Pallone in Soffitta – L’incursione de “l’uomo deltaplano” alla Favorita di Palermo

1976. La partita di Coppa Italia tra Palermo e Fiorentina, allo stadio della Favorita, ospita un fuoriprogramma molto curioso: una singolare incursione… dal cielo.

12 settembre 1976. Lo stadio della Favorita di Palermo ospita la gara di Coppa Italia tra i padroni di casa rosanero e la Fiorentina. Le squadre sono inserite nel girone 3 della Coppa Italia 1976-77 insieme a Inter, Pescara e Varese. Rendimento opposto per le due contendenti nelle gare precedenti: i viola hanno portato a casa altrettanti successi, i siciliani una sconfitta e un pari. Quel giorno, spalti gremiti da 30.000 spettatori. Quando la competizione attirava le folle e catturava davvero l’interesse…

Le formazioni, agli ordini dell’arbitro Panzino di Catanzaro.

Palermo: Trapani, Vianello, Citterio, Larini, Di Cicco, Cerantola, Osellame, Brignani, Vullo, Majo, Magistrelli. Allenatore: Antonio De Bellis.

Fiorentina: Mattolini, Galdiolo, Rossinelli, Pellegrini, Della Martira, Zuccheri, Caso, Gola, Casarsa, Antognoni, Bertarelli. Allenatore: Carlo Mazzone.

Al terzo minuto del primo tempo, l’evento che rese indimenticabile quel Palermo-Fiorentina. Proprio mentre i rosanero si rendevano pericolosi con l’incursione aerea di Magistrelli dalle parti dell’area viola, i presenti vengono distolti dal pallone. Il motivo? Un uomo e il suo deltaplano fanno irruzione sull’erba dello stadio. Così, il direttore di gara è costretto a sospendere il match per qualche minuto: il protagonista viene scortato fuori dal terreno di gioco tra gli applausi di incoraggiamento del pubblico

Un fuoriprogramma messo in scena dal 23enne Giuseppe Musso, originario del paese palermitano di Borgetto ma residente in Germania per motivi di lavoro, è un appassionato di lanci con il deltaplano. Conseguito un brevetto specifico per il volo umano a Bichlmeir (Germania Ovest), aveva già all’attivo ben 55 lanci da un’altezza di mille metri. Non sapeva nulla di Palermo-Fiorentina…

Proprio così: Musso si era lanciato dal monte Pellegrino, con le sue enormi ali. Ma, nelle sue intenzioni, il punto di atterraggio sarebbe dovuto essere uno spiazzo dell’ippodromo accanto allo stadio della Favorita. Per lui una contravvenzione per interruzione di pubblico spettacolo e per mancanza della prescritta autorizzazione al lancio da parte della Questura. Per la cronaca, la partita finì 1-1 grazie alle reti del palermitano Majo (32°) e Casarsa (52°).

(Si ringrazia Nicola Adamu per il materiale segnalato)