Una divisa viola per tutelare gli arbitri minorenni

In Inghilterra, come purtroppo accade in tanti Paesi in tutto il mondo, anche gli arbitri, soprattutto i più giovani, sono spesso vittime di insulti, offese, a volte anche aggressioni verbali e fisiche da parte di giocatori, dirigenti e spettatori. E queste esperienze rischiano di essere a volte traumatiche per gli stessi giovani, tante volte studenti che hanno la stessa età o pochi anni in più rispetto ai calciatori che si ritrovano ad arbitrare nei fine settimana.

La Cheltenham Youth Football League ha così lanciato, già dalla scorsa primavera, un’interessante campagna proprio per tutelare gli arbitri minorenni, i più sensibili anche sul piano giuridico. L’idea è stata quella di introdurre una divisa, di colore viola, appositamente pensata per questi ragazzi, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica e indicare il loro status di minorenne, tutelandoli maggiormente da abusi provenienti da dentro e fuori dal campo.

Il programma presentato dalla CYFL è chiaro:

“Rifletti su quanto segue e ricorda che i nostri giovani arbitri vestono delle maglie viola:

  • Sono ancora uno studente
  • Sto imparando
  • Ci saranno delle decisioni sbagliate
  • Alcune decisioni potranno essere prese contro di voi, non è un complotto
  • Non giudicarmi come se fossi un esperto arbitro di Premier League
  • Ciò che dici e fai può essere considerato come “abuso di minore”
  • Le tue proteste mi spingono a cambiare una decisione o mettermi più pressione nel fare ancora più errori”

Un’idea che è stata subito apprezzata dai giovani arbitri, che in più interviste hanno raccontato di esperienze passate tutt’altro che gradevoli, come accade ogni week-end anche sui nostri campi. E, in effetti, l’associazione avrebbe già registrato un calo dei casi di “abuse child” sui direttori di gara minorenni, con giocatori, dirigenti e genitori che, messi davanti alla consapevolezza della giovane età del proprio arbitro, sembrano aver preso maggior consapevolezza, limitando le proprie, spesso rabbiose, proteste.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.