Eredivisie, 19/a giornata – L’AZ cade ancora, l’Ajax ringrazia e prova la fuga

Dopo una pausa invernale durata quasi un mese, in Olanda è di nuovo tempo di Eredivisie; non tutte le squadre si fanno trovare pronte alla ripresa delle ostilità, contribuendo a una settimana di apertura che come di consueto a queste latitudini non smette di stupire lungo l’arco dell’intera stagione.

Riparte con il piede giusto ma anche con un bello spavento nel finale l’Ajax di Erik ten Hag, che alla Johan Cruijff Arena trova Ryan Babel nell’undici titolare a comporre con Tadić e Promes il trio d’attacco; a centrocampo spazio a Gravenberch, tra i giovani più promettenti tra le giovani leve dei Lancieri. Pronti via e Ache spaventa il pubblico di casa con un rasoterra che fa venire i brividi a Onana dopo 40 secondi scarsi, ma superato il pericolo l’Ajax comincia a macinare gioco dominando al solito la gara nonostante una produzione di palle-gol meno abbondante del solito; quante bastano in ogni caso a van de Beek per trovare il primo gol ajacide del 2020, mentre in apertura di ripresa proprio il gioiellino Gravenberch infila con un tocco prelibato il pallone del raddoppio. Il 2-0 sembra essere il gol che ammazza la contesa, ma forse puntando su un rilassamento ajacide lo Sparta sale prepotentemente in cattedra, e prima centra un palo con Harroui e poi trova la splendida rasoiata di Piroe che dimezza le distanze; gli ospiti riescono a far passare in trincea l’ultimo scorcio di gara all’Ajax, che salva sulla linea con Martínez e Veltman rispettivamente su Auassar e Ache, mentre Onana si oppone al 94’ sul destro a botta sicura di Duarte. Finisce 2-1 per l’Ajax, che contro uno Sparta duro a morire porta a casa tre punti di platino, a maggior ragione in funzione del passo falso dell’AZ.

I ragazzi di Arno Slot, dopo il rovinoso finale di anno solare conciso con il pesante 3-0 di Rotterdam contro lo Sparta, sono travolti in rimonta dallo scatenato Willem II di Adrie Koster; i Tricolores arrivano all’AFAS Stadion forti di una striscia di imbattibilità inaugurata il 10 novembre 2019 con lo scalpo del PSV Eindhoven, cui hanno fatto seguito tre successi e due pareggi. L’anno nuovo non intacca lo stato di grazia degli ospiti, che contro l’ex-capolista dell’Eredivisie vanno sotto per la rasoiata di Idrissi a valle di un bel primo tempo dei Cheesefarmers; i ragazzi di Slot, però, regalano il pari nella ripresa per uno svarione di Wuytens in uscita che porta al pari di Köhlert e sbilanciandosi in avanti alla ricerca del nuovo vantaggio incassano anche il 2-1 di Pavlidis al 78’ a valle di una perfetta ripartenza del Willem II. Mike Trésor assesta il colpo del k.o. pochi minuti più tardi insaccando il definitivo 1-3, che costringe l’AZ a una bruciante sconfitta; paradossale da un lato come all’indomani del successo sull’Ajax i Cheesefarmers siano incappati in due brutte sconfitte che da un lato lanciano la fuga dell’Ajax ora avanti di sei lunghezze nei confronti della banda Slot, anche se al contempo non cambia il giudizio straordinario sulla prima parte di Eredivisie di un AZ che ha comunque tempo e modo di riprendere la corsa bruscamente interrotta a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo.

Scorrendo la classifica, in zona playoff il PSV Eindhoven si salva in casa del Venlo penultimo grazie a un gol di Dumfries al 92’, a certificare ancora una volta le difficoltà Boerens di questa stagione; netti i successi di Vitesse  e Feyenoord, entrambe vittoriose 3-1 rispettivamente a Sittard e in casa contro l’Heerenveen. Il treno playoff è chiuso dall’Utrecht, protagonista di un pirotecnico 3-3 sul campo dello Zwolle nella gara che ha riaperto i battenti sull’Eredivisie. Dalla zona playoff escono momentaneamente l’Heracles, piegato 1-0 a Emmen, così come il Groningen bloccato sullo 0-0 dal Twente che fornisce segnali di ripresa.

Nella zona rossa della graduatoria l’ADO Den Haag vince la prima dell’era Pardew imponendosi 2-0 nella delicatissima sfida con l’RKC Waalwijk; Pinas e Meijers regalano all’allenatore inglese un sorriso da tre punti alla prima ufficiale in una sfida che proietta i gialloverdi a 16 punti un punto dallo Zwolle che oggi sarebbe la prima compagine salva senza playout.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.