Il Lugano fa la partita, il Sion incassa ed espugna 0-1 Cornaredo

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Il Lugano ha fatto la partita, ma il Sion ha incassato la posta piena, grazie a una rete di Itaitinga a una manciata di minuti dal termine (87′). Emblematico, per la squadra ticinese, il fatto di avere giocato, negli ultimi 20′, con una formazione a trazione anteriore, ma senza trovare (per la terza volta consecutiva) la via del gol.

A partire meglio, nei primi minuti della partita, sono stati i biancorossi, che si sono presentati in Ticino senza (tra gli altri) l’infortunato Behrami. I vallesani non hanno però avuto l’abilità per concetizzare le occasioni create grazie anche ad alcune incertezze di Baumann.

Col passare dei minuti sono quindi cresciuti i bianconeri, scesi in campo con l’inedita coppia d’attacco Junior-Holender. Proprio loro hanno avuto un paio d’occasioni interessanti per segnare: l’ungherese ha trovato il corpo di Fickentscher al 22′, mentre 3′ dopo è stato il compagno di reparto a non centrare lo specchio della porta da posizione favorevole.

Nella ripresa, nonostante i ritmi non troppo elevati a causa del grande caldo, i padroni di casa hanno cercato la vittoria con più decisione degli avversari. Al 69′ il palo ha fermato Junior e, 1′ più tardi, Celestini ha gettato nella mischia Gerndt e Bottani: e proprio il Figlio della città, all’83’, ha colpito un altro legno, a portiere battuto, al termine di una bellissima percussione. Gol sbagliato, gol subito: e così, 3′ più tardi, sono stati gli ospiti a trovare il gol vittoria, su azione da corner.

A fine partita, Celestini è apparso ovviamente deluso dal risultato: Il rammarico è lo stesso della partita contro il Thun, anche se il risultato, questa volta, ci penalizza moltissimo. la sconfitta brucia parecchio. Il calcio è anche questo: a volte gli episodi possono farti vincere o perdere le partite. Ma oggi, come due settimane fa, se c’era una squadra che doveva vincere eravamo noi. Purtroppo, quando non segni, rischi di andare incontro a queste disavventure: ho visto una squadra meno conservativa rispetto alla partita contro il Thun, con più voglia di andare in avanti a cercare di vincere. La squadra ha fatto quel che doveva fare.”

“Ci muoviamo bene ma, evidentemente, qualcosina manca: questo è il messaggio che ci manda il campo. A parte Berna, contro Thun e Sion dovevamo vincere, nessuno può contestare questo fatto. Abbiamo fatto buone cose, non dobbiamo gettarle al vento, perdere la fiducia in noi stessi. Il calcio non è sempre giusto: però quando ti toglie qualcosa poi, alla lunga, te la ridà. Ora non bisogna perdere fiducia in chi sta andando in campo.”

“Penso alla squadra: Sulmoni non è stato convocato perché, purtroppo, non posso portare in campo più di 18 uomini tra titolari e riserve, ma non una bocciatura. Il presidente era rabbuiato? Può essere contento o meno, ha la sua opinione. Anch’io sono arrabbiato perché non abbiamo vinto, ma la prestazione me la tengo stretta. Comunque, siamo solo alla quarta giornata di campionato: manteniamo la calma e lavoriamo.”

Ora il campionato si ferma per il tradizionale turno di Coppa svizzera. Al ritorno, i ticinesi andranno a far visita al San Gallo, e poi saranno ospiti del Basilea: trasferte difficili, ma non impossibili. Certo, servirà quel “qualcosa in più.” 

Non è solo sfortuna, infatti. Serve un po’ più di cattiveria sotto porta, e qualche giocatore importante deve ritrovare la forma migliore. Gerndt (oggi non a caso partito dalla panchina) e Custodio, per ora, sono apparsi sotto ton o rispetto a ciò che potrebbero fare. Sabbatini è in crescita, ma non è ancora al top.

Non hanno fatto male Holender a Dalmonte, entrato nella ripresa: potrebbero essere loro i due elementi in grado di riportare la squadra al gol. Forse servirà anche qualche correzione tattica: i bianconeri soffrono un po’ in fase di costruzione, anche se, oggi, era davvero difficile alzare i ritmi (l’umidità toglieva il respiro a noi in tribuna, figuriamoci ai 22 in campo). La Coppa arriva, insomma, al momento giusto: con la ripresa, forse, si comincerà a vedere più chiaro.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.