Dare il buon esempio

Qualche giorno fa, alla Scuola dello Sport del CONI, si è tenuto un evento denominato “Sportive al Centro” dove è stato presentato un e-book della scrittrice Tiziana Pikler dal titolo “Donne di Sport” che racconta la storia di dodici campionesse italiane che si sono distinte per le loro imprese atletiche: il volume contiene anche un capitolo dedicato al calcio in rosa e in particolare al capitano della Juventus Women e della Nazionale femminile Sara Gama.

Tra Maria Beatrice Benvenuti, arbitro di rugby internazionale, e Monica Boggioni, atleta del nuoto paralimpico con quattro record del mondo, passando per Federica Brignone, Elisa Di Francisca e Arianna Fontana, si trova quindi anche Sara Gama, nata nella Venezia Giulia da padre congolese e madre triestina e che nel 2018, in occasione della Giornata internazionale della donna, è stata inserita dalla Mattel tra le 17 personalità femminili internazionali “che hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro“, e omaggiata con una speciale Barbie riproducente le sue fattezze.

È stato molto significativo l’intervento del direttore generale della FIGC e vice presidente della UEFA Michele Uva durante la presentazione dell’opera: “Le donne ci possono portare non solo tesserate, il calcio femminile servirà al maschile, ma anche alla società. La potenzialità e la volontà ci sono, come pure gli investimenti. Dal punto di vista culturale crediamo molto nelle donne“.

Perchè vi parliamo di questo? Perchè nei giorni scorsi proprio la Juventus Women ha ufficializzato un grande nuovo acquisto per rinforzare il reparto di centrocampo, quello della centrocampista americana classe 1987 Ashley Nick. La Nick, nata in California e cresciuta nelle fila dell’Arcadia High School pima e delle USC Trojans poi, ha dal 2010 vissuto una carriera che la ha portata a girare il mondo, fra Stati Uniti, Russia, Cipro, Norvegia e Olanda.

Questo acquisto, però, ha un “sapore” un po’ diverso dal solito, in quanto Ashley era già a Torino da qualche mese, periodo durante il quale ha potuto conoscere le sue compagne bianconere, perchè è la compagna di vita di Lianne Joan Sanderson, attaccante inglese classe 1988 che gioca anche lei con la maglia della Vecchia Signora. I dirigenti bianconeri hanno accettato il doppio ingaggio senza porsi nessun problema a riguardo, come testimonia la stessa Sanderson: “La Juve è stata molto corretta nei nostri confronti, accettando che fossimo qua insieme. È la prima volta che ci troviamo a giocare insieme. Ahley ha fatto tante rinunce nella sua carriera, diventando quasi la mia infermiera in questi due anni. Le devo molto”.

Questo, semplicemente, per dimostrare che, al di là delle “quattro lesbiche” di Belloliana memoria, l’orientamento sessuale o di genere non deve influire minimamente sulle prestazioni sportive e/o sulle possibilità di carriera di una sportiva o di uno sportivo. E fa estremamente piacere che questo esempio venga proprio da una squadra italiana.

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Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.