I Pionieri del Calcio – Henry Welfare, il dilettante emigrato in Brasile

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Henry Welfare, detto Harry, era un attaccante dal fisico imponente ma anche dalle buone doti tecniche. Nato a Liverpool nel 1888, aveva cominciato a giocare a pallone coi Northern Nomads, una squadra amatoriale che convogliava i migliori prospetti del calcio locale. Essendo “nomade”, non aveva un proprio campo da gioco ma si spostava via via in stadi diversi. Perlopiù giocava partite amichevoli contro club affermati e partecipava a competizioni minori come la FA Cup Amateur, la Manchester Senior Cup e la Cheshire Senior Cup. Nell’anno in cui Welfare debuttò (1908), i “nomadi” furono promotori e i fondatori di una nuova lega, la Amateur Alliance League, che durò due anni.

Nel 1912 Welfare firmò per il Liverpool. Nonostante giocasse con la formazione riserve, per lui si trattava di un grande passo in avanti. Un virus influenzale che aveva decimato la rosa gli regalò l’opportunità di esordire in prima squadra, il 15 febbraio 1915 contro lo Sheffield Wednesday. Secondo un articolo del Liverpool Echo il suo debutto fu promettente: “Assomiglia a Blanthorne*, in quanto è molto alto, forte di testa anche se dalla corsa un po’ limitata. Tre volte il terzino ha cercato di rilanciare, ma la palla è finita contro Welfare. Il quale ha usato il suo peso in modo equilibrato e con un bel risultato. Mi è dispiaciuto che non abbia fatto gol, perché se lo sarebbe meritato. È stato un suo passaggio a dare a Metcalf la possibilità di pareggiare. Anche a lui vanno attribuiti i meriti di quella realizzazione”. 

Anche il Lancashire Courier ne aveva tessuto le lodi: “Welfare è un dilettante senza paura, che non solo gioca con giudizio maturo, ma è formidabile anche nel caricare il portiere (pratica a quel tempo ammessa)”. Sembrava che la sua carriera fosse a un passo dall’esplodere. Ma quando i dirigenti del Liverpool gli proposero di firmare un contratto da professionista, Welfare prese una decisione drastica e inattesa. Aveva ricevuto una proposta allettante dal Brasile: sarebbe potuto diventare insegnante di geografia e matematica presso il Ginasio Anglo-Brasileiro, un secondo ramo di una scuola fondata da Charles W. Armstrong nel 1909 per “seguire l’esempio delle scuole d’Inghilterra”. Decise di partire per Rio de Janeiro.

Arrivato in Brasile Welfare entrò a far parte del Fluminense. Il club era stato fondato nel 1902 e si era distinto già dai primi anni dalla sua nascita vincendo il Campionato carioca. Welfare non ci mise molto a diventare il punto di riferimento dell’attacco del Flu. Per ben cinque volte si classificò al primo posto della classifica marcatori del Campionato carioca e, tutt’oggi, detiene la migliore media (0.98) tra partite disputate (166) e gol realizzati (163). Vista la sua prolificità la Liga Metropolitana, che gestiva la competizione, si pose delle domande sullo status di dilettante e scrisse al Liverpool. Ma il segretario dei Reds scagionò il suo ex giocatore dicendo: “Il Signor Welfare ha sempre giocato con noi come dilettante. E in precedenza ha militato in squadre locali, per quanto ne sappiamo mai come professionista. Posso fidarmi che questo risolverà la situazione”.

Dato che la sua carriera agonistica mal si conciliava con il lavoro da insegnante, il club gli trovò lavoro presso un importatore di acciaio britannico più vicino al campo di allenamento. Welfare continuò a realizzare caterve di gol, ma cominciò anche a dare una mano allo staff tecnico del Fluminense. Dando preziosi consigli su come migliorare l’impianto di gioco: lo sviluppo della tecnica del passaggio filtrante fu una sua idea. Nel 1927 passò al Vasco da Gama, dove giocò una manciata di partite prima di intraprendere la carriera di allenatore. Qui si consacrò, riuscendo a vincere nel ’29 il titolo nazionale e ripetendosi poi negli anni successivi. Nell’estate 1931 Welfare portò la sua squadra in tournée in Europa, sfoggiando un gioco intraprendente e propositivo: uno splendido connubio tra la classe innata dei brasiliani e l’organizzazione maniacale degli inglesi.

*un possente attaccante che aveva militato nel Liverpool tra il 1905 e il 1907

Simone Galli
Simone Galli
Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.

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