La Roma inciampa sulla sua bestia (bianco)nera; la Juve riapre il Campionato

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I proverbi, si sa, portano con storicamente con loro in dote una dose grande o piccola di verità e/o saggezza; tra i più celebri, ad esempio, quello che invita a non vendere la pelle dell’orso prima che sia morto.

Guardando al football femminile di casa nostra, il proverbio in questione bene sembra vestire sulla Juventus di Joe Montemurro; le bianconere, dopo aver cannibalizzato il Campionato italiano nell’ultimo lustro, sono parse per lunghi tratti in difficoltà nella stagione in corso spingendo parte della critica a ipotizzare un imminente cambio della guardia in favore della Roma di Alessandro Spugna capolista con il vento in poppa in Campionato.

Ebbene, nell’ultimo turno di Campionato le bianconere hanno sfoderato  una sorprendente prova di forza e orgoglio mettendo al tappeto per 4-2 le giallorosse e dimezzando a tre sole lunghezze un divario sulla 1/a della classe che, in caso di vittoria, avrebbe legittimamente spinto a sussurrare la parola “fuga Scudetto”.

Eppure la gara comincia come peggio non potrebbe per la Juventus: pronti via e Beerensteyn perde un pallone sanguinoso sugli sviluppi di corner, innescando un mortifero contropiede che Serturini tramuta nell’1-0 che infiamma il pubblico locale quando di minuti non ne sono passati nemmeno due. Il fulmineo vantaggio, però, è forse la chiave di volta “al contrario” per le ragazze di Spugna: la Roma infatti smette di giocare ” da Roma” lasciando campo e pallone alla Juventus che, gradualmente, guadagna metri e convizione.

Succede così che una spizzata aerea di Gunnarsdóttir apra il campo alla fuga per il pareggio di Beerensteyn , che si fa perdonare la leggerezza in apertura di gara; l’inerzia della gara a quel punto è bianconera, ne approfitta Girelli che da rapace d’area sigla il vantaggio al primo pallone toccato dopo una mezz’ora sofferta nella morsa dell’ottima marcatura di Carina Wenninger.

Al riposo la Juventus va su un 2-1 per molti versi meritato; è ancora una volta l’abbrivio però il problema delle juventine, che vengono punite nuovamente in apertura di gara con Andressa che insacca in rete dopo un palo colpito da Giacinti. Da lì inizia una partita intensa, vibrante anche se avara di occasioni nitide: la Juventus, però, ci crede di più e trova ancora con Beerensteyn la zampata del 2-3 al 67′, seguito a 10 dalla fine dal poker di Grosso sugli sviluppi di corner che chiude virtualmente la gara.

Al Tre Fontane termina quindi 2-4, con le piemontesi che si prendono una rivincita dopo l’ultima sfida con la Roma in Supercoppa, vinta ai calci di rigore. Le ragazze di Montemurro certificano ancora una volta il proprio status di “bestia nera” per le Capitoline, almeno in Serie A: su 9 sfide, infatti, la Juventus ne ha vinte 8 lasciando per strada due punti solamente nell’1-1 torinese della scorsa stagione.

Un successo di platino quello delle ragazze di Montemurro, che aldilà della parentesi di Londra con un Arsenal probabilmente “ingiocabile” danno continuità al blitz di Milano di settimana scorsa (2-0 a domicilio all’Inter) dando la sensazione di aver ritrovato la retta via dopo i tentennamenti di inizio stagione.

Sugli scudi Beerensteyn ovviamente, ma anche un’ottima Sembrant a guidare la difesa e Grosso a mettere fosforo e polmoni a disposizione delle compagne; oltre le individualità, però, a superare a pieni voti la prova del Tre Fontane è l’atteggiamento di squadra di una Juventus apparentemente ritrovata che rinnova e (ri)lancia alla Roma di Spugna il guanto per testa a testa destinato a infiammare questo Campionato e, probabilmente, quelli che verranno.

Si lecca le ferite la Roma di Spugna, che dopo il poker di Wolfsburg ne incassa uno forse ancora più doloroso contro la Juventus. I sogni di “fuga Scudetto” durano meno di un tempo per le giallorosse, che come detto in apertura speculano forse in maniera prematura ed eccessiva sul vantaggio maturato in avvio di gara. Poche le note liete in casa Roma: tra queste la solita Serturini, e a tratti la rocciosa prestazione di Wenninger su Girelli.

La buona notizia in casa Roma, forse, è l’imminente sosta per il Campionato; lo stop, infatti, permetterà alle giallorosse (come alla Juventus) la possibilità di preparare al meglio le fondamentali sfide di Champions con Slavia Praga e St. Pölten. Di Campionato si riparlerà tra un mese, a feste natalizie largamente smaltite, e per le ragazze di Spugna (che a ridosso dell’Epifania saranno impegnate a Empoli in Coppa Italia) si prospetta subito un’altra sfida niente male; la trasferta in casa della Fiorentina 3/a forza del torneo.

 

 

 

Michael Anthony D'Costa
Michael Anthony D'Costa
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.

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