Un Lugano solido in un campionato pazzo

Dal nostro inviato a Lugano (CH).

L’esultanza, al fischio finale, di Fabio Celestini, racconta da sola il pomeriggio luganese di ieri. Si sapeva che non sarebbe stato facile venire a capo dell’undici di Häberli, ben messo in campo, con una difesa solida e fisica, corto, e con tre giocatori davanti veloci e insidiosi. Bisognava sbagliare il meno possibile dietro, essere concreti davanti, insomma fare bene: missione compiuta. E alla fine, il presidente Renzetti, che ha salutato la stampa indicando il tre con le dita, è stata un’altra istantanea di questa giornata di calcio.

Non ha ancora fatto nulla, questo Lugano, e Marić, alla fine, ci ha tenuto a sottolinearlo: “Il forte vento ci ha creato problemi, e non solo sul gioco aereo. Non era facile vincere, non era scontato. Abbiamo fatto un primo tempo quasi perfetto, nella ripresa ci siamo un po’ complicati la vita, ma tutta la squadra ha fatto una grande partita. Dobbiamo restare però concentrati, perché non abbiamo nulla in mano. Abbiamo grande duttilità tattica: siamo passati dalla difesa a tre a quella a quattro, abbiamo gli uomini per farlo, e sul campo si vedono i risultati, ottenuto col lavoro di tutti.”

Renzetti era quasi commosso, parlando in zona mista coi giornalisti: “Complimenti alla squadra, che sta dimostrando a ogni partita di essere fatta da uomini veri. Ora servirà proseguire su questa strada, a partire da sabato sera: a Thun ci aspetta una sfida importante. Ci abbiamo messo un po’ ad arrivare in alto, ma del resto lo sapete perché l’ho sempre detto: questo è un gruppo di qualità, e ora ci stanno dando ragione anche i risultati. Ora si tratta di tenere duro, e fare bene anche nelle ultime quattro partite”.

Il tecnico, ieri, era giustamente soddisfatto e orgoglioso di quanto fatto vedere dai suoi. E ne aveva ben donde: di sicuro, sia lui che gli uomini in campo hanno saputo ben interpretare una partita resa anche difficile dalle condizioni ambientali. Il Lugano ha dimostrato grande attenzione nella fase difensiva, contro una squadra fisicamente ben impostata. I bianconeri hanno saputo essere anche molto concreti, andando in rete al primo vero tiro in porta, sfruttando una palla ferma, vista la difficoltà a saltare l’arcigna retroguardia avversaria.

Nella ripresa le cose si sono fatte più complicate, visto che gli avversari spingevano parecchio. Ma lì si è vista la metamorfosi della squadra, capace di cambiare volto, con i suoi interpreti che si sono spostati di qualche metro, capaci di mordere come crotali, nel finale, quando il Lucerna si è allungato, sentendo il peso della fatica. Peccato che Junior non abbia trovato lo specchio della porta, peccando forse di egoismo: ma, del resto, è nel DNA dell’attaccante di razza.

Terzo posto, dunque, in solitaria. E, per quanto clamoroso, salvezza ancora in bilico: vero che lo Xamax, battendo il Thun, ha consentito il sorpasso in classifica ai bianconeri. Però, l’undici di Henchoz resta lì, a 5 lunghezze, con 12 punti in palio (e lo scontro diretto in Svizzera romanda ancora da giocare). Questa prospettiva ha però il pregio di tenere altissima la concentrazione della squadra sottocenerina, unanime a ricordare questo fatto.

In conclusione, siamo consapevoli che quello svizzero sia un torneo dai contenuti tecnici più bassi rispetto ad altri. Siamo anche d’accordo che lo spareggio promozione-retrocessione tolga spazio agli esperimenti e alla valorizzazione dei giovani, ci mancherebbe. Però, di fatto, sta regalando emozioni e interesse al campionato cadetto, dove la lotta per il secondo posto è vivissima, senza contare che, anche nella massima serie, questo gruppone di 7 compagini divise da sole 5 lunghezze che lottano per l’Europa e la salvezza in contemporanea, ci regalerà di che raccontarvi sino alla fine di maggio e oltre, visto che l’esito dello spareggio sarà tutt’altro che scontato.

Comunque vada, infatti, nessuna delle 7 compagini di Super League matematicamente ancora coinvolte (ci sarebbe in teoria anche il GCZ ma, a 12 punti dallo Xamax, è ormai di fatto retrocesso direttamente) può avere la certezza di superare, in una doppia sfida, Losanna o Aarau (che ha vinto 3-0 lo scontro diretto coi romandi, sotto la neve della Brügglifeld, davanti a 4.500 spettatori nonostante la meteo e la diffusione in streaming libero della diretta). Ci aspettano, quindi, ancora tante sfide emozionanti: e, in Ticino, si augurano di poter bissare la stagione di due anni fa. Ci sono gli uomini, l’ambiente, la voglia: servirà, logicamente, anche un pizzico di buona sorte.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.