La leggenda del tifo di Gorbaciov per il Wigan Athletic

Si potrebbero scrivere articoli e forse persino libri sulle tante, più o meno presunte, simpatie calcistiche di vip e personaggi storici. Basta anche una ricerca approssimativa per scoprire che la regina Elisabetta sia una sostenitrice del West Ham, che il principe William segua l’Aston Villa, che Sylvester Stallone abbia addirittura pensato di comprare l’Everton, fino ad arrivare alle passioni calcistiche di politici italiani e internazionali. La voglia di rintracciare a tutti i costi il fan più famoso di ogni club, spesso anche accostando nomi dalla dubbia moralità (si pensi, per esempio, a Bin Laden con l’Arsenal), ha fatto però incappare anche in casi obiettivamente dubbi, se non addirittura in vere e proprie fake news: il possibile sostegno di Adolf Hitler per lo Schalke 04 ne è stato un esempio piuttosto significativo. Una delle storie più curiose, però, ha riguardato proprio Mikhail Gorbaciov, l’ex leader dell’Unione Sovietica scomparso ieri all’età di 92 anni, a cui fu addirittura inventata a tavolino una sua presunta simpatia calcistica: quella nei confronti degli inglesi del Wigan Athletic.

Alla fine degli anni ’60, il Wigan era un piccolo club della contea metropolitana di Greater Manchester, militante nella Northern Premier League: si trattava di una categoria creata nel 1968 come gemella “settentrionale” della Southern League per coinvolgere società del centro-nord delle Midlands e oggi corrispondente al settimo livello della scala gerarchica del calcio inglese. Una categoria in cui i Latics, tra l’altro, furono anche protagonisti a cavallo dei due decenni, chiudendo per ben due volte al primo posto in classifica (nel 1970-71 e nel 1974-75), ma restava grande il sogno di poter un giorno attirare l’interesse di qualche investitore maggiormente facoltoso e deciso a portare il club a livelli superiori, per provare a garantire al club uno storico salto di qualità nel calcio inglese. Grandi ambizioni, ma difficili da realizzare in una piccola città industriale come Wigan, che tra gli anni ’20 e ’30 era tristemente famosa per i drammatici tassi di disoccupazione, al punto da ispirare George Orwell in uno dei suoi libri, Wigan Pier: povertà e poco lavoro dominavano l’immagine di un centro dal volto desolante.

Nel 1970, però, si presentò la grande occasione per provare a portare alla ribalta almeno la squadra di calcio, creando una nomea luminosa e potenzialmente attraente per nuovi imprenditori. Il 23 marzo, lo stadio che ai tempi ospitava il Wigan, Springfield Park, divenne teatro di un’amichevole piuttosto prestigiosa e dal gusto esotico contro i sovietici della Dinamo Mosca. O almeno, così sembrerebbe, perché in realtà alcune fonti parlano anche del Metalist Kharkhiv, confermando la difficoltà di ricostruire la vicenda di quella partita. Quello che però sembrava sicuro era che quel pomeriggio, a Springfield Park, fosse presente anche Mikail Gorbaciov, con un presunto ruolo di assistente segretario del club ospitato. Il futuro autore della perestroijka stava per cominciare la propria ascesa politica, venendo eletto proprio nel 1970 a Primo Segretario del Comitato del Partito nel Territorio di Stavropol e, secondo alcuni racconti, avrebbe seguito il suo club nella trasferta nel nord-ovest dell’Inghilterra.

Una partita di cui, appunto, non si hanno molte tracce, ma che divenne famosa soltanto anni dopo per le sue conseguenze in chiave pubblicitaria per il Wigan. Perché nonostante la crescita dei Latics nelle stagioni seguenti, alla metà degli anni ’80 il club stava ancora faticando nel riuscirsi a ritagliare un proprio spazio a livelli medio-alti del calcio inglese, rimanendo una presenza fissa nella Third Division. Ed è così che cominciò a diffondersi sui giornali una voce curiosa, ma allo stesso tempo affascinante: Gorbaciov era rimasto affascinato dal Wigan, al punto da diventarne negli anni un vero e proprio tifoso, ascoltando sui canali radio della BBC risultati e vicende legate ai Latics negli anni successivi.

Così si scriveva nel febbraio 1987, in presentazione della sfida del quinto turno di FA Cup tra Wigan e Hull City, con tanto di immagine laterale di Gorbaciov con lo stemma del Wigan:

“Mikhail Gorbaciov non è oggi a Sprinfield Park per il quinto turno di Coppa contro l’Hull. Ma il leader sovietico potrebbe esserci con lo spirito. Gorbaciov si è interessato al calcio inglese e in particolar modo al Wigan Athletic, di Third Division, secondo quanto riportato dal Bangkok Daily Post. Il giornalista inglese Roger Crutchley riporta che Gorbaciov abbia recentemente interrotto il jamming delle trasmissioni BBC in Unione Sovietica, così da poter rimanere aggiornato sui risultati di sabato notte. Il presidente del Wigan Bill Nenyon: “Sapevamo di avere amici ai piani alti, ma questo è incredibile. Manderemo sciarpe e souvenirs al Cremlino, oltre a un invito per il signor Gorbaciov per assistere a una partita qui”. Ma sarà vera questa voce? Un portavoce dell’Ambasciata Russa non direbbe “Niet.”. Aggiunge: “C’è un forte interesse verso il calcio inglese in Unione Sovetica. Ma da qui a dire che Gorbaciov sia un tifoso del Wigan, beh…”.

Insomma, una voce su cui c’era più di un dubbio, anche se sul momento sembrò sensazionale: uno degli uomini più importanti del pianeta, in un momento storico di massima popolarità a livello mondiale per le sue riforme di apertura e libertà in Unione Sovietica, sembrava aver preso a cuore le vicende del piccolo Wigan. Tanto bello, quanto in realtà falso, come rivelerà poi nel 2005 al Times l’allora manager commerciale John Fillingham: “Il presidente Bill Kenyon ed io venimmo fuori con una storia sulle simpatie verso il Wigan da parte di Mikhail Gorbaciov. Il Wigan aveva giocato una volta contro la Dinamo Mosca e si era deciso che da quel momento Gorbaciov fosse diventato un devoto tifoso del Wigan. Il bello è che nessuno poteva provare che questa storia fosse falsa. Arrivammo addirittura a mandare un blocco di programmi del Wigan al Cremlino, che di sicuro avranno lasciato perplesso il KGB”.

Una storia inventata a tavolino, dunque, per riuscire ad attirare l’attenzione a livello mediatico e provare a far crescere attese e ambizioni in casa Wigan, soprattutto da parte dell’allora presidente Kenyon. Mossa che, in realtà, non basterà per evitare le tante proteste montate negli anni successivi verso la dirigenza per i risultati non troppo convincenti sul piano sportivo, in particolare con la retrocessione dalla riformata League Division Two nel 1993. Ma anche senza il supporto di Gorbaciov, i Latics vivranno tempi migliori nei decenni successivi, soprattutto sotto la proprietà di Dave Whelan, arrivato nel 1995 con la promessa di portare il Wigan in Premier League entro la fine del secolo. Ci riuscirà, ma “solo” nel 2005, aprendo le strade alla più lucente epoca della storia dei Latics: 8 stagioni di fila in massima serie, un anno in Europa League e anche la vittoria della FA Cup nel 2013, primo e unico trofeo di prestigio vinto dal Wigan.