Udinese, letali gli ex

Perdere contro questa Atalanta, anche se in casa, ci sta, soprattutto se sei una squadra che lotta per non retrocedere. I bergamaschi, ormai, sono considerati a pieno titolo una delle maggiori forze del nostro campionato, staccandosi a suon di grandi prestazioni l’etichetta di provinciale per vestire i panni della grande. Percorso per certi versi inverso, invece, per l’Udinese, grande protagonista a sorpresa a cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del Duemila, tornata nelle vesti classiche di piccola squadra che lotta per salvarsi.

Il calcio è ciclico e i periodi magici si alternano con quelli bui: a fare la differenza, in questo contesto, è la lungimiranza della dirigenza. La famiglia Pozzo, per anni all’avanguardia nell’individuazione di giovani talenti da rivendere a peso d’oro, sembra aver perso questa grande qualità. La sfida di campionato che ha visto i friulani perdere contro l’Atalanta ne è la dimostrazione: le tre reti nerazzurre sono arrivate tutte per mano (o per piede, in questo caso) di un ex bianconero.

Zapata e Muriel hanno dato prova delle loro qualità con tre gol bellissimi, come quasi mai si è visto allo stadio Friuli: in bianconero i due attaccanti non hanno mai brillato eccessivamente, sembrando i cugini scarsi e appesantiti delle due belve che stiamo ammirando in nerazzurro. Zapata non è mai stato un idolo all’Udinese, dove ha fatto il minimo sindacale a livello di gol, giocando il più delle volte come pilone offensivo dalla scarsa mobilità. Muriel, invece, risulta proprio inviso alla tifoseria friulana: il feeling con l’Udinese non è mai sbocciato e di lui ci si ricorda maggiormente dei chili in più che dei gol.

Eppure Zapata è oggi tra i migliori centravanti in Serie A, prolifico e devastante a livello fisico, capace di impegnare da solo un intero reparto difensivo e Muriel mostra lampi di classe assoluta, anche se a intermittenza. I due calciatori sono stati fatti partire a cuor troppo leggero e se l’Udinese oggi è in piena lotta per la salvezza lo si deve anche a un pacchetto di attaccanti abbastanza sterile. I friulani hanno il secondo peggior attacco della Serie A e sono stati puniti severamente da due ex poco amati: qualcosa non gira più come un tempo in casa bianconera, dove si spera nell’ennesima salvezza ottenuta perché “c’è chi ha fatto peggio”.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.