FNL 2019/20: lo SKA Khabarovsk

A pochi giorni dall’inizio della FNL (Futbol’naja Nacional’naja Liga, la serie cadetta russa), vi portiamo alla scoperta di ciascuna delle partecipanti. Oggi è il turno dello SKA Khabarovsk.

UN LIVELLO DIFFICILE DA MANTENERE- Dopo la storica promozione nella massima serie lo SKA ha faticato a trovare la propria dimensione. L’esordio in RPL si è concluso con un tutt’altro che dignitoso ultimo posto e la conseguente retrocessione, mentre la scorsa stagione non lo ha mai visto realmente in corsa per le posizioni di testa. Gli spareggi, pur essendo stati alla portata fino alla fine, sono sempre risultati troppo distanti, complice un cammino discontinuo tra le mura amiche. In quello che dovrebbe essere un fortino, soprattutto per questioni geografiche, lo SKA ha raccolto soltanto 35 punti in diciannove incontri (settima in classifica se si considerano solo le partite in casa). Discreto, invece, il bottino in trasferta, con 23 punti, un risultato tutt’altro che scontato per la compagine guidata da Poddubsky.

OBIETTIVO PROMOZIONE- Nell’estremo Oriente si punta a rientrare nel calcio che conta, almeno a livello nazionale. La strada, però, è decisamente in salita, sia per il numero e il valore delle avversarie che per le questioni interne legate alla rosa: al momento sono soltanto quattordici i calciatori tesserati (nel ritiro si è aggregato qualche elemento delle giovanili) e la sessione di mercato non sembra far presagire la messa a segno di colpi eclatanti. La longitudine di Khabarovsk, a tal proposito, pesa molto; a detta del tecnico Poddubsky i diciotto calciatori che hanno lasciato la prima squadra in estate lo hanno fatto unicamente per questioni personali. Lo stesso allenatore, tornato in panchina dopo essere stato il fautore della storica qualificazione in RPL, ha comunque smorzato sul nascere ogni paura sul valore della rosa e infatti nelle ultime ore sono arrivati due elementi comunque di peso per la categoria, l’esperto centravanti ex Tom Kuzmichev e il portiere Obukhov, fino a qualche settimana fa al Tyumen’. Il precampionato si è aperto con una sconfitta, patita in amichevole contro gli azeri del Neftchi (possibile avversari dell’Arsenal al secondo turno preliminare di Europa League). La strada verso la promozione è ancora lunga.

LA DIFESA: VOTO 5,5– Nella stagione appena conclusa lo SKA ha subito quarantuno reti in trentotto gare. Un dato statistico non così pessimo, ma da migliorare assolutamente se si cerca di raggiungere le posizioni di vertice. Tra i pali Obukhov dovrebbe essere il titolare, sebbene Soromytko si giochi le sue chance, la retroguardia invece sarà guidata dall’esperto Nikolaj Zajtsev, ex Amkar Perm. Completano il reparto Trufanov e Suslov, con Kvekveshiri che può essere utilizzato in più zone del campo. Hanno salutato il club, invece, Bujvolov e Cherevko e Khomukha.

IL CENTROCAMPO: VOTO 6,5– Oltre al già citato Kvekveshiri, il quale rappresenta un impeccabile schermo difensivo, la linea mediana può fare affidamento anche su alcuni giocatori dal buon talento offensivo. Vaschenko e Shaligin sono i nomi del futuro, mentre Maksimenko e Nikiforov sono altri due prodotti della scuola locale ma con molta più esperienza. L’ultimo vanta anche delle presenze con la maglia della nazionale B.

L’ATTACCO: VOTO 6- Per vincere i campionati la difesa è basilare ma occorre anche segnare con una discreta continuità. I numeri in fase offensiva lo scorso anno non sono stati così pessimi (46 reti, meglio di ben tre squadre che hanno terminato in una posizione migliore), anche perché spesso i gol sono stati diluiti con criterio, vincendo addirittura otto volte col punteggio di 1-0. Le dominatrici Tambov e Sochi, però, hanno segnato molto di più e il Tom, terzo con solo quaranta reti all’attivo, ha fatto leva su una retroguardia granitica. Subendo, di media, una marcatura a partita il reparto offensivo è giocoforza costretto a cambiare passo. Kuzmichev in FNL è una garanzia, Kabaev un po’ meno. La speranza è quella di ottenere nuovamente in prestito dal CSKA Konstantin Bazelyuk, anche se in ogni caso buona parte dell’attacco dipenderà dall’apporto dei centrocampisti, molti dei quali in grado di farsi valere nei pressi della porta.

L’ALLENATORE: ALEKSEJ PODDUBSKY- Una vera e propria bandiera di questo club, del quale ha vestito la maglia per oltre dodici anni. Anche la sua carriera in panchina è strettamente legata a Khabarovsk e, dopo una piccola parentesi come direttore sportivo (Vadim Evseev ha preso il suo posto fino alla scorsa primavera, quando è finito all’Ufa), il 47enne specialista è tornato al timone di quella squadra che nel 2017 era riuscito a spedire in Russian Premier League al termine di un estenuante confronto con l’Orenburg. Giovane ma esperto, intelligente e grande conoscitore dell’ambiente: probabilmente l’uomo migliore per guidare lo SKA verso traguardi ambiziosi.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.