Serie A – La griglia di partenza: 7° Lazio

Terminato il mercato estivo,continua l’analisi approfondita delle venti squadre di Serie A: un sondaggio interno in redazione ci ha portato a stilare la nostra griglia di partenza. Due volte al giorno, alle 8.30 e alle 16.30, scopriremo piano piano – dall’ultima piazza alla prima – tutte le fazioni che disputano la massima serie nazionale, svelandone punti forti e deboli, oltre che agli obiettivi presumibilmente raggiungibili. Oggi tocca alla Lazio, squadra che occupa la nostra piazza virtuale.

COSA VA – Il presidente Lotito ha avuto il merito di trattenere i pochi giocatori di spessore presenti nella rosa della Lazio: Candreva alla fine è rimasto, resistendo al fascino di club ben più blasonati, e anche Lulic è stato trattenuto. Durante il mercato estivo la società ha puntellato il reparto difensivo, che nella passata stagione era stato il vero tallone d’Achille della squadra. Sono arrivati Basta, De Vrij e Gentiletti, mentre il centrocampo è stato impreziosito dall’acquisto di Parolo, giocatore maturo e in orbita azzurra. Il reparto avanzato potrà contare ancora sull’esperienza di Miro Klose, fresco campione del mondo, sull’estro del giovane Keita, dal quale tutti si aspettano un deciso salto di qualità, e sull’innesto di Djordjevic, nelle ultime stagioni in forza al Nantes dove si è confermato uno dei migliori attaccanti della Ligue 1.

COSA NON VA – Tuttavia le ombre sono molto più numerose delle luci. La retroguardia è stata ritoccata ma in modo insufficiente: la coppia centrale De Vrij-Gentiletti non convince appieno e le riserve lasciano molto a desiderare: Cana, Ciani e Novaretti sono improponibili per un club che ha ambizioni europee. La partenza di Hernanes, venduto all’Inter nel gennaio scorso, non è stata affatto rimpiazzata. Il centrocampo laziale è ricco di giocatori ma ha perso progressivamente qualità. E davanti manca un cannoniere da venti reti a stagione, uno in grado di decidere le partite da solo, di portare a casa i tre punti anche quando il resto della squadra non gira. Ma al di là degli aspetti meramente tecnici (tra i quali rientra anche il rebus portiere, data la cronica e inspiegabile assenza di Marchetti e la non totale affidabilità di Berisha), il dato di maggiore incertezza in casa Lazio riguarda l’ambiente. La spaccatura tra la parte più calda del tifo e l’attuale presidenza appare insanabile. Gli abbonamenti sottoscritti finora sono stati soltanto 11mila e la Lazio corre il rischio di giocare le partite casalinghe in uno stadio semivuoto, subendo da un lato un danno d’immagine (perché vedere l’Olimpico deserto non è certo uno spettacolo televisivamente appetibile) e dall’altro un danno sportivo (perché viene meno il vantaggio di giocare tra le mura amiche). Tirando le somme, è questo ciò che rimane dopo 10 anni di gestione Lotito: le tante promesse mai mantenute e le seriali incomprensioni hanno inasprito il clima e a pagarne le conseguenze sarà la squadra. Ad aggravare la situazione, in una città che vive di sano campanilismo, c’è una Roma sempre più forte e competitiva: oramai tra le due società capitoline si è creato un solco (tecnico, economico, di mentalità e progettualità) che Lotito non sembra in grado di poter colmare.

COSA ASPETTARSI – L’obiettivo dichiarato dal nuovo allenatore Pioli, alla prima esperienza in una squadra di fascia alta, è quello di ritornare in Europa. Utopico pensare di agganciare il treno-Champions: Juventus, Roma e Napoli sono di un’altra categoria. Appare invece possibile inserirsi nella lotta per la conquista di un posto valido per la prossima Europa League. Se tutto dovesse funzionare a meraviglia, in teoria la Lazio potrebbe anche arrivare quarta o quinta. Ma se le lacune tecniche che abbiamo evidenziato dovessero venire a galla (e nell’arco di un campionato lungo e difficile come quello italiano è probabile che succeda), allora i biancocelesti rischierebbero di vedersi nuovamente esclusi dalle competizioni europee. Questo perché Inter, Fiorentina e Milan sembrano avere qualcosa in più della Lazio mentre Parma e Torino non sono poi così distanti dai capitolini. Il rischio, quindi, è quello di bissare l’orrendo nono posto della passata stagione.

EPISODI PRECEDENTI:

La griglia di partenza – 20° Empoli
La griglia di partenza – 19° Cesena
La griglia di partenza – 18° Palermo
La griglia di partenza – 17° ChievoVerona
La griglia di partenza – 16° Cagliari
La griglia di partenza – 15° Sassuolo
La griglia di partenza – 14° Hellas Verona
La griglia di partenza – 13° Genoa
La griglia di partenza – 12° Udinese
La griglia di partenza – 11° Atalanta
La griglia di partenza – 10° Sampdoria
La griglia di partenza – 9° Torino
La griglia di partenza – 8° Parma

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Nato a Roma il 19 novembre 1988, vive e lavora nella Capitale. Laureato in Scienze della Comunicazione, collabora con vari siti d’informazione sportiva. Ha fatto parte della prima avventura di Mondopallone. Recidivo.