Roma, dal rosso di Zaniolo fino alla difesa ritrovata passando per la calma di Mou

È cominciata ufficialmente la nuova avventura di José Mourinho in Serie A. La sua Roma ha trionfato nella prima giornata con il risultato di 3-1 contro la Fiorentina con una doppietta dell’ex Jordan Veretout e una rete di Mkhitaryan, consegnando così al tecnico portoghese la 50esima vittoria in carriera nel campionato italiano. Mou è diventato il primo allenatore a raggiungere tale traguardo con 77 panchine “italiane” nel curriculum.

Però questo è il minimo che ci aspettiamo da lui, perché siamo ormai abituati alle sue vittorie. Già in passato era stato il più veloce a raggiungere i 50 successi in Premier League e ne LaLiga. Ora però queste statistiche lasciano il tempo che trovano. Fanno parte del passato. Serve continuare con questi risultati anche al comando dei giallorossi e magari diventare l’allenatore romanista più veloce a raggiungere le 50 vittorie in A.

Compito difficile, ma il carattere visto in questa prima di campionato fa solo presagire cose buone. Appena dopo il secondo giallo di Nicolò Zaniolo, che ha riportato l’equilibrio numerico rovinato inizialmente dall’espulsione Drągowski, la Fiorentina ha pareggiato il risultato. Un fallo tattico è costato al trequartista della Roma la fine anticipata della propria gara. Può capitare, ma è stato sconveniente per i compagni.

Non è stato però un problema solo di Zaniolo, ma anche di altri suoi sette colleghi in questo primo weekend di Serie A. Il record di 11 rossi della stagione 2007/08 nella medesima giornata è abbastanza lontano, ma questo dato non può che sorprendere. Se in questi ultimi due anni abbiamo sentito gli allenatori lamentarsi dei rigori fischiati con leggerezza, almeno secondo loro, quest’anno assisteremo a un teatro di lamentele sui cartellini?

Il caso più discusso di questa giornata, quello di Osimhen, non ha però motivo di essere discusso. L’attaccante del Napoli ha colpito in maniera violenta, seppur con poca forza, un avversario al collo e l’arbitro gli ha sventolato il rosso, punendolo per la condotta, più che per il colpo. E le discussioni sono abbastanza immotivate anche per tutti gli altri casi.

José Mourinho, invece di cercare alibi e falle sulla decisione dell’arbitro, ha aggiustato ciò che non andava in campo. La difesa sembrava allentata in 10 giocatori e dopo il gol di Milenković il tecnico giallorosso si è accorto di questo problema. Siccome è un mago del contropiede, ha saputo fortificare prima il reparto difensivo per poi pensare a colpire l’avversario e tornare in vantaggio.

Tuttavia in queste prime battute non si è vista una squadra totalmente difensiva e catenacciara. L’anima offensiva della Roma degli ultimi 10 anni è rimasta invariata, ma il reparto più debole è stato rinforzato mentalmente e tatticamente. Gli 11 tiri, numero congruente a quelli della Fiorentina che ha terminato la partita con il 59% di possesso, dimostrano che le azioni in attacco non sono mancate. I gol giallorossi sarebbero potuti essere almeno quattro, se Tammy Abraham non avesse beccato la traversa.

Fonseca nell’ultima edizione della Serie A non era riuscito a far mantenere un rendimento lineare a Mancini e compagni. I 58 gol subiti avevano penalizzato di molto la squadra, che aveva statisticamente una fase difensiva da metà classifica al massimo.

Allora Mourinho ha riassestato la calma di Mancini e Ibañez in questo caso e il resto lo ha fatto Veretout davanti. Non è stato il solo, perché Abraham ha fornito un assist per lui. A dire la verità sono stati due i passaggi vincenti, uno anche per il primo gol di Mkhitaryan, ma quello più importante è stato quello del 2-1, il secondo vantaggio romanista. Smarcarsi sulla linea del fuorigioco in quel modo, tanto che è servita la VAR per convalidare la rete, deve far contenti i dirigenti della Roma che lo hanno portato in Italia.

Gli acquisti di successo però non finiscono qui per Tiago Pinto e i suoi collaboratori. Quando l’ex giocatore del Chelsea ha dovuto lasciare il campo per un leggero infortunio, nella mischia è entrato Eldor Shomurodov. La visione di gioco nel notare un corridoio e il movimento verso destra di Veretout in area sono un altro momento saliente da apprezzare. Quel passaggio ha così chiuso la partita, regalando definitivamente i primi 3 punti alla Roma.