Eredivisie – L'”altra” Top XI della stagione 2018/19

In Olanda, come raccontato nelle scorse settimana, è calato il sipario sull’Eredivisie 2018/2019 con l’epilogo della coda rappresentata da playoff e Nacompetitie. La stagione, caratterizzata da un testa a testa tra Ajax e PSV Eindhoven infiammatosi sul finale con la rimonta dei Lancieri, ha visto biancorossi di Amsterdam e Boerens monopolizzare fisiologicamente la Top-XI del Campionato appena concluso, con il solo Lars Unnerstall a infrangere questo dominio biancorosso.

L’Eredivisie, però, si è animata grazie anche ai tanti spunti regalati dall’“altra” Eredivise; quella dei “terrestri” che per nove mesi hanno sgomitato alle spalle di due imprendibili battistrada, e per le quali è giusto a fine stagione disegnare una “Top XI”. L’esercizio, per nulla facile, costringe gioco forza ad esclusioni sofferte e ballottaggi sciolti per un’inezia; vediamo quindi chi sono gli undici selezionati per questa Top-XI dell'”altra Eredivisie”.

Portiere: Marc Bizot (AZ Alkmaar)
Seconda stagione in Eredivisie dal rimpatro successivo all’esperienza in Belgio per il ventottenne portiere dei Cheesefarmers: seconda qualificazione consecutiva all’Europa League senza playoff per l’AZ Alkmaar, grazie anche alla straordinaria verve del portiere di Hoorn. 34 presenze su 34 (come nella stagione precedente), di cui 14 a porta invìolata (oltre il 30%) per l’estremo difensore della squadra guidata da van den Brom, che nel proprio numero uno ha trovato uno dei propri punti cardine. Sul podio dell’Eredivisie in termini di cleansheets per la seconda volta consecutiva, e secondo per un soffio a Unnerstall nelle nostre valutazioni di fine stagione, è per distacco Marc Bizot a difendere la porta dell’undici dell'”altra Eredivisie” da noi selezionato.

Terzino destro: Kingsley Ehizibue (PEC Zwolle)
Noto ai più in Italia probabilmente per il clamoroso dietrofront last-second rifilato a Preziosi a Gennaio, quando il passaggio al Genoa sembrava a un passo dall’ufficialità, Kingsley Ehizibue batte una concorrenza agguerritissima (con esponenti del calibro di Klaiber, Svensson e dell’ottimo Kanon, per fare qualche esempio) e conquista la palma di miglior terzino dell'”altra Eredivisie”. Nella stagione dai due volti dello Zwolle, il talento fatto in casa PEC (ma nativo di Monaco) è una delle note più positive: 8 assist e 1 rete (sul campo dell’Excelsior) lo proiettano tra le primissime posizioni nelle classifiche di rendimento del Campionato appena concluso. Punto fermo anche sotto la gestione Stam, con cui referta 5 degli 8 assist e la rete contro l’Excelsior, per Ehizibue le aree di miglioramento non mancano, così come però l’evidente talento; talento che non si è fatto sfuggire il Colonia, che ne ha già ufficializzato l’acquisto.

Difensore centrale: Teun Koopmeiners (AZ Alkmaar)
Lo stopper, probabilmente, non è nemmeno il ruolo nel quale esprime al massimo il suo grande talento; Teun Koopmeiners, però, non poteva non trovare posto nella formazione che stiamo disegnando per l’Eredivisie appena conclusa. Mediano con i fiocchi, Koopmeiners è stato in realtà spesso utilizzato a completare la terza linea dell’AZ Alkmaar da John van den Brom, con eccellenti risultati. Alle ottime capacità in interdizione, infatti, Koopmeiners abbina un senso della posizione che di fatto non ne penalizza il rendimento in difesa, mentre l’educatissimo piede sinistro lo rende efficace in regia anche arretrato di trenta metri verso la porta di Bizot; sinistro la cui bontà è confermata dalla nomina a rigorista della compagine di Alkmaar, con il talento dei Cheesefarmers capace di trasformare tutti e quattro i rigori calciati nella stagione in corso aggiungendovi anche altre quattro realizzazioni, in un Campionato che ne ha confermato la crescita e il rilievo assoluto tra i giovani talenti della rinascente giovane Olanda.

Difensore centrale: Willem Janssen (Utrecht)
Il comparto centrale della nostra terza linea è completato da Willem Janssen, trentaduenne capitano e punto di riferimento carismatico e di campo dell’Utrecht di Dick Advocaat (cui dalla prossima stagione si succederà invece John van den Brom). Sempre presente (o quasi) con l’Utrecht, è come detto uno dei perni dell’Utreg, con Letschert e (più di rado) Bergström a fargli compagnia a guardia del quasi omonimo Jensen; all’ottimo lavoro difensivo, fondamentale in particolare nei playoff di fine stagione dove l’Utrecht di reti ne incassa solamente una, Janssen associa anche sei marcature spesso e volentieri pesantissime per blindare i successi della compagine di casa al Galgenwaard.

Terzino sinistro: Nicolas Gavory (Utrecht)
Da Utrecht arriva anche il quinto e ultimo elemento del pacchetto difensivo della nostra “altra” Top-XI. Sbarcato in Eredivisie la scorsa stagione dopo una stagione da urlo con il Clermont (12 assist in Ligue 2 nel 2017/18), Nicolas Gavory infatti conferma quanto di buono ci si aspettava da lui, comparendo quindi tra le migliori figurine del Campionato appena concluso. Otto i passaggi vincenti del terzino di spinta di Advocaat che van de Brom si troverà tra le mani e che, con Klaiber sulla corsia opposta, ha costituito una vera e propria “ala aggiunta” per le folate offensive dell’Utreg.

Centrocampista: Guus Til (AZ Alkmaar)
Con un novero di giovani tra i più interessanti dell’Eredivisie, oltre a Koopmeiners l’AZ Alkmaar piazza in Top-XI anche il proprio numero 10 e capitano, Guus Til (e chissà, con una stagione intera a disposizione, cosa avrebbero potuto regalarci Calvin Stengs e Myron Boadu). Deus ex machina delle trame offensive di una squadra della quale, stante l’infortunio di Boadu e il poco convincente rendimento di Johnsen, si scopre anche capocannoniere con 12 gol tra cui quello che stendendo il PSV Eindhoven decide virtualmente le sorti del Campionato.

Centrocampista: Nasser El Khayati (ADO Den Haag)
Se Guus Til è il Deus ex Machina dell’AZ Alkmaar di John van den Brom, Nasser El Khayati…è l’ADO Den Haag. Numeri pazzeschi quelli del centrocampista in maglia 23 della compagine capitolina, che con 17 reti e 12 assist si è reso parte attiva del 50% esatto del fatturato offensivo del club gialloverde di 58 reti complessive in Campionato. Impeccabile dal dischetto (o quasi, con uno score di 6 realizzazioni e 1 solo errore, nel 3-1 con il Fortuna Sittard in un match che l’ha visto comunque in rete due volte) oltre con le proverbiali legnate dalla distanza e con i mortiferi inserimenti in area di rigore, Nasser El-Khayati è sicuramente il segreto della bellissima stagione vissuta dall’ADO Den Haag, fuori dai playoff solamente per una sfavorevole differenza reti. Difficile trovare qualcuno più decisivo di lui in una stagione che, purtroppo per i tifosi dell’ADO, rischia di essere stata l’ultima in maglia gialloverde a valle di un Campionato straordinario; la speranza, per gli appassionati di Eredivisie, è che l’eventuale saluto all’ADO non coincida con un addio al massimo Campionato olandese.

Centrocampista: Martin Ødegaard (Vitesse)
Finalmente, Martin Ødegaard. Dopo che le titaniche aspettative addossate generate dal trasferimento al Real Madrid e la fatica fatta con il Castilla, le due stagioni trascorse in prestito all’Heerenveen infatti erano state tutto fuorché che esaltanti per il gioiellino di Drammen, che per il terzo nei Paesi Bassi aveva scelto il Vitesse allenato quest’anno da Leonid Slutsky. Scelta vincente quella del teenager scandinavo, esaltato dal maggior tasso tecnico della compagine giallonera e dal ruolo ritagliatogli dal tecnico russo, formalmente allargato sulla destra del settore offensivo dei gialloneri di Arnhem ma sostanzialmente libero di svariare a seconda delle circostanze e dell’ottima intensa con l’altro furetto del fronte offensivo giallonero, Brian Linssen. Come per gli altri elementi di questa Top-XI, i numeri parlano piuttosto chiaro: 9 reti e 12 assist in Campionato lo rendono infatti il miglior calciatore della stagione del Vitesse, e ne certificano la graduale ed entusiasmante crescita.

Attaccante esterno: Brandley Kuwas (Heracles Almelo)
Capace di entusiasmare per lunghi tratti della stagione, l’Heracles Almelo di Frank Wermouth è stata una delle realtà più belle dell’Eredivisie appena conclusasi; Peterson, Dalmau e Kuwas nel tridente offensivo sono stati la maggiore attrazione della squadra bianconera, e proprio quest’ultimo la spunta sui due compagni di squadra per la palma di rappresentante dell’Heracles in questa top XI. Il fantasista dalle origini caraibiche (di Curacao) conferma nella stagione appena conclusa tutto quanto di buono fatto (intra)vedere nelle scorse stagioni, accompagnando alla solita pioggia di passaggi vincenti (11 assist in Campionato) ben 10 marcature, figlie di un mancino che poco ha da invidiare ai migliori d’Olanda. Il record personale di reti (e la prima volta in doppia cifra in carriera) vale come da prassi oramai consolidata per i migliori calciatori di Eredivisie ad attirare l’interesse di club stranieri più affascinanti ed economicamente abbienti; non da una delle “top 5” leghe d’Europa però questa volta dal momento che, non senza rammarico dei tanti che l’avrebbero voluto vedersi cimentare nei maggiori Campionati europei, la scelta di Brandley Kuwas è ricaduta sull’Al-Nasr.

Punta centrale: Alexander Isak (Willem II)
Sessione di mercato invernale di una stagione iniziata non esattamente in maniera esaltante; il Willem II perde il proprio bomber principe Fran Sol, che dopo aver trovato il gol ben 13 volte nelle prime 17 giornate (statistiche pazzesche, se rapportate alla dimensione del club di Tilburg) cede alle lusinghe della Dinamo Kiev e vola in Ucraina. Legnata non da poco per dirigenza e (soprattutto) tifoseria dei Tricolores, che il 29 di gennaio vedono arrivarne a fare le veci (o perlomeno a provarci) Alexander Isak, wonderkid del Borussia Dortmund ancora inespresso e prelevato dal club giallonero un paio di stagioni prima dall’AIK Solna. Azzardo? Tempo tre partite, e il giovane attaccante svedese si abbatte come un ciclone sull’Eredivisie: contro il Vitesse (sconfitta 2-3) arriva la prima gioia in maglia Tricolores, di una seconda parte di stagione che lo vedrà battere record su record. Su tutti, il più aggiornato cronologicamente: 12 reti nelle prime 12 apparizioni in Eredivisie, record per il massimo Campionato dei Paesi Bassi e tanti saluti a gente del calibro Ronaldo, Romario, Ibrahimović e Suárez. Paragoni che oggi, ovviamente, sono evidentemente azzardati, ma che servono a inquadrare l’impresa dell’esile attaccante del Borussia Dortmund, capace in sei mesi di trascinare il Willem II a un passo dai playoff di Europa League e alla finale (persa) di Coppa d’Olanda; eguagliando, curiosamente (?), il numero di reti messe assieme da Fran Sol prima di volare in Ucraina.

Attaccante esterno: Steven Berghuis (Feyenoord)
Di gioie i tifosi del Feyenoord ne hanno avute ben poche nella stagione appena giunta al termine; malamente e clamorosamente fuori dall’Europa League per mano degli slovacchi del Trenčín, i biancorossi si sono presto consolati con il successo in Supercoppa contro il PSV Eindhoven, ma la gioia è stata di vita piuttosto breve. Il Campionato ha parlato di un Feyenoord distante anni luce in classifica da PSV Eindhoven e Ajax (nonostante un clamoroso 6-2 all’Ajax), e anzi per lunghi tratti del Campionato più attento ai tentativi di rimonta dell’AZ Alkmaar che ad insidiare il duo di testa. Come già successo nel Campionato scorso, una delle poche note liete in casa Feyenoord è il solito Steven Berghuis: 12 gol e 12 assist per l’esterno olandese, punto fermo di van Bronckhorst e di una squadra dove, dopo le difficoltà incontrate in Premier League, è finalmente tornato su livelli di eccellenza cui ci aveva abituato.

La Top-XI (4-3-3): Bizot; Ehizibue, Koopmeiners, Jansen, Gavory; Til, El Khayati, Ødegaard; Berghuis, Isak, Kuwas.

Condividi
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.