Italia top! Polonia ko, tra Turpin e… il turpe Goralski

L’Italia, guidata in panchina da Alberigo Evani, ha sconfitto la Polonia a Reggio Emilia per 2-0: decisive le reti di Jorginho (rigore) e Berardi, ottima prova complessiva da parte degli azzurri nel match valido per la Nations League.

Mediana super

Una pratica liquidata in scioltezza, nonostante il credito di cui godesse la Polonia alla vigilia e una bocca da fuoco da urlo come Lewandowski. L’Italia mantiene il primato nel gruppo 1 di Nations League, con una lunghezza di vantaggio sull’Olanda e due sugli stessi biancorossi di Brzeczek. Nella prestazione generale di ottima fattura messa in campo dagli azzurri, spicca il livello del centrocampo orchestrato da Jorginho con l’energia e l’apporto di Barella-Locatelli. Donnarumma di fatto inoperoso: un dettaglio che la dice lunga.

Turpin, pollice verso

Nella prima frazione, l’Italia potrebbe passare già grazie a Insigne, peccato che il fischietto francese Turpin annulli per posizione irregolare di Belotti. Il Var non c’è, bisogna fidarsi delle sensazioni della terna arbitrale: mettete da parte soprattutto il nome del direttore di gara. Anzi, tenetelo lì. In un contrasto a centrocampo, Lewandowski colpisce con una gomitata al viso l’azzurro Bastoni. Nessuna sanzione per il capitano polacco, sarebbe bastato un solo replay probabilmente per appurare la reazione e… mandare sotto la doccia Lewandowski. Male, signor Turpin… Ci ritorneremo ancora. Tuttavia, i padroni di casa riescono a sbloccarla al minuto 27. Krychowiak cintura in modo abbastanza vistoso Belotti su un pallone vagante, rigore sacrosanto che Jorginho trasforma. Saltello, piatto destro e Szczesny battuto, per il suo quinto gol con la maglia della Nazionale. Italia in vantaggio.

Italia in controllo

La Polonia si manifesta in una stucchevole pochezza, i padroni di casa mantengono salde in mano le redini del match. Senza sudare troppo. Brzeczek prova a invertire la rotta, attuando ben tre cambi all’intervallo: non porteranno risultati apprezzabili. Al contrario del primo subentrato italiano, Domenico Berardi, che desidera lasciare il segno nel “suo” stadio al pari dell’ottimo compagno Locatelli. Ci riuscirà. Tra i cambi polacchi entra in campo anche Goralski, mediano dall’aspetto turpe e modi spicci, di stanza in Kazakhstan.

Il mancino letale

Non ha mezze misure e ci mette davvero poco a farsi notare… in 31 minuti guadagna due gialli, meritandosi la doccia anticipata. Sì, proprio quella sorte che Lewandowski è riuscito a evitare. E così, dal 77° gli azzurri giocano con un uomo in più. Abbiamo parlato di Berardi. Il mancino del Sassuolo ha il piede caldo e monetizza alla grande! Riceve un pallone sul lato destro dell’area e completa un movimento tipico del suo repertorio, accentrandosi per esplodere un sinistro letale: Szczesny è battuto sul primo palo, l’Italia chiude la pratica. Una serata tutto sommato comoda, nonostante le premesse e grazie a una Polonia deludente. Sono altri tre punti in cascina, alla faccia dell’insufficiente Turpin e del turpe Goralski.