Tour de France 2019 – Un Viviani “cipollinizzato”

Da due giorni, il particolare club formato da corridori che hanno vinto almeno una tappa in ognuno dei tre grandi giri ha un tesserato in più. Un tesserato che di nome fa Elia e cognome fa Viviani.

Il veronese di Isola della Scala è riuscito a entrare in questo gotha di pochi eletti timbrando il cartellino nella 4/a tappa del Tour de France 2019, la Reims-Nancy. Un successo, quello alla Grande Boucle, che fa il paio con le 5 vittorie al Giro d’Italia e 3 alla Vuelta a España. Un successo con due significati precisi ed evidenti.

In primis, la vittoria in questa tappa del Tour de France 2019 mette definitivamente a tacere i soliti noti che stanno male se non pontificano su tutto pur non avendone le competenze. Persone che non saprebbero distinguere una bicicletta da un ferro da stiro ma che sono state pronte a crocifiggere Viviani dopo il suo “0” alla voce delle tappe vinte lo scorso Giro d’Italia. Elia, da grande campione qual è, non si è scomposto.

Metabolizzata la delusione per il Giro e ricaricate le batterie, il veneto prima si è tolto la soddisfazione di centrare una doppietta al Giro di Svizzera, conquistando i traguardi di Arlesheim e Einsiedeln e poi è arrivato il sorriso di Nancy.

Un sorriso centrato alla maniera di…Mario Cipollini. Di diverso vi è solo il colore, dato che si è passati dal rosso della Saeco al blu della Deuceninck – Quick Step, ma è sembrato davvero di rivedere il treno che tanto fondamentale è stato per Re Leone nel corso della sua carriera. La formazione belga ha preso le redini della corsa a 1500 metri dall’arrivo e mano a mano in testa al gruppo si sono alternati i vari “vagoni”. Tra cui, nel finale, addirittura la Maglia Gialla Julian Alaphilippe.

Poi è toccato a Morkov prima e Richeze poi lanciare Viviani, con Elia che è stato letteralmente esplosivo negli ultimi 150 metri, meritandosi la vittoria.

Davvero ci è sembrato di tornare indietro di 20 anni, a quel Tour de France 1999 dove Mario Cipollini centrò uno stupendo poker di tappe. Sarebbe davvero bello che Viviani si “cipollinizzasse” anche da quel punto di vista.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.