Top e flop della 6a giornata di Serie A

I migliori e i peggiori della sesta giornata di Serie A. Dal Miccoli fantasmagorico ammirato al bandiera alla difesa fantasma della Roma di Zeman allo Juventus Stadium…

 

Top

Fabrizio Miccoli: bisogna avere tanto coraggio a lasciare fuori uno così non per una ma addirittura per due partite di fila. Rispolverato titolare dopo la doppia inspiegabile bocciatura di Gasperini a Bergamo e Pescara, il Romario del Salento incanta il Barbera con una tripletta formidabile: punizione magistrale, serpentina con stoccata vincente da fuori e, perla delle perle, gol al volo da centrocampo. Come se non bastasse tutto questo, ubriaca letteralmente Cofie in occasione della rete di Giorgi. Una prestazione davvero alla “You can’t see me”: perché i giocatori del Chievo oggi non l’anno proprio visto.

Claudio Marchisio: è il padrone assoluto di un centrocampo, quello juventino, che fa letteralmente a pezzi quello romanista: corre, recupera, imposta, tira. Solo la traversa gli impedisce di entrare nel corposo tabellino dei marcatori della Juventus. Universale. Anzi, top player.

Alberto Gilardino: l’aria di Bologna l’ha rigenerato. Seconda doppietta dopo quella alla Roma, cinque gol segnati in due settimane. Fanno 150 in Serie A per il bomber biellese, al momento l’attaccante italiano più in forma, almeno in termini realizzativi. Tra una settimana ci saranno le convocazioni della nazionale: Prandelli starà prendendo appunti?

 

Flop

Zdenek Zeman: dopo la lezione impartita all’allievo Stramaccioni, esce dalla terra del nemico con le ossa rotte. Se con l’Inter si era visto il meglio del calcio di Zeman, contro la Juve si è assistito al peggio. Difesa inesistente, saltata sistematicamente ogni volta che la Juve superava la metà campo. Soprattutto nel primo tempo, talmente imbarazzante che se fosse finito 6-0 non ci sarebbe stato niente da dire. Solo nella ripresa, quando i bianconeri hanno tirato i remi in barca, si è vista un po’ di Roma. Ma la battaglia era già persa. Anzi, non è nemmeno cominciata.

Gonzalo Rodriguez: impeccabile nelle prime cinque uscite, sbaglia completamente partita a San Siro. Che non sia in serata lo si intuisce dal fallo di mano che causa il rigore del vantaggio nerazzurro. Per il resto una serie di indecisioni, il sombrero di Milito quando calcia sulla traversa,  fino ad arrivare alla doppia ammonizione rimediata ingenuamente per un fallo inutile su Nagatomo, nel momento topico della partita. Episodio che, una volta rimasti in dieci, frena la rincorsa viola.

Gianluca Pegolo: protagonista assoluto nella vittorie del Siena con Inter e Bologna, non è altrettanto reattivo contro la Lazio: prima stende Mauri lanciato a rete e solo un clamoroso abbaglio di Russo gli evita l’espulsione. Poi commette, assieme a Neto, l’orrore della settimana: sullo sciagurato retropassaggio del portoghese, il portiere atterra nettamente Klose e provoca il rigore che di fatto spegne le speranze dei toscani.

 

 

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Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 12 agosto 1979, è laureato in Scienze Politiche. Collaboratore di Sportitalia, in passato ha collaborato con siti e giornali sportivi ed è stato il responsabile della sezione calcio del sito di Eurosport.