Ciak, si scende in campo #8 – Tonya

Lo sport è stato da sempre fonte di grande ispirazione per il mondo del cinema. Storie realmente accadute, gesta olimpiche entrate nell’albo dei ricordi dei cinque cerchi oppure personaggi di fantasia che descrivono profonde realtà. Ogni settimana parliamo di una delle pellicole che ogni sportivo dovrebbe possedere nella propria cineteca.

Il 2017 è stato un anno ricco di pellicole legate allo sport e alcune di queste le abbiamo già trattate nelle precedenti puntate. Nella lista aggiungiamo anche Tonya, un film basato su una delle pagine più nere del mondo del pattinaggio sportivo. Il regista australiano Gillespie in questa occasione ha portato sullo schermo la storia di Tonya Harding, una pattinatrice statunitense asso del ghiaccio finita nelle pagine di cronaca nel 1994: la Harding infatti fu accusata di essere coinvolta nell’aggressione ai danni della sua rivale sportiva Nancy Kerrigan. Il tutto accadde durante il periodo di preparazione per i Giochi Olimpici Invernali di Lillehammer.

Il film ci descrive il personaggio di Tonya partendo dalla sua infanzia, dalle sue amicizie e dai suoi amori. Lo fa usando le versioni dei singoli personaggi intervistati e chiamati a raccontare il proprio punto di vista: Tonya, sua madre, suo marito e la sua allenatrice. La prima cosa che colpisce lo spettatore è la visione di un personaggio molto rude, mascolino, un qualcosa che sembra apparire in disaccordo in una disciplina come il pattinaggio artistico, fatto di movimenti leggiadri e leggerezza. Eppure questa forza e questo carattere hanno permesso alla Harding di diventare un talento del ghiaccio, spinta soprattutto dalla volontà della madre padrone capace di creare un automa obbligato a vincere; un qualcosa già sentito purtroppo in ambito sportivo. La sua sfera privata con il tempo però finì per inghiottire la sua carriera sportiva, distorcendo un percorso che si avviava verso grandi successi. Il rapporto complicato e violento con il marito, le discussioni e l’amore freddo di sua madre, le cattive amicizie. Tutto culminò con il drammatico episodio del 1994, che segnò definitivamente la sua strada. Quell’aggressione alla rivale portò a versioni differenti, ipotesi e dubbi che aleggiano sulla Harding e sulla sua eventuale complicità, portando a giudizi diversi tra innocentisti e colpevolisti. E in un paese come gli Stati Uniti i media con storie del genere ci vanno a nozze, realizzando un caso che fece molto scalpore al tempo.

Il ruolo della protagonista è stato affidato a Margot Robbie, anch’essa australiana come il regista. Una scelta azzeccata per una figura del genere visto che solo un anno prima l’avevamo amata nei panni di Harley Quinn. La recitazione più apprezzata però è stata quella della Janney, chiamata a ricoprire il ruolo della madre: per lei infatti arrivò un premio Oscar come miglior attrice non protagonista e anche un Golden Globe.

Tonya (I, Tonya) di Craig Gillespie
Anno 2017
Durata 121′
Sceneggiatura Steven Rogers
Attori Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Paul Walter Hauser

LE PUNTATE PRECEDENTI

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#2 L’uomo dei sogni

#3 Race – Il colore della vittoria

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#7 La battaglia dei sessi

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.