L’impulsività di De Laurentiis può costare caro al Napoli di Gattuso

Questa finestra di mercato ha visto contrapporsi da una parte l’attività delle realtà piccole con la quiete delle squadre più grandi. Il periodo di crisi ha portato i club sulla carta più ricchi a rischiare di meno. Basti vedere gli acquisti mirati e a prezzo contenuto del Milan o l’assenza totale di soldi spesi da parte di Inter e Napoli. Se i nerazzurri hanno anche tentato uno scambio con la Roma, gli azzurri hanno preferito invece rimanere fermi per l’ira di Gattuso. Sono partiti solo Llorente e Milik, fuori progetto, e Malcuit in prestito per mettere minuti nelle gambe dopo l’infortunio.

Il clima in società non è dei migliori tra l’allenatore e il presidente De Laurentiis. Questi starebbe già cercando un nuovo tecnico in vista della partenza, immediata o a fine stagione, di quello attuale. Il magro mercato e l’accusa del vertice del club, secondo cui Ringhio non valorizzerebbe del tutto i giocatori acquistati, sono state le due gocce che hanno fatto traboccare il vaso. Ciononostante il problema principale sarebbero le promesse da marinaio fatte a Gattuso.

A ottobre, durante una cena di lavoro a quattrocchi, De Laurentiis avrebbe proposto al suo dipendente in panchina il patto di rinnovare fino al 2023. Ricordando la scadenza a giugno del suo contratto, l’ex Milan avrebbe accettato di buon grado un eventuale permanenza. Tuttavia fino a ora è rimasta solo che un’idea, non essendoci mai stata una vera proposta scritta. De La si sarebbe inoltre pentito del patto negli ultimi tempi, andando a fiondarsi su nomi come Benitez o Sarri. Questi ultimi, contattato dopo la sconfitta contro il Verona, avrebbe comunque declinato l’offerta. Però non si possono fare certe azioni avendo già al comando un altro allenatore che sta rispettando tutti gli obbiettivi.

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Seppur non con tanti innesti, il Napoli al momento sta disputando una stagione in linea con i risultati richiesti all’inizio della stessa. La squadra ha raggiunto i sedicesimi di Europa League, è in semifinale di Coppa Italia, dopo averla vinta già nel 2020, e dista a due punti dalla zona Champions. I ragazzi sono molto uniti tra di loro e hanno un rapporto speciale con il mister. Considerando la gestione non molto buona né dello spogliatoio né dei risultati di Ancelotti, si può parlare di un ottimo lavoro da parte di Gattuso. Questi ultimi non si è nemmeno mai lamentato (troppo) del mercato e della situazione di Milik. Il polacco sarebbe potuto essere di grande aiuto, ma è stato messo fuori rosa per diverbi con la società.

Il rapporto con i giocatori è il centro del progetto di Ringhio. Il segreto principale del successo in coppa dello scorso anno si deve proprio allo spirito coeso tra i vari membri. Ora questo è anche un punto a favore dei malumori del tecnico calabrese che ha dichiarato: “Non mi sento a mio agio, l’aria che si respira non mi piace. Il rapporto con De Laurentiis è sempre stato buono, non mi ha mai fatto mancare nulla, gli ho chiesto Bakayoko e me l’ha preso. Ma da quindici giorni da parte mia c’è un po’ di delusione per quello che è successo. La situazione è stata gestita male. Parlo di rispetto: io non mi sono mai seduto a tavolino con altre società mentre ne allenavo una, sono corretto”. Parole amare che potrebbero costargli l’esonero, ma i calciatori stanno con lui, contestando così la maleducazione di De Laurentiis.

Qualora partisse immediatamente Gattuso, il campionato e le altre competizioni potrebbero non fruttare grandi risultati con l’instabilità. Vorrebbe dire cancellare il gruppo attuale, e quindi le sue gerarchie, per accogliere un’incognita. Cambiare in corso d’opera sarebbe conveniente? Probabilmente no. Cambiare alla fine dell’anno, risparmiando anche i soldi per due stipendi (dell’esonerato e del nuovo arrivato) sarebbe meglio? Sicuramente ci sarebbe il tempo di progettare con più calma, ma bisognerebbe ripartire ancora da zero.