I volti del basket – Il caso del talismano Quinn Cook

Il talismano Quinn Cook, classe ’93, è un giocatore NBA noto per la propria affidabilità in campo e leadership nello spogliatoio. Da poco ex dei Los Angeles Lakers, attualmente è in cerca di un nuovo contratto. Considerato una delle reclute più votate nella classe del 2011, Cook ha vinto due campionati NBA, uno con i Golden State Warriors nel 2018 e uno con i Lakers nel 2020.

La carriera. Un percorso arduo e altalenante

Undrafted del 2015, Quinn Cook si unisce agli Oklahoma City Thunder per la Orlando Summer League e ai Cleveland Cavaliers per la Las Vegas Summer League. Nel settembre dello stesso anno firma con i Cavaliers, ma il sodalizio è breve: il 24 ottobre viene revocato il contratto. Passa allora al Canton Charge della NBA Development League come giocatore affiliato dei Cavaliers.

Nel luglio del 2016 è nella NBA D-League Select Team per la NBA Summer League. A settembre sigla con i New Orleans Pelicans, ma il contratto giunge al termine dopo la terza partita di preseason. Nel 2017 arriva la firma per 10 giorni con i Dallas Mavericks. Alla scadenza, ritorna ai Pelicans fino a luglio dello stesso anno. È poi il turno dei Golden State Warriors. Qui è il talismano, un giocatore che fa la differenza per due stagioni consecutive. Il 6 luglio 2019 firma, infine, con i Los Angeles Lakers. Un rapporto altalenante che ieri, 22 febbraio, è giunto al suo termine.

L’uomo. La prematura scomparsa del padre

Quinn Cook aveva soltanto 14 anni quando il padre Ted è scomparso. Tante responsabilità per il giovane talismano che inizia a lavorare sodo per occuparsi della famiglia, con il sogno di diventare un cestista professionista. Ted Cook era un filantropo e noto imprenditore nel settore della ristorazione, nel privato era un fedele fan dei Los Angeles Lakers. La firma nel 2019 con i gialloviola segna quindi per Quinn il raggiungimento di un duplice traguardo.

«È grande, un sogno che si avvera per me e la mia famiglia. Chiunque mi conosca bene o abbia passato del tempo con me da bambino sa quanto i Lakers fossero importanti per mio padre e per me mentre crescevo. Mio padre è sempre stato un fan e io praticamente sono cresciuto con questo. Quando ero più giovane e stavo imparando a giocare a basket, i Lakers hanno vinto un paio di titoli. Era veramente un bel momento per essere un loro fan.» (da un’intervista con Alex Kennedy di HoopsHype)

Le curiosità. Il sodalizio complicato con i Lakers

Il 6 luglio del 2019 inizia il capitolo del burrascoso caso Cook-Lakers. Il cammino con la maglia gialloviola è impervio, ricco di soddisfazioni ma anche di delusioni. Tra i trionfi, Cook porta a casa il suo secondo campionato NBA con la vittoria dei Lakers contro i Miami Heat nel 2020. Nello stesso anno, però, il team rinuncia al talismano per questioni salariali.

Considerato uno dei giocatori più amati dai compagni, leader indiscusso nello spogliatoio, dopo solo un mese di separazione a dicembre firma di nuovo il contratto e torna in squadra determinato più che mai. Gli accordi prevedono un compenso di 2.7 milioni, ovvero il minimo salariale. Scende quindi nuovamente in campo al fianco di LeBron e Schroeder, ma il sodalizio dura ben poco. Ieri, infatti, è stata ufficialmente annunciata la revoca del contratto, i Lakers liberano un posto nel roster e Cook è pronto a iniziare una nuova avventura.