Sospeso in Svizzera il campionato per l’emergenza sanitaria. Lugano, Jacobacci: “Avrei preferito giocare”

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Ormai è ufficiale: domenica il campionato di calcio in Svizzera (a differenza di quello di hockey, che si giocherà a porte chiuse) si fermerà a causa del Coronavirus, in ottemperanza a una decisione assunta, in mattinata, dalle Autorità federali elvetiche.

La conferenza stampa prepartita si è comunque tenuta: ecco le principali dichiarazioni del tecnico bianconero. “Non mi aspettavo che la partita non avesse luogo, ma bisogna accettare queste decisioni. Mi dispiace perché avevamo preparato questo incontro in modo particolare.”

“Faremo un allenamento fisico domani, lasceremo i giocatori liberi domenica e lunedì, mantenendo così i ritmi abituali. Manderemo due o tre giocatori con l’U21 (Lungoyi, Sasere e Rodríguez). Avrei preferito giocare domenica: questa partita verrà sicuramente giocata in turno infrasettimanale, e per noi si tratta di un problema in più, perché è la trasferta più disagevole del campionato, con tutto ciò che comporta rispetto alla preparazione della partita successiva.”

Presente anche il direttore generale del club Michele Campana, che ha voluto dare il proprio sostegno alla SFL e ha indicato le misure che il club ha assunto in materia, in linea con quanto deciso dalle Autorità federali. Lunedì avverrà un incontro a Berna per decidere sul futuro. La posizione del club ticinese, condivisa anche da altri club, è quella di garantire la regolarità del campionato, evitando rinvii, anche a costo di giocare a porte chiuse i prossimi turni.

Il direttore generale del club ha quindi proseguito: “Da parte di tutti i club c’è la volontà di tutelare il più possibile la regolarità del torneo, perché sappiamo bene che questa situazione è in divenire, e potrebbe perdurare nel tempo. Quasi sicuramente le prossime due giornate verranno giocate a porte chiuse: ma la volontà è quella, se possibile, di non rimandare altre partite. Abbiamo solo due date eventualmente libere per i recuperi, la stagione ha tanti impegni pressanti.”

“Giocare a porte chiuse, ovviamente, comporta una perdita economica: noi l’abbiamo quantificata, a grandi linee, in una forbice che va tra i 20 e i 40.000 Frs a partita (tra i 19.000 e i 38.000 Euro – ndr), che comprende da un lato i mancati incassi e, dall’altro, l’assenza delle spese di organizzazione. La riunione di lunedì sarà importante per avere delle risposte ad alcune domande: la più importante è cosa potrebbe succedere se un giocatore o un membro dello staff di una squadra dovesse risultare infetto. Si tratta di un’eventualità possibile, che non possiamo escludere, e per la quale servono risposte precise e condivise da tutti i soggetti coinvolti.”

 

Condividi
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.