Un fine settimana intenso per l’atletica italiana

I campionati mondiali di atletica leggera a Doha sono ancora lontani e per gli appassionati della pista ci sarà da attendere almeno fino a settembre. Nel frattempo però dagli atleti italiani giungono notizie confortanti e tempi che scrivono pagine importanti per il movimento nostrano. Ieri infatti per la prima volta un italiano è sceso sotto il muro dei 45’’ nei 400 metri maschili. A riuscirci è stato Davide Re nel corso del meeting a La Chaux de Fonds in Svizzera: 44’’77, ben tre decimi sotto il suo precedente personale. Un cronometro che fa pensare in un ulteriore miglioramento nei prossimi mesi, anche se la gara di ieri è stata condizionata anche dalla posizione geografica della cittadina svizzera.

A La Chaux de Fonds c’è stata gloria pure per Luminosa Bogliolo, ostacolista ligure delle Fiamme Oro. 12’’78 in mattinata sui 100 metri ostacoli diventando la seconda italiana di sempre, poi 12’’76 nel pomeriggio eguagliando il primato nazionale di Veronica Borsi. Un record non omologato per le condizioni del vento, eppure qualcosa ci fa pensare che quel primato stia lì per cedere a distanza di sei anni.

La serata invece ha acceso i riflettori sul meeting di Stanford, settimo appuntamento della Diamond League. Caster Semenya negli 800 metri femminili è tornata protagonista lasciando il vuoto alle proprie spalle e dominando la prova. Una gara che di certo manterrà vive le polemiche e i dubbi sull’atleta sudafricana da parte di chi è contrario alla sua partecipazione nelle gare femminili. La differenza con le avversarie è stata netta, dilagante e la sua potenza è stata anche limitata rispetto al vero potenziale. I 100 maschili invece hanno trovato un nuovo protagonista dopo l’addio di Usain Bolt: stiamo parlando dello statunitense Christian Coleman. Il suo 9’81 in piena tranquillità e con una esplosività eccezionale lo rendono il principale candidato per il titolo iridato. L’Italia guardava a questa corsa soprattutto per la presenza sulla seconda corsia di Alessio Tortu. Il primatista italiano ha chiuso in 10’21, un tempo più alto rispetto alla gara di Ostrava e con qualche difficoltà in partenza. Un tempo su cui si sono scontrati i pareri degli appassionati di atletica: una spaccatura tra chi sostiene che il percorso iniziato in questo 2019 verso Doha sia sbagliato e chi invece invita alla clama ricordando che una preparazione atletica è fatta di step e l’appuntamento posticipato in autunno dei mondiali obbliga ad attendere.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.