I Tampa Bay Buccaneers hanno vinto il Super Bowl LV

Non c’è stata storia. I Buccaneers stravincono il Super Bowl LV, e lo fanno trascinati da Tom Brady. Tutto come da copione? Non proprio. Perché se in fondo ce la aspettavamo la super prestazione del Quarterback dei Bucs, al decimo SB giocato in carriera (ne ha vinti 7, con quello appena alzato), in pochi ritenevano possibile invece che Kansas City, campione in carica, non riuscisse a bucare neanche una volta la difesa di Tampa, a dir poco perfetta.

Si parte con un field goal di Butker, dalle 49 yard; avanti di 3 i Chiefs, dopo un paio di drive di studio di entrambe le parti. Poi tocca a Tampa, che replica nella maniera più significativa possibile: Brady per Gronkowski, touchdown, e si riscrive la storia, perché Brady+Gronkspike diventa la coppia più prolifica della storia della NFL nella post-season, con 13 TD-pass riusciti, staccando di uno il celebre duo dei 49ers Joe Montana/Jerry Rise.

Sorry: 14 TD-pass. Perché Brady lancia ancora per Rob Gronkowski, a inizio secondo quarto: 17 yard di precisione, TD con tanto di flag (fallo) per holding (trattenuta) commessa da Kansas City. Succop piazza l’extra-point, si va sul 14-3, ma il punteggio cambierà – e di parecchio – fino all’halftime show (bellissimo, griffato TheWeeknd), perché Kansas va a punti con un altro field goal e Tampa si esalta di nuovo, sempre grazie allo zio Tom: Brady lancia per Antonio Brown in end-zone, è completo, è un altro TD-pass, ed è anche significativo perché il ricevitore dei Bucs rischiava di non giocarla questa partita, per infortunio (tra l’altro, andate a spulciarvi la sua storia). 21-6 all’intervallo.

Nel terzo quarto, gestione difensiva perfetta di Tampa Bay: Chiefs costretti ad accumulare punti con un altro field-goal, Fournette (anche lui portato ai Bucs da Brady) corre fino al TD per un 28-9 emblematico, che diventa 31-9 quando Succop la calcia dalle 52 yard. Kansas City? in estrema difficoltà, nonostante il talento di Mahomes, troppe volte non protetto dalla propria linea offensiva, sackato, perfino intercettato, spesso costretto a correre per chiudere i down. Bellissimi quei tre lanci disperati, in caduta, da lontanissimo, spediti direttamente in end-zone, incompleti per un mix di sfortuna e imprecisione dei ricevitori.

L’ultimo quarto scivola via tra i vorrei ma non posso di Mahomes. Bloccato totalmente l’attacco di KC, con tanto di intercetto a 1:30 dalla fine. Si scongela lo sguardo glaciale di Brady, che si lascia andare a un lungo sorriso che sa di consapevolezza; già a un minuto dalla fine non si gioca più, con il cronometro che corre e i giocatori in campo che si scambiano complimenti sinceri o presunti. Larger than life, mr. Tom Brady: una leggenda di questo sport. 6 Super Bowl vinti con i Patriots, 1 con i Buccaneers. Mahomes applaude e si complimenta, ma tra il ragazzo che lancia per KC e il ragazzone che ha vinto con i Bucs, per adesso, c’è un abisso (che comunque il tempo colmerà).

Vince Tampa Bay, tra l’altro a casa propria (già: caso ha voluto che si giocasse in Florida, al Raymond James Stadium di Tampa) e la favola di Tom Brady che cambia squadra dopo un ventennio per vincere da un’altra parte, sì, ha veramente un gran finale.