Contro il Basilea, un Lugano formato Celestini

Dal nostro inviato a Lugano (CH).

Era soddisfatto, ieri pomeriggio, al termine dell’incontro con il Basilea, Fabio Celestini. Questa volta, infatti, i suoi ragazzi non si sono fatti abbindolare. La scena emblematica è stato un corner in attacco nel recupero, con i bianconeri a urlarsi di salire, ma senza lasciare sguarnita la retroguardia, così da impedire agli avversari di ripartire, com’era accaduto un paio di settimane fa contro lo Young Boys.

Al di là della legittima soddisfazione del tecnico dei ticinesi, non abbiamo assistito a una grandissima partita. Il Lugano, che doveva fare i conti con numerose assenze, ha affrontato il Basilea con una formazione guardinga, ma determinata a giocare palla a terra. Primo non prenderle, si dice: tuttavia, i sottocenerini hanno sempre provato a ripartire, evitando i lanci lunghi, dimostrando fiducia in sé stessi.

Dall’altra parte, i renani sono scesi in campo senza la giusta mentalità. Con una situazione di classifica definita (davanti uno Young Boys di fatto irraggiungibile, e dietro un Thun sconfitto nello scorso fine settimana, e messo a distanza di sicurezza), i rossoblù sono apparsi abbastanza compassati. Aver trovato il gol nel primo vero affondo, paradossalmente, è stato negativo sotto questo aspetto: gli uomini di Koller hanno pensato di poter disporre dell’avversario senza problemi. E così, quando ormai pensavano di andare a prendere il the in vantaggio, i rossoblù sono stati colti di sorpresa dal gol del pareggio bianconero, messo a segno da Sabbatini. Bella azione, quella del Lugano: tuttavia, la difesa del Basilea, nell’occasione, è apparsa quanto meno rivedibile. Vi presentiamo l’azione qua sotto, nel tweet dell’account ufficiale del FC Lugano:

Nella ripresa, dopo la prevedibile strigliata del tecnico negli spogliatoi, i renani hanno provato ancora ad affondare, ma senza fortuna. Sarebbe servito un deciso cambio di passo per aver ragione dei ticinesi, attenti e concentrati in difesa. Tuttavia, ieri, Zuffi e soci non lo avevano nelle gambe. E, alla fine, col calo fisico degli ospiti, è stato il Lugano ad andare vicino al colpaccio, creando due buone occasioni nell’ultimo quarto d’ora.

Dall’altra parte, i ticinesi hanno giocato con attenzione e concentrazione, in una partita molto tattica. La squadra è ancora in una fase nella quale sta cercando e trovando certezze e conferme: per una maggiore intensità, bisognerà ancora aspettare. Le assenze, ieri, erano numerose, soprattutto dietro (con l’uscita per infortunio di Yao, Celestini ha dovuto arretrare in difesa Črnigoj). Contro un attacco dalle tante opzioni offensive, serviva soprattutto evitare di subire reti. I bianconeri hanno avuto il merito di non perdere la calma, dopo essere andati sotto quasi subito, e hanno continuato a fare la partita che avevano preparato, senza scoprirsi. Altro punto a loro favore, l’avere sfruttato efficacemente l’unica vera occasione del primo tempo, raddrizzando il risultato prima del riposo.

Nella ripresa, i sottocenerini hanno retto bene, sfruttando l’incapacità dei renani di cambiare marcia. L’infortunio occorso a Yao, fino a quel momento il migliore del reparto arretrato, avrebbe potuto creare problemi, vista l’assenza di un ricambio in panchina. Invece, Celestini ha riportato la linea arretrata a quattro uomini, spostando (come abbiamo già scritto sopra) Črnigoj sulla fascia arretrata di sinistra. Lo sloveno ha fatto il suo e, nel finale, con le squadre allungate, Gerndt e Sadiku hanno addirittura avuto due buoni palloni che, se fossero entrati, avrebbero trasformato il bel pomeriggio in riva al Ceresio in una giornata da ricordare.

Di positivo, per ora, c’è la crescita a livello di maturità e di tenuta. Se, a fianco di questa, ci sarà una maggiore intensità e velocità, chissà che non si possa aspirare alla rincorsa per le posizioni che contano. Bottani, a fine partita, così si è espresso: “Un punto importante, contro la seconda della classe. Si poteva forse vincere, ma oggi siamo soddisfatti della prestazione” sono state le prime parole, a caldo, del Figlio della città.

Il numero 10 ha poi aggiunto“Con l’ultimo cambio (Sadiku – ndr), il mister ha dimostrato di voler provare a vincere. Dobbiamo credere nei nostri mezzi, e i risultati arriveranno. Siamo partiti con circospezione: però, col passare dei minuti, abbiamo capito che potevamo avere qualche spazio. Verso la fine, grazie anche ai cambi, abbiamo creato qualche situazione interessante. Per ora la distanza con l’ultima è rassicurante, ma non bisogna mollare: basta pochissimo per ritrovarsi invischiati nelle ultime posizioni. Oggi è un punto buono, contro una squadra molto in forma. Stiamo crescendo, e dobbiamo mantenere il coraggio di giocare la palla: abbiamo le qualità per farlo e, del resto, in un confronto fisico con le nostre avversarie, abbiamo tutto da perdere, essendo meno prestanti sotto questo aspetto.”

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.