Tennis – Chi va ai giochi olimpici di Tokyo e chi rinuncia

Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Camila Giorgi, saranno loro i moschettieri azzurri a rappresentare l’Italia nel torneo olimpico di tennis a Tokyo 2020. L’ITF infatti ha stabilito che i criteri di qualificazione si baseranno sui ranking ATP\WTA del 14 giugno, pubblicati al termine del Roland Garros. Folta la rappresentanza in campo maschile con qualche buona possibilità di medaglia visti i recenti risultati raccolti dai tennisti nostrani negli ultimi tornei. Il tennis italiano ha un rapporto non proprio idilliaco con i cinque cerchi e nella storia delle Olimpiadi l’unico podio è datato addirittura 1924 quando il triestino Uberto De Morpurgo ottenne il bronzo sconfiggendo Jean Borotra, vincitore di Wimbledon nello stesso anno.

Fabio Fognini è l’unico del quintetto ad aver già assaporato l’esperienza olimpica. Il tennista ligure infatti ha fatto il suo esordio a Londra nel 2016 dove trovò subito Djokovic al 1° turno, mentre quattro anni più tardi a Rio si fermò al terzo turno. Camila Giorgi, che dovrebbe rientrare come miglior giocatrice europea di un paese senza tenniste tra le prime 56, invece ha saltato l’appuntamento olimpico di Rio a causa del rapporto complicato con la FIT dopo la mancata risposta alla convocazione in nazionale.

Il torneo nipponico dovrà fare sicuramente a meno di uno dei Fab 3. L’età anagrafica inizia a essere un fattore rilevante e così Rafa Nadal ha scelto di rinunciare sia alle Olimpiadi che a Wimbledon. Una decisione dura e giustificata da quel “Devo ascoltare il mio corpo” che riprende le stesse motivazioni che hanno portato Roger Federer a ritirarsi dall’ultimo Roland Garros. Il circuito tennistico è uno dei più logoranti e per prolungare la propria carriera non c’è altra strada che limare il calendario concentrandosi solo su determinati appuntamenti. La Spagna non avrà a Tokyo neanche Roberto Bautista Agut, numero 10 ATP, che ha scelto di dare forfait alle Olimpiadi; stessa decisione presa dal norvegese Ruud e dagli statunitensi Opelka e Isner.