Sarri e il suo gioiello più luminoso: Dybala si è ripreso la Juve

Un annetto chiusa nello scrigno di casa, un po’ impolverata e apparentemente passata di moda, ora la Joya ha ripreso a brillare al collo della Vecchia Signora. Può capitare che si si stanchi temporaneamente di uno dei gioielli più belli in possesso, salvo poi “rispolverarlo” quando meno te l’aspetti. Più o meno, è quello che sta capitando alla Juve e a Paulo Dybala. L’argentino è il volto del momento in casa bianconera: la punizione con la quale ha deciso la sfida di Champions contro l’Atlético Madrid è un qualcosa di magico, per la posizione dalla quale è stata calciata, per l’idea e il coraggio di tirare in porta, per il mix di potenza e precisione con i quali quel meraviglioso mancino del numero 10 bianconero ha disegnato la traiettoria vincente.

E pazienza se CR7 non sta attraversando il suo miglior momento, perché mister Sarri può contare sugli altri due tenori dell’attacco: Gonzalo Higuaín e Paulo Dybala, appunto. Della rinascita del Pipita si è parlato in abbondanza e i meriti sono, in primis, dell’allenatore, che conosce l’argentino meglio di chiunque altro sulla faccia della Terra. Ma il lavoro che l’ex tecnico del Chelsea sta facendo con Dybala è altrettanto prezioso. E le conseguenze si vedono in campo: la Joya è un calciatore rinato sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quello mentale. Si vede che gioca spensierato, si prende rischi che qualche mese fa non si sarebbe preso, salta l’uomo con più convinzione e, non ultimo, tira in porta da posizioni in cui qualsiasi altro comune giocatore non si sognerebbe nemmeno di calciare.

Contro i colchoneros è stato a tratti devastante: stop a seguire, tacchi, giocate di classe e il capolavoro su punizione. Ha letteralmente fatto ammattire la difesa avversaria, facendo ammonire Hermoso dopo una giocata clamorosa con stop di tacco e tunnel annesso per saltare l’avversario. Un piacere alla vista e una manna dal cielo per tutto l’ambiente bianconero, che riabbraccia un campione (e un patrimonio) proprio nel momento di maggiore bisogno. Il cambio modulo messo in atto da Sarri (dal 4-3-3 al 4-3-1-2), per ora, ha avuto effetti benefici sull’argentino, che gioca in posizione più centrale, senza comunque rinunciare ad allargarsi sulle fasce. Si sente più nel vivo del gioco, i compagni lo cercano di più e lui, come detto, si prende rischi che prima non si prendeva.

Quattro gol in campionato (e alcuni pesanti, come quello all’Inter o quello al Milan, realizzato poco dopo il suo ingresso in campo) e tre in Champions, che hanno fruttato 6 punti e una buona fetta di qualificazione agli ottavi. Certo, all’argentino il popolo bianconero chiede di essere decisivo anche fra qualche mese, nelle sfide decisive. Ma per ora Dybala c’è, e questa è già di per sé una grande notizia.

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Sardo di origini sicule, ama il calcio dalle “notti magiche” di Italia ’90. È laureato in Lingue con una tesi sulla lingua del calcio. Pubblicista, ha collaborato col periodico Vulcano e la tv sarda Videolina.