Un campione del mondo per la salvezza del Brescia: Grosso deve invertire la tendenza

Da campione del Mondo nel 2006 ad allenatore in Serie A tredici anni dopo: è questa la storia di Fabio Grosso, neo tecnico del Brescia. Succede ad Eugenio Corini, reo secondo Cellino di aver perso troppi punti nelle ultime gare.

Grosso approda a Brescia con un po’ di scetticismo visto i suoi trascorsi da allenatore non proprio vincenti: dal sesto posto di Bari è passato l’anno scorso a Verona dove con l’Hellas è stato esonerato a ridosso della zona play-off con la squadra che poi riuscì a salire in Serie A con Alfredo Aglietti. L’Hellas Verona potrebbe rappresentare lo spartiacque della sua carriera: la sconfitta è costata la panchina a Corini, mentre Grosso svincolandosi dagli scaligeri prende proprio il suo posto.

Cellino non è nuovo a lanciare tecnici più o meno emergenti: Massimiliano Allegri nel 2008 è riuscito a sopravvivere dopo cinque sconfitte consecutive riuscendo poi a terminare la stagione con un’impetuosa rimonta che varrà ai sardi il settimo posto in classifica. Meno fortunato l’esito con David Suazo, chiamato lo scorso anno in Serie B ed esonerato dopo sole tre giornate: Corini, il suo sostituto, fece decisamente meglio.

Il presidente del Brescia ha voluto rischiare: i campioni del Mondo del 2006 non hanno avuto molte gioie in panchina. Da Gattuso, forse il migliore con il quinto posto del Milan dello scorso anno, a Filippo Inzaghi passando per Oddo, Gilardino, Nesta e Cannavaro. Nessuno ha fatto faville come allenatore, ma la strada è ancora lunga e serve esperienza: Grosso invece dovrà farsi le ossa in Serie A debuttando sulla panchina di una piazza esigente con la speranza di rimanere nella massima serie.

Chi debuttò bene in Serie A fu Roberto D’Aversa a Parma lo scorso campionato: dopo le promozioni filate dalla Lega Pro e Serie B, il tecnico si è guadagnato la riconferma a suon di ottimi risultati culminati con la salvezza conquistata con due giornate d’anticipo. Nell’aprile 2016 toccò invece a Simone Inzaghi esordire in Serie A: da semplice traghettatore non si è più schiodato dalla panchina biancoceleste mettendo in bacheca anche una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.

In ordine di età, Fabio Grosso è il secondo allenatore più giovane di questo campionato, due anni più vecchio di Thiago Motta, anch’esso appena subentrato a Genova. La squalifica di Carlo Ancelotti però ha portato suo figlio, Davide, ad essere quest’anno il più giovane ad essersi seduto su una panchina in Serie A nella partita Roma-Napoli.

Per Grosso non sarà facile: la storia non è proprio dalla sua parte, ma l’eroe di Berlino vuole diventare il salvatore di Brescia. Perché il cielo, in fin di conti, è azzurro anche sopra la città lombarda.

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Nato a Brescia nel marzo del 1992, ama lo sport in generale, soprattutto calcio, tennis e motori. Pratica i primi due a livello amatoriale senza grandi risultati. Appena può, ama seguire gli sport "dal vivo".