Lugano, si pagano troppi errori individuali

No, non si può essere soddisfatti. Il calcio dà e toglie, ha detto Celestini in sala stampa dopo Sion-Lugano: e quando Dijtté ha mandato, a tempo quasi scaduto, il pallone a picchiare sulla parte superiore della traversa, a porta vuota, in molti, in panchina e in tribuna, hanno pensato che, questa volta, gli Dei della Pedata avessero avuto uno sguardo benevolo nei confronti della compagine ticinese. Invece, la beffa era ancora in agguato, e si è concretizzata, pochi istanti dopo, con una mischia paurosa nell’area bianconera, e con il pareggio acciuffato da Ndoye all’ultimissimo secondo di gioco.

Il resto è stata una recita di scarso contenuto tecnico da parte di entrambe le squadre: errori d’impostazione, la papera di Baumann in occasione della prima rete dei vallesani (ci sono poi stati, in seguito, dei buoni interventi, anche se la valutazione dell’estremo difensore resta fortemente condizionata dalla mancata presa in occasione della rete di Adryan). Intendiamoci, hanno sbagliato tanto anche gli attaccanti biancorossi, soprattutto nei sedici metri avversari.

Si è salvato, come ha detto Celestini in sala stampa, lo spirito. La squadra bianconera ha abbandonato il fioretto dei fraseggi per afferrare con decisione la sciabola. Tuttavia, di lavoro da fare ne resta moltissimo. E, forse, bisognerà anche valutare con quali interpreti giocare il resto delle partite. Ieri, Piccinocchi ha fatto un po’ meglio di mercoledì sera (suo l’assist che ha mandato Gerndt in gol nella prima frazione), Sabbatini è in crescita ma non è ancora al meglio, ed è un giocatore imprescindibile. Brlek, invece, probabilmente non è ancora pronto per la Super League: il Vécsei visto nel girone d’andata, oggi accantonato, ci era piaciuto di più.

Purtroppo per i bianconeri, lo spirito è fortemente minato dalla mancanza di vittorie (con ieri, sono 8 le occasioni che hanno visto i sottocenerini uscire dal campo senza l’intera posta). Si ha la sensazione, inoltre, che ormai le altre squadre abbiano preso le misure all’attacco del Lugano. Ce lo ha confermato indirettamente Matteo Tosetti del Thun mercoledì sera, lo abbiamo visto ieri, con Yakin che ha provato a contenere il tridente d’attacco bianconero. Poi, la retroguardia vallesana non è stata impeccabile (soprattutto in occasione della seconda rete). Peccato, quindi, non essere riusciti a portare via i tre punti: però, alla fine, il pareggio è stato giusto.

In conclusione, non sarà facile per Celestini dipanare la matassa. Al di là del fatto che Sadiku debba ancora dispiegare il proprio potenziale, la squadra, in fase realizzativa, ieri non è andata male. Vero che Junior ha fallito un’occasione facile, calciando d’istinto addosso al portiere avversario: tuttavia, due reti sono state segnate. E, in buona parte dei casi, dovrebbero bastare per portare a casa una partita. Oggi il problema è una certa fragilità difensiva, nonostante la squadra abbia giocato con un atteggiamento prudente.

A centrocampo, i bianconeri vanno sovente in inferiorità. Ieri, con il campo pesante, avrebbero forse fatto comodo i chili e i muscoli di Vécsei. Celestini, costretto a togliere Lavanchy per infortunio, ha invece scelto Brlek e Fazliu al posto di un Bottani il quale, coi campi pesanti, va in difficoltà. L’ex Rapperswil ha trovato l’assist per il gol di Sabbatini (ma solo quello), mentre il numero 20, ancora una volta, non ha inciso. Vedremo il tecnico cosa deciderà per la trasferta di Lucerna, domenica prossima.

Vero che due gol sono venuti da calci piazzati: però, desta perplessità prendere un gol di testa su corner con una difesa dove giocano due torri come Čovilo e Marić. Negli spogliatoi, si è parlato di un fallo ai danni di Sulmoni, che è infatti rimasto a terra dopo il gol. Poi, c’è il problema portiere: tecnico e società hanno deciso di puntare su Baumann. Purtroppo, l’ex Wil sta tradendo le aspettative. Ieri ha fatto un paio di buoni interventi, ma ha la colpa grave di avere rimesso in partita il Sion in un momento nel quale i biancorossi erano ben lontani dal trovare il bandolo della matassa.

Lascia dubbiosi anche la tenuta atletica: la squadra, ieri, nei minuti finali, era affaticata. Non è la prima volta che vengono subiti dei gol nei minuti finali: però, si pensava che con la preparazione invernale, si sarebbe recuperato qualcosa di più sul piano fisico. Alla fine, a essere più in forma dei compagni sembra essere Lavanchy, che ha fatto la preparazione a Zurigo. Forse, con un gioco che sposta così tanto indietro il baricentro della squadra, potrebbe fare comodo anche Janko, a fare da boa. Si tratta di un elemento di grande esperienza, in fondo, e magari avrebbe da dire la sua, negli ultimi trenta minuti di una partita. In fondo, come diceva Celestini ieri in conferenza stampa, ogni soluzione è da valutare.

Celestini fa il suo lavoro, cercando di tutelarlo il più possibile: anche ieri, infatti, non ha voluto addossargli colpe particolari. Di fatto, però, quando il pallone danza dalle parti dei sedici metri bianconeri, si tiene il fiato sorpreso sino a quando qualcuno lo allontana. Anche Baumann avrebbe bisogno di una prestazione scacciacrisi. Ma forse ne basterebbero due o tre consecutive normali, senza infamia e senza lode. Questa squadra, in fondo, avrebbe bisogno di qualche certezza: una fra tutte, che una punizione centrale non troppo violenta, venisse bloccata. L’allenatore, del resto, in porta non ci va: e neppure il preparatore degli estremi difensori. Vedremo cosa succederà nel futuro immediato: perché ieri lo Xamax ha fatto bottino pieno, e non si può sempre sperare che le altre perdano.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.