Lugano, è mancata la giusta concentrazione: ma l’Europa è ancora possibile

Tre partite a Thun, tra campionato e coppa svizzera, e neppure una vittoria per il Lugano, in questa tornata. Il bilancio complessivo, con i biancorossi, per il 2018/19, è di 3 sconfitte, un pareggio e una sola vittoria. Di positivo, per i ticinesi, c’è che non dovranno più incontrare Tosetti e soci fino alla prossima stagione.

Partita difficile, per entrambe le compagini, quella giocata sabato sera nel Berner Oberland. I padroni di casa, infatti, dopo un brillante girone d’andata, nel ritorno hanno mantenuto medie da retrocessione, pur avendo raggiunto la finale di Coppa svizzera (appuntamento domenica prossima a Berna): 11, infatti, le loro partite senza vittoria. Serviva, quindi, un’affermazione, per chiudere in modo definitivo il discorso salvezza, e continuare a rimanere in lotta per l’Europa. Con questi 3 punti, i ragazzi di Schneider sono quindi tornati terzi da soli, e potranno continuare con più tranquillità la loro marcia d’avvicinamento a una finale di Coppa svizzera storica, comunque vada.

I ticinesi erano partiti bene: al 2′, infatti, Gerndt, da fuori area, aveva scaldato le mani a Faivre, dopo essere stato smarcato da un passaggio sbagliato di Ferreira. Poi, però, i sottocenerini, che lamentavano assenze importanti in mezzo al campo (Lavanchy e Piccinocchi su tutti), hanno perso la supremazia del gioco. I bernesi (palo di Stillhart al 9′, dopo che Spielmann, al 4′, aveva impegnato Baumann con una bella conclusione dalla distanza) si sono così fatti coraggio. Al 26′, l’episodio che ha deciso l’incontro: per un contrasto in area fra Mihajlović e Tosetti l’arbitro Fähndrich ha concesso la massima punizione ai biancorossi. La trasformazione, perfetta, è stata dell’ex Vaduz Costanzo. La reazione dei bianconeri è stata rabbiosa ma, al 42′ la botta di Marić, da posizione favorevolissima, ha battuto sull’asta, con Faivre battuto.

Ripresa con un Lugano molto più autorevole. Tuttavia, nonostante gli innesti di Sadiku e Bottani (entrambi al disotto della sufficienza), l’undici bianconero, questa volta, non ha trovato la rete di un pareggio che, tutto sommato, avrebbe forse meritato. Tra l’altro, la serata storta, visti i risultati delle altre, ha avuto dure ripercussioni in graduatoria, coi sottocenerini scivolati di ben 3 posizioni (virtualmente, in attesa della certa assegnazione dei 3 punti al Lucerna, dopo la sospensione dell’incontro casalingo tra i confederati e il GCZ, sospeso per invasione di campo da parte dei tifosi ospiti).

Le dichiarazioni di Celestini, a fine partita,evidenziavano un po’ di delusione (FC Lugano): “Abbiamo concesso una parte del primo tempo al Thun. La battuta d’arresto, dopo 10 risultati positivi, ci sta: però c’è il rammarico di non aver segnato pur avendo messo in difficoltà gli avversari, quando abbiamo iniziare a fare un po’ meglio le cose. Contano i dettagli: la settimana scorsa sono stati a nostro favore, questa volta no.”

“Probabilmente loro sono una squadra che ci infastidisce: i risultati dimostrerebbero questo e, anche quando abbiamo vinto, c’è stata fatica da parte nostra. Premesso ciò, oggi un pareggio ci sarebbe potuto stare. Tuttavia, il fatto che i dettagli ci abbiamo detto contro, significa che dovevamo fare qualcosa in più. La sconfitta dello Xamax è un risultato favorevole per noi: però, visto il secondo tempo, restano la delusione e il rammarico di non aver fatto bene a inizio partita.”

In definitiva, la squadra bianconera ha ancora il destino nelle proprie mani, con 2 partite su 3 da giocare a Cornaredo (giovedì lo scontro diretto con il San Gallo). Certo, la trasferta di Neuchâtel si annuncia carica d’insidie (la società neocastellana sta organizzando una grande cornice di pubblico, con offerte per l’ingresso scontato allo stadio per i propri sostenitori). Tuttavia, tutti e tre gli incontri in calendario sono alla portata dell’undici di Celestini.

Molto dipenderà però anche dalla forma di alcuni uomini chiave. La formazione messa in campo dal primo minuto a Thun non ha convinto del tutto, e i cambi (a parte Yao, che ha disputato una gara sufficiente) non si sono rivelati adeguati. Se la difesa ormai è una certezza (i centrali hanno fatto bene, e anche Baumann sta crescendo), in mezzo al campo i sottocenerini hanno balbettato: Sabbatini ha dovuto fare tutto da solo a questo giro, e la fase offensiva ne ha risentito parecchio. Aggiungiamoci che Sadiku e Bottani non hanno inciso, e il quadro è completo, coi bianconeri che, per la prima volta dal 3 aprile (incontro casalingo con lo Xamax) non sono riusciti a segnare.

Con il San Gallo servirà qualcosa in più, soprattutto davanti. La speranza è quella di recuperare qualche elemento dall’infermeria e, magari, trovare qualcuno di quei colpi individuali che, sabato sera, sono mancati. Sono, in fondo, tutte cose presenti nel repertorio dei giocatori in maglia bianconera.

Nuovo capitolo, infine, nella vicenda relativa alla cessione della società. In un’intervista al quotidiano La Regione, il presidente Renzetti ha spiegato chiaramente la situazione: “Ho deciso di vendere, e non c’è alcuna clausola legata ai risultati della Prima squadra. Lui (il russo Novoselskiy – ndr) prenderebbe l’80 per cento del pacchetto azionario, a me resterebbe il rimanente. È una mossa che ho fatto controvoglia, ma ora tocca a lui: ha tempo fino al termine di questo mese per darmi una risposta.” 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.