Le Coppe di una volta #10 – La Coppa Intertoto UEFA

Chi non ricorda l’esperienza europea del Bologna di Carlo Mazzone, capace di approdare in semifinale di Coppa UEFA nella stagione 1998/99? Oppure quella del Perugia di Serse Cosmi, che nel 2003/04 visse la sua vetrina europea giungendo ai sedicesimi di finale di UEFA, pur in un’annata terminata con la retrocessione in B? In entrambi i casi fu decisiva la partecipazione a una competizione, in vigore dal 1995 al 2008, che consentiva alle squadre rimaste fuori dalle competizioni continentali di qualificarsi per la Coppa UEFA: la Coppa Intertoto.

La prima edizione della Coppa Intertoto venne giocata nel 1995 e vi parteciparono 60 formazioni. Tra queste non figuravano formazioni italiane, a causa della preoccupazione di dover cominciare la preparazione estiva troppo presto. La competizione, infatti, iniziava a fine giugno e terminava ad agosto, anticipando notevolmente il normale ritrovo per la ripresa degli allenamenti. Le prime due squadre vincitrici furono Strasburgo e Bordeaux, che si qualificarono così per la Coppa UEFA (il Bordeaux riuscì anche ad arrivare in finale, battuto solamente dal Bayern Monaco). Anche i due anni successivi l’Italia rinunciò in blocco e continuò l’epopea delle formazioni francesi (nel 1997 ci fu l’en plein con Bastia, Lione e Auxerre).

La prima partecipazione italiana avvenne nel 1998, con Sampdoria e Bologna pronte a giocarsi un posto in UEFA. Entrambe riuscirono a superare la trappola dei primi turni, in cui le formazioni avversarie colmavano il gap tecnico con una maggiore freschezza, ma poi si trovarono di fronte in semifinale: prevalse il Bologna, grazie al 3-1 dell’andata (che non influì sullo 0-1 del ritorno). In finale i felsinei sbrigarono la pratica Ruch Chorzow già all’andata, in Polonia, grazie alle reti di Kolyvanov e Signori. Fu il preludio a una grande stagione del Bologna, che culminò con il nono posto in campionato e la semifinale in Coppa UEFA.

Anche nel 1999 si presentarono ai nastri di partenza due formazioni italiane: il Perugia e la Juventus. Ma mentre gli umbri vennero fermati dai turchi del Trabzonspor al terzo turno, i bianconeri arrivarono fino in fondo alla competizione, riuscendo anche a mantenere l’imbattibilità. L’ultimo ostacolo, il Rennes, venne superato con la vittoria di Torino (2-0) e il pareggio in Francia. Il 2000 rivide il Perugia tra le partecipanti, ma ancora una volta fu l’altra formazione italiana, l’Udinese, a prendersi tutti gli onori. I ragazzi di Cosmi uscirono per mano dello Standard Liegi già al secondo turno, mentre i friulani, guidati da De Canio, eliminarono in fila Aalborg, Austria Vienna e Sigma Olomuc e riuscirono ad alzare il trofeo.

Ci andò vicino anche il Brescia, nel 2001, ma in finale venne sconfitta dal Paris Saint-Germain. Ci provarono il Perugia e il Torino l’anno seguente, ma entrambe le formazioni vennero eliminate al terzo turno, rispettivamente per mano dello Stoccarda e del Villarreal. Per il Perugia la volta buona fu la quarta: nel 2003 la finale contro il Wolfsburg le consegnò le chiavi della Coppa UEFA. Fu l’ultima affermazione di una squadra italiana: dopo un anno sabbatico fu la Lazio a riprovarci, nel 2005, ma sbattè contro il Marsiglia in semifinale. Dal 2006 la competizione perse via via importanza. Il regolamento venne modificato: solo tre turni per un totale di undici squadre qualificate, con la vincitrice assoluta determinata in base al ruolino nella successiva Coppa UEFA (e fu il Newcastle ad avere il cammino più lungo). Toccò poi all’Amburgo (ma la Sampdoria fu tra le qualificate) e al Braga fregiarsi degli ultimi due titoli. Adesso la Coppa Intertoto è solamente un ricordo.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.