Tennisti agli albori #4 – Andy Murray

Venti grandi campioni del tennis, di oggi e del passato: tutti sappiamo chi sono e cosa hanno vinto, ma agli albori delle loro carriere per cosa si contraddistinguevano e quali erano i loro aneddoti più particolari? Oggi il protagonista di questa nostra rubrica che ripercorre la giovane età di questi predestinati è Andy Murray.

Andy nasce a Glasgow, in Scozia, nel 1978 e cresce in una famiglia di sportivi: sua madre è insegnante di tennis, mentre il nonno è stato un calciatore professionista. Da giovane vive un conflitto tra questi due sport: inizia a due anni con il tennis e si mette in mostra in molti tornei internazionali, ma poi si stufa e passa al calcio mostrando anche qui grande talento. Murray però si stanca anche di questa disciplina e torna definitivamente al tennis.

Il rifiuto calcistico ha anche un lato romantico: mai ufficialmente confermato, Murray rifiutò un provino ai Glasgow Rangers per non sconfessare la sua fede per gli Hibernian. Andy è molto amante anche degli animali, soprattutto di cani: quando viaggia e non può sempre portarli con sé chiama i suoi terrier addirittura via Skype.

Nel 1996 lui e suo fratello maggiore Jamie scampano al massacro della scuola elementare di Dunblane che frequentavano: un uomo armato entrò nella struttura uccidendo 16 bambini e un insegnante prima di suicidarsi, mentre i due Murray si salvarono barricandosi nell’ufficio del preside. “Non ricordo e non voglio ricordare molto di questa vicenda” rivelerà in futuro “Sono ancora scioccato perché con mia madre a volte davo dei passaggi in macchina all’omicida, che era un mio istruttore al gruppo scout”.

Murray durante un torneo internazionale si rende fin da subito conto di essere inferiore ad alcuni giocatori, tra i quali un certo Rafael Nadal, che ha quasi un anno più di lui. Viene a sapere che il maiorchino è allenato dall’ex numero 1 ATP Carlos Moyá, mentre lui in Scozia non ha rivali con cui confrontarsi e chiede ai genitori di lasciarlo andare in Spagna. Viene accontentato e i genitori si sobbarcano la spesa di 30.000 euro l’anno per mandarlo ad allenarsi, all’età di 14 anni, a Barcellona sotto la guida dell’ex campione spagnolo Emilio Sánchez.

Andy Murray ha sempre avuto quella tenacia, quella grinta, quel terribile carattere capace di trasmettere quella forza agonistica che altri campioni, magari anche più forti di lui, non erano in grado di fare. È stato l’unico in grado di poter mettere un freno all’ascesa di quei tre mostri sacri che ancora stanno in vetta alla classifica mondiale: li ha sconfitti, li ha sorpassati, ha incrinato il loro potere egemonico. È stato l’unico a farlo con costanza, ma d’altronde uno che vede la morte in faccia a nove anni poteva già capire di essere un predestinato.

 

Le altre puntate:

  1. Martina Navratilova
  2. Ivan Lendl
  3. Justine Henin