RPL 2019/20: l’Arsenal Tula

A pochi giorni dall’inizio della RPL vi portiamo alla scoperta di ciascuna delle sedici partecipanti. Oggi è il turno dell’Arsenal Tula.

UNA NUOVA REALTA’ EUROPEA-Nel giro di un lustro l’Arsenal è passato dal continuo saliscendi tra le due categorie di maggior spicco in Russia alla qualificazione in Europa League, ottenuta al termine di un bienno concluso sempre nella prima metà della classifica. Un risultato ancor più sorprendente se si tiene in considerazione il fatto che a Tula, dieci anni fa, si faticava a disputare la terza serie. Dopo alcuni esperimenti completamente insensati (su tutti la decisione di non acquistare giocatori stranieri) l’Arsenal ha finalmente raggiunto l’equilibrio necessario per raggiungere traguardi importanti.

IL NODO PRESTITI SCADUTI-Sarà un’estate calda per il club. La scadenza dei numerosi prestiti ha mutato completamente la fisionomia della rosa, privata degli elementi principali. Se prima bastava qualche rinforzo per ambire ai gironi di Europa League ora è necessario un intervento massiccio sul mercato per evitare che le fondamenta del progetto si sfaldino durante l’anno, un po’ come capitato all’Ufa la stagione scorsa. Confermarsi non sarà così scontato.

LA DIFESA: VOTO 7-Se escludiamo le ultime due giornate della scorsa stagione l’Arsenal nel 2019 ha subito soltanto due reti in undici partite di campionato. La maggiore qualità della retroguardia è stata decisiva per il sesto posto finale e, presumibilmente, lo sarà anche per il futuro prossimo, dato che è il reparto che ha ricevuto meno scossoni. In porta Levashov, nativo proprio di Tula, ha dimostrato di essere diventato un numero uno affidabile, affiancato da una riserva di livello come Nigmatullin. Bakari Konè ha conferito esperienza a un pacchetto arretrato che può contare anche sul capitano Kirill Kombarov e sul redivivo Belyaev. Completano la difesa terzini fluidificanti del calibro di Grigalava e Khagush, mentre lo spagnolo Alvarez si è rivelato una scommessa vincente per la continuità delle sue prestazioni.

IL CENTROCAMPO: VOTO 6,5-Salutati due elementi di rilievo quali Kadiri e Tkachev (Kostadinov è invece a un passo dall’essere riscattato) la linea mediana è attualmente ridotta all’osso. Berkhamov è un buon comprimario, Gorbatenko è reduce da quella che forse è la migliore stagione della sua carriera, impreziosita anche da qualche gol spettacolare. Il bulgaro Aleksandrov non sembra meritarsi una maglia da titolare ed è quasi certo che Cherevchenko attingerà dalla squadra riserve, qualora il mercato non dovesse aiutarlo adeguatamente.

L’ATTACCO: VOTO 6-Il reparto offensivo è quello che più si è indebolito durante l’estate. Mirzov, Lesovoj, Bakaev, Ozegovic e Djordjevic, protagonisti della qualificazione in Europa League, sono tornati alle squadre di appartenenza lasciando un vuoto importante. L’Arsenal sta lavorando per rinnovare almeno i prestiti dei due giocatori dello Zenit, facendo leva soprattutto sulla volontà di Djordjevic, ma la situazione è ancora poco chiara. L’unico giocatore confermato, a conti fatti, è lo zambiano Kangwa, mentre è stato prelevato dalla Dinamo Mosca Lutsenko, alla ricerca del riscatto dopo una stagione alquanto negativa.

LA STELLA: EVANS KANGWA-Da non confondere con il gabonese Guelor Kanga, ex talento del Rostov, il giocatore dello Zambia si è messo in luce negli ultimi mesi, inserendosi alla perfezione nel sistema di gioco di Cherevechenko. Rapido, minuto e dotato di un ottimo fiuto del gol. Dategli un centravanti (magari ancora Djordjevic) e lui gli farà da spalla in maniera ineccepibile. Prelevato dal Gaziantepspor nel 2017, vanta una coppa d’Africa conquistata sette anni fa.

L’ALLENATORE: IGOR CHEREVCHENKO- La scorsa estate l’Arsenal aveva scelto Oleg Kononov, intraprendendo una chiara strategia di gioco offensiva. Il passaggio del bielorusso, in autunno, allo Spartak ha costretto la società a cambiare in corso d’opera, ripiegando su un tecnico ancora di secondo piano. Cherevchenko, però, ha sorpreso tutti, confezionando una squadra solida in tutti i reparti, soprattutto in quello difensivo, spesso deficitario durante la gestione del suo predecessore. Il 44enne tagiko sembra davvero l’uomo giusto per continuare il cammino intrapreso, consentendo alla città di Tula di mantenere una posizione di rilievo nel panorama calcistico russo ed internazionale.

LA FORMAZIONE TIPO-La sessione di mercato è ancora giovane e, come detto, a Tula si attendono rinforzi. Intanto proviamo ad immaginare un eventuale undici con il materiale a disposizione.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.