Right here, right now: novità AEW con campioni e cinture

Nuovi campioni e nuove cinture in AEW: grandi novità nel wrestling. Gli Young Bucks sono i primi due volte tag-team champions, CM Punk diventa campione e va k.o, ufficializzato l'All Atlantic Championship.

Nuovi campioni e nuove cinture in AEW: grandi novità nel wrestling. Tanta, tantissima carne al fuoco, ancora più del solito in casa AEW con lo storico mega show Forbidden Door al fianco della NJPW.

Non conosco ancora i risultati ma può starci dare scontato il successo di John Moxley come nuovo campione mondiale AEW ad interim. Ovviamente l’infortunio subito da CM Punk nel primo show post Double or Nothing ha costretto la federazione a scombussolare i piani al vertice. Il problema fisico subito dal The Best in the World in un match a tre che lo vedeva al fianco dei FTR è lo spot della sfortuna. Avevamo ancora negli occhi e in testa il match titolato contro Hangman, come possiamo valutarlo?

Con il senno del poi sicuramente è stata una sfida soddisfacente, era notevole l’attesa e la curiosità nel vedere CM Punk competere per un titolo a distanza di circa nove anni contro un campione che a mio parere non ha ricevuto pienamente gli apprezzamenti che avrebbe meritato. Ogni tanto sento e leggo che il suo regno non sarebbe stato autorevole, non avrebbe lasciato un segno indelebile, non sono d’accordo.

Le vittorie contro Omega, Danielson, Archer e Cole sono state senza “se” e senza “ma”, assolutamente convincenti e probabilmente il suo regno avrebbe meritato una durata superiore. CM Punk non è stato impeccabile ma era inevitabile, due passi falsi nel tentativo di imitare la finisher del rivale, ma complessivamente ha tenuto testa alla grande, lottando contro la ruggine, l’età che avanza, la pressione, i pregiudizi e le sentenze già scritte.

L’arrivo di William Regal sicuramente ha portato novità, adrenalina, caratura carismatica alla federazione, la nuova stable con Moxley, Danielson e Yuta è davvero tanta roba da ammirare, da verificare se l’eventuale conquista del titolo da parte di John non possa rompere determinati equilibri. La coabitazione con Kingston ha messo in netta difficoltà l’intera stable, i diverbi con Danielson sono costati la sconfitta a Double or Nothing, consentendo a Jericho e Hager di ottenere la vittoria per sottomissione in un match caotico ma piacevole dove l’anarchia ha raggiunto livelli talvolta inimmaginabili.

Si sta respirando aria nuova anche nella divisione femminile. In attesa che Jade Cargill termini il proprio regno da campionessa TBS (contro Athena?) caratterizzato tuttora da alcune lacune tecniche sul quadrato, si registra un miglioramento complessivo. La trasformazione di Kris Statlander sta riscontando notevoli apprezzamenti, i suoi match contro Red Velvet hanno messo in luce un’ottima condizione psico-fisica. Vogliamo poi parlare dell’impatto di Toni Storm? Sul ring sta collezionando alcuni successi pesanti, l’ultimo cronologicamente parlando con Britt Baker e anche al microfono si sta facendo valere.

Inevitabile un match titolato contro Thunder Rosa, il cui regno non starebbe ricevendo la giusta visibilità da parte della federazione secondo il parere di diversi appassionati. Tecnicamente parlando il suo match contro Serena Deeb a mio avviso è stato il migliore dell’intero ppv, l’esperienza della sfidante ha innalzato ulteriormente il livello di prestazione della campionessa, capace di offrire la migliore prestazione in AEW.

In attesa di comprendere quando ci saranno concreti aggiornamenti sul fronte Wardlow dopo la schiacciante vittoria a Double or Nothing, resta parecchia la curiosità nell’assistere ai prossimi passi della gestione MJF, nel bene e nel male protagonista prima, durante e dopo il ppv. Molto probabilmente questo è quel particolare caso nel quale realtà e finzione si mischiano, offrendo un prodotto meraviglioso e talvolta rischioso quando abbiamo a che fare con un fenomeno con il microfono in mano e MJF ha confermato di esserlo, come se ce ne fosse stato bisogno.

Un personaggio simile ovviamente farebbe la fortuna della concorrenza se gestito con un minimo di intelligenza e sono certo che i vertici AEW riusciranno a trovare (se non lo avessero già trovato) il bandolo della matassa. Il 2024 è lontano ma sempre meglio prevenire che curare, perdere MJF, un prodotto autentico della federazione, sarebbe duro da digerire.

E gli altri giovani capisaldi? Jungle Boy ha appena perso i titoli di coppia contro gli Young Bucks (fenomenali i loro recenti match, compresa la rivincita contro i Lucha Brothers) e subito la violenta aggressione di Christian Cage turnato heel. Darby Allin va ricollocato ad un livello interessante, è reduce da troppe sconfitte che contano (CM Punk, MJF, Guevara, Andrade, O’Reilly in grandissima forma), mentre Guevara in versione entertainment sta sinceramente perdendo un po’ di credibilità nella nuova stable di Jericho che continua a comprendere elementi né carne né pesce.

Tornando un attimo alla categoria tag – team la concorrenza è elevatissima, tanti di noi sognano un nuovo duello tra gli Young Bucks e FTR, già in cima alla montagna in ROH e AAA. Mi aspetto che le loro strade si possano incrociare a breve, in occasione del prossimo ppv, del resto gli ex alleati di MJF stanno offrendo match a cinque stelle anche da singolo e il tifo del pubblico pare trasmettere quell’ulteriore valore aggiunto di adrenalina.

La gestione della House of Black sta convincendo, l’introduzione di Julia Hart, decisiva finora nel feud contro il Triangulo de la Muerte ha rappresentato uno step logico e tempestivo. Ci saremmo aspettati l’introduzione della tanto chiacchierata cintura per i trio, nel frattempo invece abbiamo assistito all’ufficializzazione dell’All Atlantic Championship; una gradita sorpresa che può confermare l’aspetto internazionale della federazione, oltre a dare il giusto spazio ad un roster altamente competitivo anche se forse troppo folto. Nuovi campioni e nuove cinture in AEW: grandi novità nel wrestling.