematografica, ugualmente emozionante e macabra. Il feretro del campionissimo viene mantenuto sollevato nel cammino dalla chiesa al carro funebre, da fratelli di pallone giovani e meno giovani che ti hanno amato. I cori dei tifosi. Gli applausi gonfi di lacrime. La tristezza.

Perché sta tramontando, in quei minuti lunghissimi, un’epoca che per Cagliari non tornerà più. L’epoca di Rombo di Tuono.

Se è vero che il campione ha scritto pagine di storia del pallone (e del costume) nostrano, a suon di gol, è stata la sua struttura umana a restare impressa nelle persone: per mille e più motivi. L’infanzia difficile; la perdita del padre per un incidente sul lavoro; le ristrettezze economiche a Seconda Guerra Mondiale ancora fresca; mamma Edis che si massacrava di lavoro per sfamare il piccolo Gigi e le sorelle; gli anni in collegio; la morte dell’adorata madre quando era ancora adolescente; il riscatto nel calcio; i gravi incidenti con la maglia della Nazionale; i rifiuti agli squadroni del Nord per restare fedele all’amore che la Sardegna gli aveva donato; la presenza fondamentale come dirigente per il Cagliari in anni complicati; il ruolo di Team Manager azzurro ricco di soddisfazioni; quello di totem eterno per la sua città adottiva, mai abbandonata.

Al capocannoniere azzurro di tutti i tempi – nei giorni del lutto, ma pure prima in riferimento alla sua persona – sono stati accostati alcuni termini granitici, inscalfibili, emblematici. Dignità, schiena dritta, onestà, correttezza, inclinazione ai compromessi vicina allo zero, coerenza, valori.

Ecco, i valori: perché Gigi Riva lascia un’eredità inestimabile.

Un’impronta che, visto il modo con cui il mondo procede fagocitando e distruggendo tutto, è destinata all’oblio.

Fabio Ornano
Fabio Ornano
Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.

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