Il Twente si gode la linea verde in salsa ajacide

A distanza di 10 anni dal primo storico titolo di Campione d’Olanda, il Twente può tornare a sorridere. Dal titolo conquistato da McLaren ne è passata di acqua sotto i ponti di Enschede, che successivamente al titolo hanno visto il club ridimensionarsi cominciando a palesare continue difficoltà finanziarie che, nel 2016, costringono la KNVB a retrocedere i Tukkers in Seconda Divisione; allora il Twente riuscì ad evitare in appello la retrocessione, ma è solamente una questione di tempo per un club con l’acqua alla gola, che nel 2017/2018 retrocede sul campo a valle di una disastrosa Eredivisie.

Da lì, la risalita immediata di un Twente ben lontano dai fasti di 10 anni prima, pur se comunque protagonista di una stagione positiva sotto la guida di Gonzalo García chiusa al 14/o posto. In estate da Enschede però salutano diversi dei protagonisti della stagione del ritorno in Eredivisie, lasciando parecchie perplessità tra i supporters del Twente: Cantalapiedra vola al Panathinaikos, Vučkić al Saragozza, Schenk saluta a stagione in corso per emigrare in Arabia Saudita, mentre Oriol Busquets torna in Catalogna e Nakamura addirittura in Giappone.

Il Twente 2020/2021 riparte da Ron Jans, di ritorno dall’esperienza in MLS; al ritorno in Eredivisie, il neo-tecnico del Twente vede arrivare ad Enschede un manipolo di giovani di belle speranze come Pierie e Danilo dall’Ajax, Ebuehi dal Benfica o la scommessa Černý reduce dalla negativa stagione di Utrecht per fare qualche nome. L’ex-tecnico di Groningen, Heereveen e Zwolle si rimbocca le maniche e, con il verdissimo materiale a disposizione, imbastisce uno degli undici più giovani e interessanti dell’Eredivisie: 23 anni di età media per i Tukkers di Jans, protagonisti però di un eccellente avvio di Eredivisie condito da 5 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta maturata sul campo dell’Utrecht.

Sugli scudi, per una squadra capace di divertire e divertirsi, il trio Menig-Danilo-Černý chiamato a finalizzare le trame di gioco di una compagine che, con 21 centri in 9 partite, si attesta al terzo posto per gol fatti in Eredivisie dietro ad Ajax e Feyenoord e prima di PSV Eindhoven e Vitesse. Non tremano le gambe a Danilo, arrivato in prestito dall’Ajax e capace di trovare la rete 9 volte in 7 apparizioni guadagnandosi la vetta della classifica marcatori assieme a Berghuis: la giovane punta sembra integrarsi a meraviglia con Queensy Menig (centrale nel progetto Twente dopo il ruolo da comprimario della scorsa stagione), e ancor più con Černý che per la gioia degli appassionati di football a tinte orange sta forse riuscendo gradualmente ad esprimersi sugli standard che sembrava promettere ai tempi delle giovanili dell’Ajax.

Senza particolari pressioni di classifica, i Tukkers di Jans sembrano poter puntare tranquillamente a un posto ai playoff che valgono l’Europa, anche in forza di un attacco nel quale i gemelli del gol Danilo e Černý cooperano paradossalmente a un obiettivo uguale e contrario: farsi richiamare alla base dall’Ajax nel caso del primo, far mordere le mani ai Lancieri nel secondo.