La Roma riscopre la vittoria. E si gode il giovane Carles Pérez

Plagiando la mission di una delle più acerrime nemiche…vincere era l’unica cosa che contava in casa Roma nell’Andata dei Sedicesimi di Finale contro il Gent. Nel momento più buio dell’era Fonseca la sfida con il Gent aveva un peso specifico straordinario per i giallorossi, chiamati a fronteggiare una squadra in un ottimo momento di forma (4 vittorie e 1 pari dalla ripresa del Campionato in Belgio) e dalla buona caratura tecnica (come testimonia il primato in un girone di Europa League contenente anche Wolfsburg e Saint-Étienne). Missione compiuta, almeno per quanto riguarda gara 1: l’1-0 griffato Carles Pérez (con gentile compartecipazione della formazione belga) è infatti preziosissimo in chiave qualificazione, stante la capitale importanza di un clean-sheet nelle gare europee ad eliminazione diretta.

Per il resto, di veramente convincente nei 90 minuti dell’Olimpico c’è pochino da parte dei giallorossi; sotto ritmo e senza troppe idee i capitolini hanno da un lato il demerito di non tramutare in rete qualche ottima occasione costruita nel corso della gara (con Smalling vicinissimo al raddoppio in apertura di ripresa), dall’altra la bravura e la determinazione nello stringere i denti quando nell’ultima mezz’ora il Gent spinge in maniera forsennata mettendo spesso alla frusta la terza linea giallorossa. Come spesso capita quando si fa proprio l’intero bottino, non manca un un pizzico di fortuna; nel caso di specie, trattasi più dell’imprecisione di un avversario condannato da una moltitudine di errori negli ultimi trenta metri, a conti fatti decisivi nella vittoria di misura dei padroni di casa. Oltre al risultato, a strappare un sorriso a Paulo Fonseca ci pensa il giovane Carles Pérez: match-winner dell’incontro, il prodotto della Masìa è nel complesso il più frizzante dei suoi e tra i pochi oltre la sufficienza piena. La speranza, in casa Roma, è che la verve del giovane catalano possa dare brio a una squadra al centro di una preoccupante involuzione e, magari, serva con la propria concorrenza a stimolare anche uno dei talenti che più sta mancando alla Roma in questo frangente della stagione: quello di Cengiz Ünder.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.