Allsvenskan 23/a – Sempre più serrata la lotta per il titolo

Nella boxe si usa dire, come sappiamo, “Fuori i secondi” all’inizio del match: e, questo fine settimana, è stato quello del “Fuori i secondi” nell’Allsvenskan. Le prime tre, infatti, hanno ottenuto l’intera posta battendo, in due casi (l’AIK superando in trasferta l’Häcken e il Malmö regolando in casa, di misura, il Norrköping), due compagini che seguivano il gruppetto di testa immediatamente a ridosso. Come da pronostico, invece, la vittoria casalinga del Djurgården contro l’Helsingborg, che aveva respirato la scorsa settimana una boccata d’ossigeno.

Posizioni invariate, dunque. Il calendario, come scrivevamo la scorsa settimana, favorisce gli Järnkaminerna, attesi da tre impegni, sulla carta, favorevoli. L’AIK, la settimana prossima, dovrà invece vedersela contro l’Hammarby, in un attesissimo derby alla Tele2Arena. Bajen ci arrivano lanciatissimi, dopo aver sgretolato, con un punteggio tennistico, il Göteborg che pure, finora, aveva fatto benino. Una classica partita da tripla dove, a vincere, potrebbe essere il Djurgården che, la sfida, la guarderà seduto sul divano, magari con già in tasca i 3 punti ottenuti sul campo di un Sundsvall sempre più mestamente all’ultimo posto in graduatoria.

L’AIK, nella sfida contro l’Häcken andata in onda su Sportitalia, e che abbiamo commentato assieme al collega di testata Ivan Fusto, ha disputato una partita forse non bella ma, sicuramente, estremamente concreta. Gli avversari, favoriti anche dal fatto di giocare sul campo sintetico, hanno avuto, oltre al maggiore possesso di palla, il primato rispetto ai tiri verso la porta. Gli Gnaget hanno vinto con un rigore tutto sommato generoso, e hanno segnato il primo gol grazie anche a un’astuzia di Obasi (che, magari, qualche altro direttore di gara avrebbe definito in altro modo). Però è un fatto che l’undici di Norling, nonostante sia brutto e cattivo, esprima anche una concretezza notevole. Ed è lì, a incombere, anche se diversi commentatori, in Svezia, lo considerano meno delle altre due.

I prossimi tre impegni saranno tutto sommato abbordabili anche per il Malmö il quale, non a caso, è stato indicato da tutti i principali commentatori svedesi come il vero rivale degli Järnkaminerna nella corsa al titolo. Gli Himmelsblått, tuttavia, avranno anche l’impegno europeo dove, ironia della sorte, troveranno il Copenhagen (oltre, ovviamente, al “nostro” Lugano, che seguiamo con assiduità nella nostra rubrica dedicata al calcio elvetico) vale a dire i propri dirimpettai geografici, per una sfida ricca di elementi non solo calcistici. Insomma, saranno due incontri (sei complessivi, come sappiamo) che porteranno via loro un sacco di energie, soprattutto mentali, con tutto ciò che ne conseguirà.

Il Djurgården, in questo fine settimana, ha poi ritrovato un uomo che potrebbe risultare decisivo nella corsa al titolo. Emir Kujović, capocannoniere del Norrköping di Andersson (che si laureò campione nel 2015), rientrato in Svezia dopo un’avventura senza troppa gloria in Germania, ieri è tornato a colpire. Entrato al 71′ in sostituzione di Edwards, in una sfida ancora inchiodata sullo 0-0, ha infatti trovato un’importantissima doppietta (al 72′ e 79′) con due tocchi sottomisura (di testa il primo e di piede il secondo). Qualche mugugno, da parte degli ospiti, per un gomito malandrino di Buya Touray nella prima frazione, che poteva essere sanzionato con un cartellino rosso.

In definitiva, una sfida apertissima tra le prime tre, con l’Hammarby (che ha raggiunto il quarto posto, superando l’Häcken) attaccato al trenino di testa, e che spaventa in virtù di un attacco davvero impressionante (55 gol segnati: il Malmö, secondo in questa classifica, si ferma a 41). La compagine guidata da Billborn però accusa ben 32 reti al passivo, che hanno contribuito a qualche risultato negativo di troppo. Da ciò, il ritardo di 6 punti in classifica. Tuttavia, i Bajen hanno davanti a loro lo scontro diretto con la capolista: il derby della Tele2Arena, il 6 di ottobre.

Certo, difficile che possano rientrare in gioco, soprattutto considerando che, davanti, hanno ben 3 squadre. Tuttavia, la loro tradizionale grinta e il calore del loro pubblico saranno elementi che potrebbero, in qualche modo, incidere nella lotta per alzare la Lennart Johannson Pokal, il trofeo destinato alla squadra vincitrice del titolo. Di sicuro ne saranno gli arbitri, visto che se la dovranno vedere con tutte e tre le squadre che li precedono.

In coda, oltre ai risultati negativi delle ultime tre, con la sconfitta casalinga contro il Kalmar, l’Östersunds è ufficialmente entrato nel gruppo di coda. Il contemporaneo risultato negativo del Falkenbergs terzultimo (2-0 in casa del Sirius nell’anticipo del venerdì), fortunatamente per loro, rende quest’ulteriore stop dei rossoneri meno drammatico. Tuttavia, è un dato di fatto che i rossoneri siano alla quarta partita persa consecutiva (la sesta nelle ultime otto disputate) e non vincano dal 14 luglio (2-1 sul Norrköping). Serve, quindi, una sferzata, per mettersi al riparo il prima possibile da fastidiose sorprese.

Allsvenskan 2019 23/a giornata – risultati

Venerdì 13 settembre

Sirius-Falkenbergs 2-0  (1-0)

Sabato 14 settembre

Östersunds-Kalmar  1-2  (1-0)
Örebro-Sundsvall  0-0  

Domenica 15 settembre 

Häcken-AIK  1-2  (0-1)  
Malmö-Norrköping  1-0  (0-0)
Hammarby-Göteborg  6-2  (3-1)

Lunedì 16 settembre

Djurgården-Helsingborg  2-0  (0-0)
Eskilstuna-Elfsborg  2-2  (1-0)

CLASSIFICA PROVVISORIA ALLSVENSKAN 2019  – 23/a giornata 

Pos. Squadra Gol fatti/subiti Punti | Pos. Squadra Gol fatti/subiti Punti
1 Djurgården 39/13 50 | 9 Elfsborg 31/37 29
2 AIK 35/17 49 | 10 Sirius 26/41 22
3 Malmö 41/14 47 | 11 Östersunds 21/37 21
4 Hammarby 55/32 44 | 12 Kalmar 19/35 21
5 Häcken 38/20 43 | 13 Helsingborg 21/38 21
6 Göteborg 37/24 41 | 14 Falkenbergs 19/48 16
7 Norrköping 37/20 40 | 15 Eskilstuna 21/47 15
8 Örebro 35/36 29 | 16 Sundsvall 20/36 13

Legenda: qualificata ai preliminari di CL, qualificate ai preliminari di EL, allo spareggio per non retrocedere con la terza classificata in Superettan, retrocesse in Superettan

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.