Ligue 1 – Re Mida Payet, amaro Garcia, il Marsiglia è secondo! Icardi, il vero matador del PSG

Si scrive Payet, si legge Marsiglia. Non poteva che essere lui, la stella di casa OM, a decidere l’Olympico, la sfida mai banale contro il Lione, in un ambiente da brividi come quello del Vélodrome. Prima un rigore, poi un assolo, il più classico uno-due utile per tramortire il grande ex Rudi Garcia e regalare una vittoria che mancava da cinque anni a chi pensa che “Droit au but” sia molto più di un semplice motto. Tre punti che servono all’OM per conquistare il secondo posto in solitaria, a -8 dal PSG capolista ma di nuovo ad un’altitudine tale da giustificare arie da Champions League. Payet, si diceva, non può che prendersi la copertina in una partita in cui, all’OL, sono mancate le invenzioni e la leadership del suo naturale avversario diretto, quel Memphis Depay la cui assenza ha finito per affossare il tentativo di rimonta lionese, vano e flebile nonostante un buon quarto di partita giocato in superiorità numerica (rosso ad Alvaro Gonzalez) e dopo il gol della speranza realizzato da Moussa Démbéle, nuovo capocannoniere di Ligue 1 insieme a Ben yedder, a quota nove centri. Per Garcia, si tratta della prima sconfitta in campionato da che ha preso il posto di Sylvinho, un risultato che pone fine ad una striscia condita da sette punti nelle precedenti tre uscite e che lascia l’OL in quel limbo in cui la zona calda è molto più vicina di quella al profumo d’Europa.

Non ha di questi problemi il Paris Saint-Germain, sempre più legato a doppio filo alla vena realizzativa di Mauro Icardi. Il quinto gol in campionato dell’argentino (in sei partite) ha risolto la pratica Brest, in quella che sembrava sul punto di diventare l’ennesima trasferta-trappola. Dentro a dieci dalla fine al posto di Edinson Cavani, sull’1-1 dopo che Grandsir aveva pareggiato il pallonetto del solito Di Maria, è stato lui a trovare il guizzo che ha regalato a Tuchel la quinta vittoria nelle ultime sei, un immediato riscatto in campionato dopo la sconfitta di Digione e un bis a pochi giorni dopo il passaggio del turno in Champions, vidimato con l’1-0 sul Bruges, deciso, guarda caso, da un suo gol. La partecipazione alla manovra non è salita in percentuale rispetto all’esperienza in nerazzurro, tantomeno è scemata la sua capacità negli ultimi sedici metri, Icardi sta riuscendo a trovare spazio nel PSG con le armi che gli sono, da sempre, proprie. Per pensare al rinnovo, Leonardo dixit, c’è ancora tempo, intanto, a suon di gol, tutto finisce per essere derubricato.

Sedici punti su diciotto disponibili, cinque vittorie e un pari nelle ultime sei: se c’è una squadra, in tutta la Ligue 1, ad avere… semaforo verde in questo momento è, senza dubbio, il Saint-Étienne. L’arrivo di Claude Puel ha completamente stravolto la realtà di chi, di vittorie, ne aveva assaggiata soltanto una nelle prime sette di campionato, al debutto, sotto la gestione di Ghislain Printant. Quella della Beaujoire contro il Nantes (3-2, doppio Bouanga) ha avuto, come allegato, l’aggancio al terzo posto, seppure insieme all’Angers, a -9 dal PSG, il modo migliore per dimenticare la clamorosa rimonta subìta in Europa League contro l’Olexandriya e completare l’ingresso nella bagarre di chi ha giustificate ambizioni d’Europa. Quegli stessi sogni che ha dovuto accantonare, almeno per il momento, il Nantes, fino a qualche settimana fa grande rivelazione di stagione e contro Les Verts incappato nella quarta sconfitta consecutiva, dopo quelle contro Metz, Monaco e Bordeaux.

Proprio i girondini di Paulo Sousa non sono andati oltre l’1-1 in casa del Nizza, nell’anticipo, con il rigore di Jimmy Briand a riprendere il momentaneo vantaggio nizzardo firmato da Lees-Melou: vista la stagione, qualcosa di molto simile ad un brodino per chi, come la banda Vieira, ha vinto solo una delle ultime sette, una mezza occasione persa per chi, vedi Bordeaux, proprio non riesce a trovare continuità. Mood molto simile a quello del Lille, squadra che non sembra trovare in Francia quelle soddisfazioni che sono mancate lungo il cammino in Champions League. Dopo il poker di Valencia, un altro k.o., questa volta in casa, contro la matricola Metz, uno 0-0 che conferma l’andamento a singhiozzo dei vicecampioni di Francia, al secondo pareggio interno nelle ultime tre, dopo quello con il Nîmes e che lascia, in eredità, la squalifica del bomber Osimhen, assente alla ripresa contro il Paris Saint-Germain. PSG con la seconda migliore difesa del campionato, la numero è rimane del Reims, che inchiostra, ça va sans dire, un pareggio senza gol contro l’Angers, nella sfida tra chi avrebbe firmato per essere nei pressi di quota 20, a metà del lavoro in ottica salvezza, dopo il primo terzo di stagione.

Finalmente in linea con i disegni tratteggiati in estate sembra finalmente essere anche il Monaco, con sofferenza in grado di superare a domicilio il Digione, infilando così la terza vittoria nelle ultime quattro giornate, un’immediata risposta alla sconfitta rimediata allo Chaudron. In uno dei rari episodi senza gol di Wissam Ben Yedder, a tenere ben visibili le porte dell’Europa c’ha pensato l’assist numero sette in stagione di Islam Slimani, miglior passatore di tutta la Ligue 1, chiuso nel definitivo 1-0 dal russo Golovin.

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Giornalista sportivo oltrepadano per vocazione e bolognese d’adozione, folgorato sulla via di Parigi, con l’Argentina nel cuore e George Best sul comodino. Telecronista DAZN ed Eurosport, ex Premium Sport, parla spesso di Ligue 1, in radio o in tv, ovunque tranne che nel sonno. Dicono di lui: “Grande professionista, poi ha cominciato a mangiare ragù…”