La rinascita della Roma di Mourinho firmata Dan Friedkin

Dopo 7 anni abbastanza turbolenti con James Pallotta, per la Roma è ora di rinascere sia come club vincente sia come brand. Il cambio di proprietà per 591 milioni di euro ha portato Dan Friedkin al vertice giallorosso. Un altro americano, proprio come il presidente precedente, ma questa volta sembrerebbe che l’atmosfera a Trigoria sia cambiata.

L’arrivo di Mauro Leo testimonia questa voglia di espansione per la Roma. L’International Scout, ex Juventus ai tempi di Giuseppe Marotta in bianconero, è stato strappato all’Inter, dove ha lavorato negli ultimi due anni. Il club romanista con questo innesto dietro le quinte sta puntando a creare una rete dirigenziale di primo livello.

Mauro Leo è solo uno dei cinque nuovi scout di questa Roma, ma è il più importante per capire la portata di questo rinascimento romanista. Ci sono profili come José Fontes, ex Leicester, oppure Javier Weimar, argentino ex Bayer Leverkusen, due club che negli ultimi anni hanno saputo muoversi benissimo, creando buone plusvalenze e vendendo giovani calciatori a prezzi abbastanza alti. Lo scout deve proprio fare questo, scovare giocatori forti in mercati emergenti per poterli anche eventualmente venderli a un prezzo maggiore.

Tuttavia l’arrivo dell’ex dirigente dell’Inter fa notare quanto la Roma abbia un progetto ambizioso e valido. Mauro Leo ha lasciato una società apparentemente forte, vittoriosa nell’ultimo campionato di Serie A, ma che dietro si porta qualche problema finanziario, per approdare in un club che si è a malapena qualificato alla Conference League. È un dato di fatto che Zhang con l’ingaggio di Inzaghi e l’addio di Hakimi, un pezzo da novanta, stia cercando di assestare i bilanci.

Questo però nuoce all’espansione del brand, causando inevitabilmente la perdita di appeal da parte di giocatori e dirigenti importanti. Antonio Conte ha salutato, così come il suo famoso preparatore atletico Antonio Pintus, tornato al Real Madrid al fianco di Carlo Ancelotti.

L’addio di Conte ha avuto una ripercussione molto alta, tanto che a distanza di settimane è stata posta una domanda a riguardo a José Mourinho durante la sua conferenza stampa di presentazione. “Nelle storie dei club ci sono degli allenatori di cui non devi parlare mai. Qua non puoi paragonare nessuno a Liedholm o Capello. All’Inter non puoi paragonare nessuno a me o a Herrera” ha risposto il nuovo allenatore della Roma.

Le risposte taglienti dello Special One sono quindi già cominciate sin dal primo giorno, così come era successo ai tempi dell’Inter. Quando gli è stato chiesto se il suo connazionale Cristiano Ronaldo lo temesse, ha dato un’altra risposta spiazzante: “Ronaldo non deve preoccuparsi di me perché non gioco difensore centrale, sono troppo scarso e troppo vecchio.

La Roma però ha proprio bisogno di questo, entusiasmo e grandi personaggi del panorama calcistico. Questo ingaggio in grande stile ha portato le azioni dell’AS Roma al rialzo del 70% dal 3 maggio, giorno precedente all’annuncio di Mourinho, a oggi senza mai scendere in campo.

In grande stile è stato anche lo sbarco nella Capitale italiana. Lo stesso Friendkin ha preso uno dei propri aerei, guidandolo assieme al figlio Ryan, per portare José Mourinho a Roma. Una scena da film hollywoodiano che fa capire l’importanza di affidare la panchina giallorossa al portoghese.

Come direttore sportivo invece troviamo ancora il suo connazionale Tiago Pinto, già presente durante la gestione Fonseca, anch’egli lusitano. Se però questo tandem di portoghesi non ha fruttato buoni risultati lo scorso anno, come potrà evolversi la situazione per la prossima stagione?

Bisogna partire prima di tutto dal complesso dirigenziale della Roma precedente, dove a capo c’era un proprietà che voleva vendere da molto tempo e che non investiva a dovere nei vari incarichi in dirigenza. Dan Friedkin sta cercando nuovo staff e soprattutto ha aumentato il capitale societario di 163,3 milioni di euro. Ora c’è un capitale di 210 milioni.

In questo modo Tiago Pinto potrà contare su dei collaboratori ancora più competenti di prima e su un budget sicuramente maggiore. In canna ci sono atleti di fama mondiale come Granit Xhaka o Rui Patrício. Il portiere della nazionale del Portogallo è in dirittura d’arrivo. Il direttore sportivo romanista poi avrà davanti non più Fonseca, ma un certo Mourinho.

L’ex tecnico giallorosso durante la sua permanenza, basandosi anche sui giocatori che aveva a disposizione, ha fatto discretamente bene. Tuttavia la fama del suo successore parla da sé. La differenza tra un buon allenatore e un ottimo allenatore è molto sottile, ma molto decisiva.

José Mourinho saprà quindi modellare la propria squadra a suo piacimento, visto il suo grande carisma nel relazionarsi con gli altri. Ne abbiamo avuto già un assaggio durante la sua prima conferenza stampa. Con degli eventuali innesti di qualità saprà benissimo come comportarsi, a differenza di Fonseca che prima di questa esperienza italiana non aveva mai avuto a che fare con atleti altrettanto carismatici.

Non ci sarà probabilmente mai più un caso come quello di Edin Džeko, prima mandato fuori rosa e poi reintegrato da Paulo Fonseca. Lo Special One non avrà di certo paura di confrontarsi con le stelle della rosa, ma allo stesso tempo si farà valere, senza creare confusioni inutili in un ambiente già fragile. Roma ha la fama di essere una piazza calda e ogni piccolo errore, anche extra-campo, potrebbe costare carissimo.

L’era di Dan Friedkin prende così forma poco a poco. L’ecosistema, ancora in via di sviluppo, sulla carta sembrerebbe poter funzionare molto bene. Mourinho sarà una pedina fondamentale, ma non sarà solo e verrà assistito da uno staff di primo ordine. Ora però non ci resta che vedere gli sviluppi del calciomercato, che entrerà nel vivo dopo la fine di Euro 2020 e della Copa América, e attendere il responso del campo. Il preludio è però senza dubbio promettente.