Frosinone, troppo Carboni nella calza. Allo Stirpe fa festa il Monza

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Il gioco di parole nel titolo, a essere onesti, è discutibile.

Ma è così che è andata l’Epifania in casa Frosinone. Amara, con il Monza a piegare 3-2 i ciociari allo Stirpe in una gara al limite del paradossale per certi versi; perché se da un lato i ragazzi di Palladino interpretano meglio il primo tempo e, pur senza strafare, tengono meglio il campo rispetto ai gialloblù dall’altro i lombardi trovano quasi “senza volerlo” i tre gol che valgono l’intera posta in palio.

Senza volerlo, ovviamente tra virgolette. Ma il Monza, comprensibilmente, approfitta a piene mani dei regali di un Frosinone ancora troppo pervaso dallo spirito natalizio per poter sperare di portare a casa preziosi punti salvezza.

La gara dello Stirpe, curiosamente, è praticamente riconducibile al “derby argentino” tra le due stelline in campo: Matías Soulé in maglia Frosinone e Valentín Carboni in casa Monza. Ancora più curioso come la sfida tra i due sia anche un piccolo derby d’Italia: Soulé, infatti, in Ciociaria ci è arrivato in prestito dalla Juventus mentre Carboni in estate si è sorbito l’ora scarsa di macchina che separa Monza e il centro sportivo Suning.

Dicevamo di questo “Derby d’Italia” in miniatura. Il primo atto, come quasi tutti quelli che verranno, sorride a Carboni: è un tocco dell’argentino, infatti, a mandare in tilt la mal posizionata difesa ciociara con Dany Mota bravo a impallinare da pochi metri Turati. Pochi minuti dopo ancora Carboni si prende la scena, strappando il pallone dai piedi di Soulé che perde un pallone sanguinoso: dal contropiede che ne scaturisce arriva il 2-0 monzese, a firma proprio Carboni ben imbeccato da Mota.

Il Frosinone, per la prima volta in stagione, rientra negli spogliatoi tra i fischi del proprio pubblico. Alla ripresa i locali tornano determinati a cambiare le sorti della gara, ma pronti via e Carboni “sigl a” il 3-0 del proprio derby personale con Soulé: sfortunato l’argentino del Frosinone, che in un generoso ripiegamento difensivo insacca nella propria porta un pallone giocato in area proprio dal solito Carboni.

A un quarto d’ora dal termine Soulé si prende una piccola rivincita e dal dischetto sigla il 2-3 che riapre la partita: i locali fiutano la possibilità di una storica rimonta e, alla ricerca del pareggio, mettonoin campo Caso, Cuni e Kaio Jorge ad aumentare il peso specifico dell’attacco ciociaro. Sul più bello, però, non succede praticamente più nulla: l’eccellente fase difensiva del Monza neutralizza gli ultimi attacchi dei padroni di casa che, nonostante una pressione continua, non riescono praticamente mai a rendersi pericolosi.

Sorride e fa propri i tre punti un Monza cinico e sornione, che come detto in apertura approfitta comprensibilmente dei regali avversari per dare continuità al pari di Napoli consolidando il piazzamento a metà classifica. Se Colpani sembra vivere un fisiologico periodo di appannamento, Palladino può consolarsi con un sempre più convincente Carboni oltre che con un paio di note molto liete: l’ottima prova della cerniera di centrocampo Pessina-Bondo e quelle di Caldirola e Gagliardini (nell’inedito ruolo di centrale difensivo) tra gli altri.

In casa Frosinone, c’è da rimboccarsi le maniche, come testimonia il misero punticino raccolto nelle ultime sei uscite. Il lavoro che aspetta mister Di Francesco, in questo momento, è probabilmente più da psicologo che da allenatore per una squadra che non lesina mai impegno e determinazione ma che spesso non capitalizza o finisce per confezionare dei veri e propri harakiri (vedi anche il gol di Isaksen all’Olimpico per rimanere alla cronaca più recente); bravo dovrà essere il tecnico dei laziali a evitare lo “scoramento” collettivo di una squadra dall’età media molto bassa.

Il cuore e l’impegno, purtroppo, non bastano a mantenere la categoria e forse qualche correttivo servirà anche sul versante tattico. L’atteggiamento sempre propositivo dei ciociare è da elogiare, ma il recente periodo di appannamento (unito alle numerose indisponibilità) suggerisce che un approccio più prudente potrebbe essere qualcosa su cui ragionare in casa frusinate.

Michael Anthony D'Costa
Michael Anthony D'Costa
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.

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