Ciak, si scende in campo #9 – Il campione

Lo sport è stato da sempre fonte di grande ispirazione per il mondo del cinema. Storie realmente accadute, gesta olimpiche entrate nell’albo dei ricordi dei cinque cerchi oppure personaggi di fantasia che descrivono profonde realtà. Ogni settimana parliamo di una delle pellicole che ogni sportivo dovrebbe possedere nella propria cineteca.

Leonardo D’Agostini è un giovane regista capitolino nato nel 1977, un anno dopo Francesco Totti, l’idolo della tifoseria giallorossa. Ha mosso i primi passi nell’ambito cinematografico nel 2000 come assistente alla regia, poi lo scorso anno finalmente il salto di categoria e l’esordio alla macchina da presa con una pellicola dedicata al mondo del calcio: “Il campione”. Una storia che non narra episodi reali, ma prende spunto da alcuni aspetti extracalcistici che restano spesso latenti davanti alla stampa e agli appassionati.

Il protagonista è Christian Ferro, interpretato da Andrea Carpenzano; un giovane talento della Roma, una futura promessa paragonabile nella realtà con l’attuale Zaniolo per movenze e destrezza sul rettangolo verde. La vita di Ferro però non si divide solo tra attività sportiva, gol e assist per i compagni, ma anche e purtroppo tra bravate estreme con gli amici e un rapporto difficile con il padre. Christian conosce troppo presto la fama, il successo e i soldi e finisce per essere risucchiato da tutto ciò, rispondendo con un atteggiamento sregolato e indisciplinato.

Il comportamento e i risultati scolastici di Ferro obbligano la Roma a intervenire. Popolizio, il Benito Mussolini di “Sono tornato”, veste i panni di Tito, un presidente della Roma ruspante e deciso, molto simile ai patron giallorossi di un tempo rispetto a quelli attuali tanto States e imprenditori. Tito giocherà la carta del professore privato per cercare di portare Ferro sulla buona strada; così entra in gioco il secondo personaggio della storia: il maestro Valerio, interpretato da Accorsi, che si scontra con Christian e con un difficile incarico, ma poi finirà per diventare una sorta di buon pastore pronto a riportarlo verso quella serenità mancante.

Un film interessante perché descrive con minuziosità il calcio moderno in alcuni suoi aspetti negativi. I giovani calciatori vengono scaraventati in un mondo in cui i sacrifici vengono offuscati da cose futili e dai guadagni facili sminuendo il raggiungimento degli obiettivi. Appaiono già scarichi di obiettivi personali quando ancora hanno davanti una lunga carriera Il contrasto tra la realtà vissuta dal calciatore e quella del professore proveniente dalla periferia è forte, non comprensibile da entrambi i punti di vista, ma alla fine ci sono dei punti in comune che riescono a stabilire un dialogo.

Il campione di Leonardo D’Agostini
Anno 2019
Durata 105′
Sceneggiatura Giulia Louise Steigerwalt, Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi
Attori Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Anita Caprioli, Massimo Popolizio

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.