Lugano, Jacobacci: “Col Basilea serviranno attenzione e concretezza”

Per il Lugano di Jacobacci, da domani sera, inizia un ciclo di ferro. In otto giorni, infatti, i ticinesi se la vedranno con le prime tre in graduatoria: Basilea domani a Cornaredo, Young Boys nella Capitale e, di nuovo in casa, il San Gallo. Per una squadra che, su azione, è andata in rete una sola volta in tre gare, dalla ripresa, si tratta di sfide difficili.

““Non sono preoccupato: tutte le partite sono difficili, c’è grande equilibrio, come si vede dai risultati. Certo, passare in vantaggio per primi abbiamo visto che facilita il compito. Però domenica, dopo la rete subita, abbiamo creato parecchie situazioni difficili per l’avversario. Dobbiamo migliorare sotto porta, essere più cinici e cattivi: ancora adesso non mi spiego cos’ha fatto Holender domenica: avrei preferito che avesse sparato una fucilata fuori, piuttosto che concludere in quel modo.”

“Dobbiamo crescere sotto questo aspetto, avere più fiducia nei compagni, sulla loro capacità di fare arrivare i palloni buoni nei sedici metri. Domenica, Marchesano ha fatto gol perché ci ha creduto, fermo restando che abbiamo anche sbagliato noi. Siamo comunque stati troppo bassi, lontani dalla loro porta e, soprattutto, poco aggressivi, il che ci impediva di ripartire, anche se siamo migliorati dopo aver subito il gol. Domani dovremo alzare il baricentro, aggredendoli e non permettendo loro di giocare la palla e, soprattutto, metterli in difficoltà quando saremo in fase di possesso.”

“I cambi dipendono da molti fattori. Domenica eravamo pronti a far entrare due giocatori prima del corner decisivo, ma il quarto uomo non era pronto con la lavagnetta: peccato. Ma a Zurigo non ho visto giocatori stanchi: sappiamo reggere questi ritmi. Lavanchy e Yao avrebbero tutti e due potuto giocare novanta minuti: ho tolto Yao perché Jefferson è un sinistro naturale, e speravo mettesse qualche pallone importante in area per Janga.”

“Bottani, che era subentrato, ha servito Sabbatini sull’azione della traversa, poi ha cercato la soluzione personale. Non gli è riuscito tutto, ma ha messo in campo vivacità e mobilità e dinamismo davanti. Certo, può dare molto di più e lo sa: è un giocatore di qualità.”

Infine, il tecnico ha speso due parole per Fulvio Sulmoni, che ha annunciato il ritiro: “L’ho sempre fatto giocare, ha sempre dato il meglio. È un giocatore molto valido, una bella persona, umile ma che sa il fatto suo. Sono dispiaciuto per questa sua decisione, avrei preferito averlo nel gruppo in questo difficile finale di campionato. Gli auguro di risolvere i suoi problemi fisici, e che possa vivere la sua vita come desidera e come merita.”

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.