Che sia uno straordinario 2022

Siamo stanchi, di questa Covid-19. Stanchi di varianti, di stadi a capienza ridotta, di partite rinviate. Siamo stanchi di tamponi e videochiamate, di isolamenti, mascherine, distanziamento sociale. Abbiamo salutato un 2021 che speravamo fosse migliore del 2020: pandemicamente parlando, siamo ancora nel pieno, con Omicron che non accenna a darci pausa. Contagia tantissimo, ma sembra leggermente meno invadente in termini sintomatici: bene. Viene, si fa sentire, e pare vada via dando meno sberle delle sue varianti precedenti. Meno male. Certo, ovvio: ci sono i vaccini, per fortuna, che ci stanno salvando. Immaginate se non avessimo addestrato il nostro corpo a combattere questo virus, ora dove staremmo. Ok, ok, non divaghiamo: di Coronavirus se ne parla fin troppo, oggi.

Dunque, dicevamo: abbiamo salutato il 2021. Che in termini sportivi, invece, è stato pazzesco. Gli Europei, le Olimpiadi, tutte le vittorie azzurre in questo anno fantastico: che bellezza. Tifare insieme, esultare con orgoglio e soddisfazione: straordinario. Stringersi e condividere gioie, una dopo l’altra. Dalla parata inconsapevolmente decisiva di Donnarumma in finale contro l’Inghilterra, all’abbraccio di Tamberi e Jacobs, quello tra Vialli e Mancini, le Italvolley (tutt’e due: maschile e femminile) che salgono sul tetto d’Europa. Quanto abbiamo goduto, quest’anno? Sarà impossibile ripetersi, lo sappiamo. Però noi voliamo basso: ci basterebbe anche giocarlo, il mondiale in Qatar, pur entrando dalla porta di servizio, presentandoci da campioni del nostro continente. Perché sarebbe devastante saltare il secondo mondiale di fila.

2021, sei stato sportivamente straordinario, ma anche tanto strano: te ne vai, qui da noi in Italia, col colpo di coda della Salernitana, che cambia proprietario al fotofinish e resta in Serie A. Mamma mia, che Italian Job. Ma sì, ok, va bene, è nel nostro stile complicarci le cose, renderle grezzamente buffe, quasi paradossali. Poi sappiamo com’è il calcio, no? Ora la gente commenta, s’indigna, poi tempo 5-6 mesi, arriva l’estate, e chi se lo ricorda più. Il tempo fugge. A proposito, 2021, sei volato via che neanche ce ne siamo accorti, per via di questa bolla temporale che da inizio 2020 ci fa sembrare la vita sempre troppo simile nei giorni che passano, a causa di parecchi limiti e poche libertà. Maledetta pandemia, speriamo di dimenticarti.

Benvenuto 2022: che sia un anno straordinario, per tutti.